Trump innesca una svolta totale nella politica sulle criptovalute degli Stati Uniti nel suo primo anno di ritorno

È passato un anno dalla rielezione di Donald Trump, un periodo che molti lobbisti del settore delle criptovalute descrivono come un susseguirsi di vertiginosi successi e profonde frustrazioni, al punto da farli sentire come se fossero invecchiati di molti anni in dodici mesi turbolenti.

La sua rimonta alla guida della Casa Bianca è stata accompagnata da un forte sostegno degli elettori favorevoli alle criptovalute e dall’ottimismo di numerosi leader del settore, che speravano di consolidare il ruolo delle valute digitali nel sistema finanziario dei Stati Uniti.

Nei primi giorni dell’amministrazione Trump sono stati emanati ordini esecutivi volti a promuovere politiche più favorevoli alle criptovalute e a valutare la creazione di una riserva statale in bitcoin come investimento a lungo termine.

Cody Carbone, amministratore delegato della Digital Chamber, ha dichiarato:

“Sin dal primo giorno ha emanato ordini esecutivi e sollecitato le agenzie a occuparsi degli asset digitali e di come la tecnologia blockchain possa aumentare la trasparenza all’interno dell’amministrazione pubblica.”

Al Congresso il settore è passato dall’essere percepito come un paria nel 2022, in seguito al collasso di alcune società e a procedimenti per frode, a diventare una priorità legislativa nel 2025, grazie anche alla pressione esercitata dalla Presidenza.

In un esempio sorprendente di azione bipartisan rapida, il provvedimento noto come GENIUS Act — Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act — è stato trasformato in legge, rappresentando il primo grande intervento federale sugli stablecoin a raggiungere questo risultato.

Il Dipartimento del Tesoro e le autorità bancarie dell’amministrazione hanno avviato le attività per l’implementazione della normativa, un processo complesso che prevede consultazioni pubbliche e la successiva presentazione di molteplici proposte regolamentari.

Norme complementari e struttura di mercato

Il GENIUS Act è stato concepito come un provvedimento complementare a misure più ampie destinate a definire la struttura di mercato delle criptovalute negli Stati Uniti, andando oltre le sole regole per gli emittenti di stablecoin.

Questa legislazione complementare è stata nuovamente approvata dalla Camera dei Rappresentanti nel corso dell’anno, ma non ha ancora ricevuto un voto definitivo dal Senato, dove il percorso normativo resta incerto.

Nomine chiave e ruolo dei regolatori

Per sostenere l’agenda pro-cripto, la Casa Bianca ha effettuato nomine importanti ai vertici degli organismi di vigilanza finanziaria: tra queste spicca la conferma di Paul Atkins come responsabile della Securities and Exchange Commission (SEC), noto sostenitore di politiche favorevoli al settore.

Inoltre, Jonathan Gould, ex avvocato attivo nel campo delle criptovalute, è stato posto alla guida dell’Office of the Comptroller of the Currency (OCC), mentre altre nomine miravano a rimodellare gradualmente anche il consiglio della Federal Reserve.

Kristin Smith, presidente del Solana Policy Institute, ha osservato:

“L’ultimo anno ha prodotto ciò che molti ritenevano impossibile: una completa inversione della politica federale sulle criptovalute, trasformando l’America da una giurisdizione definita dalla regolamentazione tramite interventi punitivi a una che corre per guidare l’economia digitale globale.”

Ostacoli: shutdown e impasse legislativa

Il progresso normativo è stato tuttavia messo in difficoltà dalla chiusura prolungata del governo federale, la più lunga della storia recente, che ha rallentato l’attività legislativa del Senato, compresi i lavori sul disegno di legge relativo alla struttura di mercato delle criptovalute.

Il braccio di ferro sul bilancio ha concentrato l’attenzione dei legislatori sulla risoluzione della crisi, sottraendo tempo e risorse alle negoziazioni complesse necessarie per completare il quadro regolamentare.

La sospensione delle attività ha inoltre comportato il collocamento in congedo di dipendenti federali il cui compito sarebbe stato proprio quello di contribuire alla stesura delle norme, rallentando ulteriormente il processo.

Anche senza il blocco operativo, i negoziati in Parlamento erano arrivati a un punto precario: alcune componenti del partito di maggioranza hanno espresso riserve sul testo del Digital Asset Market Clarity Act nella versione del Senato, ritardandone l’avanzamento.

Per questo motivo alcuni lobbisti hanno riconsiderato le tempistiche, ipotizzando che il completamento del lavoro possa slittare fino al 2027, data la prevista intensificazione delle competizioni politiche in vista delle elezioni intermedie.

La chiusura e le incertezze hanno inoltre sospeso l’iter di approvazione per nuovi prodotti finanziari e offerte pubbliche che richiedono il via libera della SEC.

Anche il progetto di costituire riserve federali in criptovalute è rimasto fermo alla fase di pianificazione: tecnicamente avanzato ma potenzialmente bisognoso di un intervento legislativo per superare gli ultimi ostacoli normativi.

Conflitti d’interesse e critiche politiche

Nonostante il sostegno del governo, il presidente è stato criticato dai membri del partito d’opposizione per i suoi interessi personali in attività legate agli asset digitali, con pochi angoli del settore rimasti estranei agli investimenti della sua famiglia.

La questione dei possibili conflitti di interesse è emersa con forza quando i principali detentori del suo memecoin sono stati invitati a un evento privato serale con il presidente, un incontro per il quale l’amministrazione ha scelto di non rendere pubblici i nomi dei partecipanti.

Allo stesso tempo, alcune nomine non sono andate lisce: è stato necessario ritirare la prima scelta per la carica di presidente della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), mostrando come il percorso di riforma incontrasse ancora ostacoli.

Molti protagonisti del settore hanno comunque coltivato rapporti stretti con l’amministrazione: eventi alla Casa Bianca hanno visto la partecipazione di amministratori delegati e fondatori di primarie piattaforme e emittenti, come Coinbase, Ripple, Tether e Gemini, ansiosi di celebrare i risultati raggiunti.

Rischi politici e prospettive elettorali

Nello stesso periodo l’indice di gradimento pubblico del presidente è calato sensibili, con una quota significativa di elettori, in particolare tra i più giovani, che esprimono disapprovazione per la sua gestione.

In occasione di alcune elezioni statali considerate possibili indicatori per i risultati delle elezioni di midterm dell’anno successivo, si è osservato un recupero dell’appoggio verso candidati del partito Democratico, segnale che se confermato potrebbe tradursi in guadagni parlamentari importanti nel 2026.

Se il Congresso dovesse spostare l’ago della bilancia a favore dei Democratici, l’agenda sulle criptovalute dell’amministrazione dovrà probabilmente adattarsi a un processo più cooperativo e bipartitico per gli ultimi due anni del mandato presidenziale.

Tuttavia, molti operatori sottolineano che il primo anno della seconda amministrazione ha già prodotto più progressi politici per il settore di quanti ne fossero stati raggiunti in passato, con impatti concreti sulle imprese americane.

Summer Mersinger, amministratrice delegata della Blockchain Association e ex regolatrice delle materie prime in questa amministrazione, ha affermato:

“Abbiamo visto società di asset digitali riportare operazioni negli Stati Uniti, ampliare la propria presenza e aumentare il personale grazie alle politiche promosse dal Presidente e da un Congresso favorevole alle criptovalute.”

In conclusione, il settore delle criptovalute si trova in una fase di transizione: benefici tangibili derivano dalle scelte politiche e dalle nomine regolamentari, mentre restano in sospeso questioni cruciali legate alla governance, alla trasparenza e alla necessità di un quadro normativo stabile e condiviso.