Sentinel-1D, il nuovo occhio della Terra che osserva giorno e notte
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un “occhio” in più per osservare la Terra fornirà immagini continue del pianeta giorno e notte, in qualsiasi condizione meteo, permettendo di rilevare sversamenti di petrolio, attività marittime illecite, inondazioni, iceberg, frane, attività vulcanica e sismica, oltre al monitoraggio di foreste e terreni agricoli.
Queste capacità saranno assicurate dal satellite Sentinel-1D, che sarà lanciato a bordo di un razzo Ariane 6 nell’ambito del programma di osservazione della Terra Copernicus.
I dati per monitorare l’ambiente
Il progetto è sviluppato nel contesto del Programma Spaziale dell’UE, in stretta collaborazione con la Agenzia Spaziale Europea (Esa), e punta a garantire continuità e qualità nelle osservazioni radar del continente.
La Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha dichiarato:
“I dati supporteranno il monitoraggio ambientale, la sorveglianza marittima e la risposta alle emergenze.”
L’insieme delle informazioni raccolte dal sistema sarà fondamentale per le autorità competenti, i servizi di emergenza e la comunità scientifica, offrendo dati tempestivi e utilizzabili per interventi di protezione civile, gestione delle coste e analisi dei cambiamenti climatici.
Un ruolo significativo nel programma è svolto dalle imprese italiane e dall’industria europea: la missione è stata progettata e realizzata da un consorzio composto da oltre 70 aziende guidate da Thales Alenia Space e Airbus Defence and Space, con partecipazione di realtà nazionali che forniscono componentistica, software e servizi di supporto.
La direttrice Cheli
La Simonetta Cheli, direttore dei Programmi di Osservazione della Terra all’interno della Esa, ha sottolineato l’importanza dell’operazione per la costellazione Sentinel:
“La missione Sentinel-1 completa la famiglia di satelliti Copernicus: presto Sentinel-1D sarà messo in servizio e opererà insieme a Sentinel-1C, assicurando la continuità del servizio.”
La direttrice ha inoltre evidenziato il valore pratico dei dati forniti dalla missione per la società civile e la ricerca scientifica.
La Simonetta Cheli ha detto:
“I cittadini trarranno vantaggio dal contributo che questa missione apporta alla comprensione del nostro ambiente, fornendo dati radar accurati, affidabili e utilizzabili sui movimenti delle calotte glaciali, sugli ecosistemi forestali, sui movimenti del suolo e molto altro.”
Nel suo intervento la direttrice ha inoltre ringraziato il team dell’agenzia e i partner industriali europei per il lavoro di integrazione e sviluppo tecnologico che ha reso possibile il progetto.
I satelliti gemelli
Una volta operativo, Sentinel-1D si unirà al suo gemello, Sentinel-1C, formando una coppia che ottimizzerà la copertura globale e la tempestività nel rilascio dei dati.
I due satelliti saranno posizionati su orbite opposte, a distanza di 180°, e ciascuno porterà a bordo un radar ad apertura sintetica (SAR) in banda C e un ricevitore AIS (Automatic Identification System) per il monitoraggio delle navi.
La combinazione di immagini SAR ad alta risoluzione e dei segnali AIS permette non solo di osservare la superficie terrestre in ogni condizione meteorologica e di illuminazione, ma anche di migliorare il controllo delle attività marittime, con ricadute importanti per la sicurezza, la lotta all’inquinamento e la tutela delle risorse marine.
Entrambi i satelliti sono inoltre compatibili con il sistema di navigazione Galileo e con altri sistemi globali, caratteristica che facilita l’integrazione dei dati e l’uso operativo da parte delle agenzie nazionali e internazionali.
La sostituzione di Sentinel-1A — in servizio da oltre undici anni e oltre la sua vita operativa prevista — con Sentinel-1D garantisce il rinnovo delle capacità di osservazione e la continuità dei servizi essenziali forniti dal programma Copernicus per la gestione ambientale e le politiche pubbliche a livello europeo e nazionale.
Nel complesso, l’arrivo di Sentinel-1D rappresenta un passo avanti nella sorveglianza dello spazio terrestre, offrendo strumenti più robusti per affrontare le sfide legate ai cambiamenti climatici, alla protezione delle coste, alla sicurezza marittima e alla risposta alle emergenze.