La debolezza di Bitcoin lancia l’allarme sui mercati azionari, avverte Citi

Citi, uno dei principali colossi di Wall Street, ha pubblicato un report che analizza il rallentamento del Bitcoin come potenziale indicatore negativo per i mercati azionari statunitensi, in particolare per l’indice Nasdaq 100.

Gli analisti guidati da Dirk Willer hanno osservato che quando Bitcoin si colloca sotto la media mobile a 55 giorni — come avvenuto di recente — i rendimenti risk-adjusted dell’azionario USA tendono a peggiorare. Storicamente, il comportamento del BTC ha mostrato una forte correlazione con il Nasdaq, agendo come un termometro della liquidità e del rischio nei mercati.

Liquidità in calo e pressione sugli asset rischiosi

Secondo Citi, il recente indebolimento delle criptovalute è attribuibile in larga parte a condizioni di liquidità più rigide. In particolare:

  • La ricostituzione della liquidità del Tesoro USA, dopo i prelievi post-debito, ha prosciugato risorse dal sistema
  • Le riserve bancarie sono calate di circa 500 miliardi di dollari dalla metà di luglio
  • Gli asset rischiosi, come Bitcoin e azioni growth, risentono direttamente di questo drenaggio

Il rapporto sottolinea che, sebbene l’AI boom abbia finora sostenuto l’azionario, Bitcoin tende a reagire più velocemente ai cambiamenti nella liquidità, fungendo da leading indicator.

Un possibile miglioramento in arrivo?

Una nota positiva arriva dall’equilibrio attuale dei saldi del Tesoro, ora vicini a livelli in cui storicamente il processo di ricostituzione si ferma. Secondo Citi, ciò potrebbe segnalare una prossima stabilizzazione della liquidità, a vantaggio sia delle criptovalute sia dei mercati azionari.

Nuove pressioni sul commercio legato all’AI

Tuttavia, il report evidenzia anche nuove incertezze legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale:

  • Gli investitori iniziano a mettere in dubbio la redditività a lungo termine della spesa massiccia nel settore
  • Le aziende affrontano costi hardware crescenti e vincoli nell’offerta, in un contesto che ricorda gli anni ’90
  • Giganti come Meta e Alphabet stanno emettendo decine di miliardi in obbligazioni per finanziare nuovi data center

Citi sottolinea che, sebbene i bilanci siano più solidi rispetto all’epoca della bolla dot-com, la transizione da autofinanziamento a finanziamento tramite debito raramente è un segnale positivo per gli obbligazionisti.