Jerome Powell e la Fed alle prese con nuovi dati sul lavoro preoccupanti

La continua paralisi del governo federale ha ridotto drasticamente la disponibilità di statistiche ufficiali sull’economia, incluso il cruciale Nonfarm PayRolls Report, fondamentale per l’orientamento della politica monetaria della Federal Reserve. In questo contesto, alcuni rapporti meno seguiti hanno acquisito maggiore importanza: uno di questi sta lanciando un forte segnale di allarme sul mercato del lavoro.

Aumento dei licenziamenti

I dati mensili sugli esuberi pubblicati dalla società di outplacement Challenger, Gray & Christmas mostrano che nel mese di ottobre sono stati annunciati 153.074 licenziamenti, quasi il triplo rispetto a ottobre 2024 e il livello più elevato per un mese di ottobre dal 2003.

Challenger, Gray & Christmas said:

“Questo avviene mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale, l’indebolimento della spesa di consumatori e imprese e l’aumento dei costi spingono a stringere la cintura e a congelare le assunzioni.”

Challenger, Gray & Christmas said:

“Chi viene licenziato ora trova più difficile assicurarsi rapidamente un nuovo ruolo, il che potrebbe contribuire a un ulteriore allentamento del mercato del lavoro.”

Guardando al cumulato dell’anno, i tagli annunciati superano il milione, in aumento del 65% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e al livello più alto dal panico legato alla pandemia del 2020. È utile ricordare che i dati di Challenger, Gray & Christmas si basano su annunci ufficiali di riduzione del personale, e perciò rappresentano l’intenzione delle aziende più che le misure effettive di disoccupazione.

Debolezza delle assunzioni

Il quadro è completato da segnali di rallentamento nelle assunzioni: per il mese di ottobre sono state programmate solo 372.520 nuove assunzioni, il numero più basso registrato da quando Challenger ha iniziato a tracciare questa serie nel 2012. Una diminuzione così marcata delle intenzioni di assunzione indica una domanda di lavoro in fase di indebolimento, con possibili conseguenze su crescita salariale e spesa delle famiglie.

Implicazioni per la politica della Federal Reserve

La carenza di dati ufficiali dovuta al blocco amministrativo complica la valutazione della congiuntura da parte della Federal Reserve. Il Nonfarm PayRolls Report è uno degli indicatori chiave utilizzati dalla banca centrale per monitorare l’occupazione e decidere la direzione dei tassi di interesse; senza aggiornamenti regolari, la lettura dell’economia diventa più incerta.

Nel corso della sua conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha sottolineato che la mancanza di statistiche ufficiali obbliga la banca centrale a operare con informazioni parziali. Diversi esponenti della stessa istituzione hanno poi segnalato un atteggiamento meno propenso a tagliare i tassi, sostenendo che se fosse dipeso esclusivamente da loro non sarebbe stato effettuato lo sconto sui tassi la settimana scorsa.

La combinazione di dati sui licenziamenti in crescita e una comunicazione della Federal Reserve meno accomodante rischia di creare tensioni politiche ed economiche: da un lato le imprese stringono i conti e riducono il personale; dall’altro la banca centrale valuta con cautela l’opportunità di stimoli monetari ulteriori, temendo pressioni inflazionistiche persistenti.

Reazione dei mercati

I mercati finanziari hanno già reagito alle indicazioni più aggressive della Fed e all’aumento dei licenziamenti. I listini delle criptovalute hanno registrato forti flessioni dopo lo scossone della banca centrale: il prezzo di Bitcoin è sceso sotto i 100.000 dollari prima di recuperare parzialmente fino a circa 103.000 dollari nella mattinata successiva.

Sul fronte del reddito fisso, il rendimento del titolo di stato a 10 anni del Treasury è sceso di circa sei punti base fino al 4,10%. In parallelo, le probabilità implicite nei mercati di future indicano un aumento della possibilità di un taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre, salite al 69% rispetto al 60% di inizio settimana: un segnale che gli operatori stanno ricalibrando le loro aspettative in funzione delle ultime notizie macroeconomiche.

La combinazione di dati sul lavoro meno favorevoli, incertezze statistiche legate al blocco dei flussi ufficiali e una comunicazione monetaria ambivalente suggerisce che la volatilità sui mercati potrebbe persistere nei prossimi mesi, fino a quando non torneranno disponibili serie storiche più complete e aggiornate.