Il market maker Flowdesk avverte: il credito crypto si regge su un equilibrio fragile

Gli effetti combinati della dichiarazione di default e della perdita di Stream Finance per 93 milioni di dollari, insieme al crollo del mercato crypto di ottobre che ha azzerato circa 20 miliardi di dollari, hanno costretto i prestatori di asset digitali a ridurre il rischio pur mantenendo linee di credito disponibili, secondo una nota di Flowdesk.

Secondo la società di trading, la leva finanziaria è stata progressivamente ridotta mentre le controparti riconsiderano i loro partner, ma le condizioni di credito non si sono rigidite al punto da bloccare completamente i prestiti.

Flowdesk ha scritto:

“La leva viene progressivamente ridotta mentre i trader rivalutano le controparti; tuttavia il credito non si è congelato.”

La domanda di prestito per token come SOL, XLM, ENA, APT e BTC resta, secondo la nota, significativa e legata prevalentemente a strategie di copertura e finanziamento piuttosto che a posizioni direzionali speculative.

Flowdesk ha osservato:

“La domanda di prestito per SOL, XLM, ENA, APT e BTC rimane robusta, principalmente associata a strategie di hedging e funding piuttosto che a scommesse direzionali.”

I rendimenti offerti da pool di prestito considerati a basso rischio, come Maple e Jito, hanno subito una compressione, ma risultano ancora stabili e superiori all’Chainlink DeFi Yield Index (circa il 5%) e ai rendimenti dei titoli di stato a dieci anni.

Il team creditizio di Flowdesk ha segnalato movimenti di de-leveraging mentre alcune controparti si riposizionano in seguito all’azione dei prezzi recente; al tempo stesso, una parte degli operatori ha aumentato la leva concentrandosi sugli asset principali.

Il credit desk di Flowdesk ha detto:

“Abbiamo osservato flussi di de-leveraging mentre le controparti si riposizionano e rivalutano il rischio connesso alla recente dinamica dei prezzi; nel frattempo alcune controparti hanno incrementato la leva, focalizzandosi sui principali asset.”

Flowdesk ha inoltre sintetizzato la situazione di mercato con un’osservazione più ampia sui tassi e i rendimenti:

“Nel complesso, tassi e rendimenti si sono compressi su tutta la linea, con un posizionamento difensivo diffuso e molti partecipanti in attesa di un rimbalzo più chiaro del mercato.”

Impatto sui prestatori e gestione del rischio

Le tensioni recenti hanno spinto i fornitori di credito e i market maker a rivedere i parametri di rischio: limiti di esposizione, requisiti di margine e accettazione della collateralizzazione sono stati soggetti a verifiche più stringenti.

In ambienti volatile come quello attuale, mantenere linee di credito solide è fondamentale per evitare circoli viziosi di liquidazioni forzate che possono amplificare le perdite di mercato. Le controparti istituzionali tendono a privilegiare collateral più liquidi e asset considerati “majors” per limitare il rischio di liquidità.

Confronto con gli strumenti tradizionali e significato dei rendimenti

La compressione dei rendimenti nelle pool di credito DeFi fa sì che il premio rispetto ai titoli di stato si assottigli. Se i rendimenti DeFi si avvicinano troppo ai livelli dei titoli a reddito fisso, il vantaggio per investitori e fornitori di liquidità può ridursi, modificando l’allocazione di capitale tra mercati tradizionali e criptovalute.

Strumenti come l’Chainlink DeFi Yield Index offrono un punto di riferimento per confrontare le opportunità nel mercato decentralizzato rispetto ai rendimenti consolidati, ma è importante valutare anche la natura del rischio, la liquidità e la qualità dei collateral sottostanti.

Indicatori di mercato e possibili scenari

Alcuni indicatori on-chain segnalano segnali di avvertimento ribassisti analoghi a quelli osservati nel 2022. CryptoQuant e piattaforme simili monitorano metriche che possono anticipare pressioni sui funding rates e movimenti di prezzo sistemici.

Se questi segnali dovessero concretizzarsi nelle prossime settimane, ci si può attendere ulteriore pressione sui funding rates e una compressione supplementare dei rendimenti nelle pool di credito DeFi, con una convergenza verso i livelli di rendimento dei titoli di stato.

In uno scenario simile, i gestori di rischio potrebbero rafforzare i requisiti sui collateral e ridurre l’esposizione, mentre alcuni operatori con forte liquidità potrebbero approfittare degli spread più stretti per aumentare posizioni su asset di maggiore capitalizzazione.

Conclusioni e implicazioni per gli investitori

La combinazione tra eventi di default, perdite significative e turbolenze di mercato ha innescato una fase di ricalibrazione del rischio nel credito crittografico. Pur con una riduzione della leva, il mercato non appare completamente bloccato: rimangono opportunità collegate al funding e all’hedging, ma con rendimenti più compressi.

Per gli investitori e le istituzioni è fondamentale monitorare indicatori on-chain, la qualità dei collateral e l’evoluzione dei tassi di finanziamento, oltre a conservare pratiche di gestione del rischio adeguate al profilo di volatilità del mercato crypto.