Campo largo: Schlein rilancia la Mamdani tax sui superpatrimoni, ma Conte frena
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Giuseppe Conte ha espresso scetticismo sull’efficacia di una tassazione straordinaria dei grandi patrimoni per risolvere le emergenze economiche e sociali attuali, sottolineando che le urgenze principali riguardano imprese, famiglie e sicurezza e che la legge di bilancio dovrebbe affrontarle in modo prioritario.
Posizione di Giuseppe Conte sulla patrimoniale
Giuseppe Conte ha detto:
“Siamo in totale emergenza, per le imprese, le famiglie e una emergenza sicurezza. Sono tre emergenze che vanno risolte con la legge di bilancio.”
Nel suo intervento a La 7, l’ex presidente del Consiglio ha aggiunto che una soluzione potrebbe essere rappresentata anche da una super-patrimoniale, ma che, sulla base di valutazioni effettuate in passato, tale misura non fornirebbe risorse sufficienti per affrontare le emergenze citate.
Conte ha inoltre richiamato la necessità di un approccio coordinato a livello internazionale per evitare effetti di fuga di capitali: ha ribadito in passato la volontà di “lavorare a livello globale per introdurre forme di tassazione” che siano efficaci ma anche attrattive per gli investimenti, auspicando una dimensione almeno europea.
La proposta di Maurizio Landini e il dibattito nella sinistra
Il tema della tassazione dei grandi patrimoni è tornato centrale nel confronto politico a sinistra, alimentato anche dall’esempio oltreoceano: il neosindaco socialista di New York, Zohran Mamdani, ha proposto un aumento dell’aliquota locale per i redditi molto elevati per finanziare misure sociali.
In Italia il segretario della CGIL, Maurizio Landini, ha rilanciato una proposta di contributo di solidarietà che colpisca una quota ristretta di cittadini molto ricchi, stimando risorse significative da destinare a sanità, scuola e aumenti salariali.
Maurizio Landini ha ricordato:
“Abbiamo avanzato una proposta, un contributo di solidarietà che riguarda l’1% dei cittadini italiani. Stiamo parlando di 500mila persone che sono ricche: stiamo dicendo che, per chi ha una ricchezza superiore ai 2 milioni, basterebbe un loro contributo al fisco di un 1% per poter avere 26 miliardi da investire nella sanità, per le assunzioni, sulla scuola, per aumentare gli stipendi a tutte le persone.”
La linea di Elly Schlein sulla tassazione europea
La segreteria del Partito Democratico, guidata da Elly Schlein, ha mostrato maggiore cautela, privilegiando un approccio coordinato a livello continentale per evitare fenomeni di delocalizzazione dei capitali.
Elly Schlein ha detto:
“Siamo a favore di una tassazione europea sulle persone che hanno milioni a disposizione, sui miliardari. A livello europeo, perché i capitali viaggiano molto più velocemente delle persone, per le quali invece si costruiscono muri.”
Schlein ha inoltre proposto di valutare interventi a livello nazionale che riequilibrino il carico fiscale tra lavoro, impresa e rendite prima di arrivare a soluzioni continentali, sottolineando la necessità di riforme strutturali del sistema fiscale.
Sondaggio e opinione pubblica sulla patrimoniale
Un sondaggio condotto da Izi, società di analisi economica e politica, mostra un ampio sostegno popolare all’introduzione di una tassa sui grandi patrimoni: quasi l’84% degli intervistati sarebbe favorevole a una misura di questo tipo.
La proposta ribattezzata Mamdani tax, pensata per applicare una tassa sui patrimoni superiori a 10 milioni di euro, trova consenso trasversale: anche tra gli elettori dei partiti di maggioranza il favore resta elevato, mentre tra gli elettori di centrosinistra il sostegno è leggermente superiore alla media.
Implicazioni politiche ed economiche
Il dibattito su una patrimoniale mette in luce contrasti di metodo e priorità tra forze progressiste: c’è chi punta su interventi immediati e redistributivi per finanziare spese pubbliche e chi invece richiama la necessità di coordinamento internazionale per non penalizzare la competitività.
Dal punto di vista pratico, gli effetti di una tassa sui patrimoni dipendono da molti fattori: la base imponibile effettiva, le modalità di valutazione dei beni, il rischio di elusione e la possibilità di misure compensative per evitare esodi di capitali. Per questo motivo le proposte richiedono approfondimenti tecnici e valutazioni sull’impatto macroeconomico e sulla sostenibilità nel medio termine.
Sul piano politico, il confronto interno alla sinistra e tra partiti della stessa area influirà sulle strategie elettorali e sulle alleanze future, soprattutto in vista di scadenze nazionali: la definizione di posizioni credibili e praticabili sarà determinante per ottenere consenso elettorale senza compromettere la fiducia degli investitori e la stabilità finanziaria.