Bitcoin (BTC) riconquista $103.000, ma resta nettamente in calo sulla settimana
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Una settimana molto difficile per i mercati delle criptovalute sembra destinata a chiudersi con un leggero tono positivo.
Circa un’ora prima della chiusura della sessione azionaria statunitense di venerdì, il prezzo di bitcoin è tornato sopra i 103.000 dollari, registrando un rialzo di circa il 2% nelle ultime 24 ore dopo aver toccato la zona dei 99.000 dollari nel corso della sessione.
Si tratta di un piccolo sollievo per i rialzisti, dopo che bitcoin era passato da oltre 110.000 dollari domenica a meno di 99.000 dollari circa 48 ore più tardi.
Il rimbalzo è stato ancora più marcato su alcune altcoin: ether si è attestato attorno ai 3.355 dollari, XRP intorno a 2,2350 dollari e solana vicino ai 157,70 dollari, tutti in progresso del 4%-5%. DOGE e ADA hanno messo a segno rialzi più ampi, rispettivamente intorno allo 0,1670 e 0,5468 dollari, con incrementi del 12% e del 9% circa.
Dinamicità del rimbalzo: coperture e volatilità
Per il momento i rialzi appaiono coerenti con un recupero alimentato prevalentemente da coperture di posizioni corte (short-covering) dopo i forti ribassi che hanno caratterizzato gran parte della settimana. In situazioni di elevata volatilità, questi rimbalzi tecnici sono frequenti ma possono risultare fragili se non accompagnati da flussi d’acquisto più solidi.
La mancanza di dati macroeconomici ufficiali, a causa del shutdown del governo, ha amplificato la sensibilità del mercato alle notizie alternative e ai report privati, aumentando così la volatilità intraday.
Dati sul sentiment dei consumatori e rilevanza
In questo contesto, un indicatore che normalmente riceve meno attenzione ha acquisito peso: il Consumer Sentiment Survey del University of Michigan, pubblicato venerdì mattina.
L’indice è sceso a 50,3 a novembre rispetto a 53,6 del mese precedente, collocandosi a livelli simili a quelli registrati durante il panico legato al Covid, la crisi finanziaria globale e le recessioni dei primi anni Novanta e degli anni Ottanta.
Le aspettative sull’inflazione per il periodo di 5-10 anni hanno mostrato un lieve calo, ma restano elevate, attorno al 3,6%.
Joanne Hsu ha dichiarato:
“I consumatori percepiscono pressioni sulle loro finanze personali da più direzioni. I consumatori si aspettano inoltre che i mercati del lavoro continueranno a indebolirsi in futuro e prevedono di esserne personalmente colpiti.”
Implicazioni per la politica monetaria e il quadro politico
Questi segnali di peggioramento del sentiment potrebbero indurre la Federal Reserve a rivedere le proprie valutazioni sulla necessità e i tempi di eventuali ulteriori strette o allentamenti. Solo la settimana precedente un orientamento più aggressivo della banca centrale aveva contribuito a far crollare i mercati.
Se la debolezza del sentiment dovesse persistere, la banca centrale potrebbe dover considerare con più attenzione la possibilità di non escludere un taglio dei tassi all’ultima riunione dell’anno in dicembre, o comunque ricalibrare le aspettative di politica monetaria.
Sul versante politico, il calo inatteso dell’indice di fiducia dei consumatori non passerà inosservato ai legislatori. Il Congresso legge i dati economici e una flessione marcata potrebbe aumentare la pressione per arrivare a un accordo che ponga fine al shutdown del governo, con possibili ripercussioni immediate sui mercati finanziari e sulla fiducia degli operatori.
Prospettive e rischio
In sintesi, il recupero di fine settimana assomiglia a un rimbalzo tecnico e la sostenibilità del movimento dipenderà sia dall’evoluzione dei dati macroeconomici sia dalle decisioni politiche nelle sedi istituzionali chiave. Gli investitori dovranno monitorare da vicino i prossimi rapporti economici e qualsiasi sviluppo sul fronte politico che possa influenzare la disponibilità di dati ufficiali o la percezione del rischio.