Al via la giornata degli abiti storici: il ministero destina 550mila euro per la promozione
- 7 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È stata istituita la Giornata degli abiti storici, che sarà celebrata ogni anno l’11 novembre con iniziative diffuse sull’intero territorio nazionale; dal 2026 il ministero del Turismo destinerà risorse pari a 550mila euro all’anno per sostenere gli eventi e i progetti connessi.
Daniela Santanchè ha detto:
“Valorizzando questi prodotti tradizionali, ogni piccolo borgo potrà far vivere quel turismo esperienziale che oggi i visitatori cercano. Dobbiamo raccontare queste parti dell’Italia. L’abito storico non va considerato un mero reperto museale, ma un codice identitario vivo e dinamico, che unisce le nostre antiche tradizioni artigianali alle prospettive del mercato internazionale. In un mondo sempre più virtuale, nei vestiti sono racchiusi anche i nostri cinque sensi.”
La dichiarazione mette in luce la volontà di trasformare gli abiti tradizionali in strumenti attivi di promozione culturale e turistica: l’obiettivo è favorire forme di visita che coinvolgano i sensi, la produzione locale e i percorsi di scoperta dei borghi, creando ricadute economiche per artigiani, musei e imprese del territorio.
L’iniziativa parlamentare
La Giornata nazionale è nata da un disegno di legge a prima firma della senatrice Anna Maria Fallucchi del Fratelli d’Italia, che ha posto l’accento sul legame tra identità locale e patrimonio tessile.
Anna Maria Fallucchi ha detto:
“Vengo da un piccolo paese del Gargano, dell’entroterra. Quando sono stata eletta mi sono chiesta quale dono potessi fare al mio borgo. A rendere quel luogo prezioso erano gli abiti della tradizione, ricamati a mano. Ho pensato a questa legge proprio per valorizzare quel patrimonio.”
Per promuovere la giornata a livello nazionale, l’11 novembre Rai trasmetterà uno spot istituzionale e uno speciale disponibile su RaiPlay, Rai 5 e Rai Cultura, proponendo così una vetrina mediatica per i progetti locali e le eccellenze artigiane.
Il coinvolgimento delle scuole
Il programma prevede percorsi didattici ed eventi nelle scuole per avvicinare i giovani alle tecniche di manifattura, restauro e riproduzione degli abiti storici, favorendo il trasferimento di competenze tra generazioni e la creazione di figure professionali specializzate.
Giuseppe Valditara ha detto:
“In Italia ci sono 60 istituti superiori con circa 80mila studenti che si occupano di moda; molti di loro si dedicano al restauro e alla replica dell’abito storico. Per farlo servono creatività, un’industria che lavori con precisione, ma anche passione, senso di comunità, appartenenza e consapevolezza della propria identità. Una giornata come questa è utile per ricostruire e trasmettere il nostro passato, portarlo alla conoscenza della popolazione e dei visitatori. Nessuna comunità può avere un grande futuro se non conosce le proprie radici.”
La presenza di numerosi istituti tecnici e professionali con indirizzi moda rappresenta una base per sviluppare percorsi formativi integrati con musei, botteghe artigiane e imprese del settore: ciò può tradursi in tirocini, laboratori pratici e progetti di alternanza scuola-lavoro che rafforzino il collegamento tra formazione e mercato del lavoro.
Dal punto di vista operativo, i fondi ministeriali sono pensati per sostenere attività quali mostre, restauri, catalogazioni, workshop formativi, campagne promozionali e iniziative di marketing territoriale che mettano in rete amministrazioni locali, associazioni culturali, imprenditori e operatori turistici, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio tessile e creare nuove opportunità economiche per i borghi e le comunità coinvolte.