Regionali, effetto Zaia: Lega e FdI appaiati in Veneto, il carroccio resiste
- 6 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Matteo Salvini ha detto:
“Il 23 e 24 novembre in Veneto mi auguro che la Lega sia gagliardamente e coraggiosamente il primo partito del Veneto. Ci accontentiamo di questo.”
L’apertura della campagna elettorale di Matteo Salvini a sostegno della candidatura di Alberto Stefani alla presidenza del Veneto arriva in un contesto elettorale molto competitivo: i sondaggi più recenti descrivono una situazione di sostanziale parità tra Fratelli d’Italia e Lega come forze principali nella regione, mentre la vittoria di Stefani sul candidato del centrosinistra appare, nelle rilevazioni, largamente probabile.
Situazione dei partiti in Veneto
Un sondaggio dell’istituto Demos per l’Osservatorio sul Nord Est del Gazzettino, condotto tra il 24 e il 27 ottobre, registra un testa a testa tra le due formazioni del centrodestra: la Lega è stimata tra il 22 e il 26% mentre Fratelli d’Italia si colloca tra il 21 e il 25%.
Per quanto riguarda la competizione per la presidenza regionale, lo stesso istituto attribuisce a Alberto Stefani una forbice di consenso tra il 58% e il 62% dei voti validi; un’ulteriore rilevazione dell’istituto Noto lo posiziona intorno al 61%, con lo sfidante di centrosinistra, Giovanni Manildo, collocato nella fascia 32–36%.
Il traino di Luca Zaia e il ruolo delle liste
Una componente rilevante nello scenario elettorale regionale è la candidatura come capolista del governatore uscente Luca Zaia in tutte le province, elemento che sembra rafforzare la performance della lista legata al suo nome.
È utile ricordare il risultato delle regionali del 2020, quando la lista a sostegno di Zaia raggiunse il 44,6% dei voti, attirando consensi anche oltre la tradizionale base del centrodestra. In quella stessa tornata la Lega si attestava come primo partito della coalizione in regione, con il 16,9% rispetto al 9,6% di altre forze.
Evoluzione del consenso dal 2020 al 2024
Negli anni successivi il quadro politico è mutato: alle elezioni politiche del 2022 Fratelli d’Italia registrò una forte crescita, imporsi come primo partito in Veneto con il 32,6%, mentre la Lega scese al 14,6%.
Questa tendenza si è consolidata anche alle elezioni europee del 2024, con Fratelli d’Italia che ha ottenuto il 37,6% e la Lega attestata intorno al 13,2%. Tali risultati riflettono lo spostamento degli equilibri interni al centrodestra e hanno alimentato il confronto tra le due forze sulla designazione del candidato presidente per la regione.
Intese e ripercussioni politiche
Lo scontro per la leadership regionale ha richiesto negoziati interni alla coalizione: la scelta su chi avrebbe dovuto esprimere il candidato presidente è stata oggetto di un braccio di ferro protrattosi per mesi.
Alla fine Fratelli d’Italia ha accettato di fare un passo indietro sulla candidatura in Veneto in cambio di una clausola di prelazione per la partita regionale in Lombardia nel 2028, una soluzione che punta a bilanciare interessi e quote di rappresentanza all’interno della coalizione del centrodestra.
Le dinamiche descritte avranno probabilmente effetti anche sul piano nazionale: un riequilibrio dei rapporti di forza tra le forze di maggioranza può influire sulle strategie legislative e sulle alleanze future, sia a livello regionale che parlamentare.