Paralisi del governo negli Stati Uniti raggiunge il record di 36 giorni e minaccia la legge sulle criptovalute

Lo shutdown del governo federale degli Stati Uniti è diventato il più lungo della storia, superando il precedente record di 35 giorni, mentre i parlamentari restano bloccati su come finanziare il bilancio federale.

La situazione si è complicata dopo la vittoria netta dei Democratici nelle elezioni di medio termine, che potrebbe aver rafforzato la determinazione del partito a non cedere sulle proprie richieste prima di venire a compromessi sul finanziamento del governo.

Osservatori del processo legislativo segnalano che, nonostante ci fossero aspettative che i Democratici potessero accettare un finanziamento provvisorio già questa o la prossima settimana per riaprire l’amministrazione, i risultati elettorali potrebbero ritardare ulteriormente qualsiasi negoziato.

Il prolungarsi dello stallo ha ripercussioni anche sulle iniziative normative in discussione al Congresso, in particolare su una possibile riforma della struttura del mercato delle criptovalute. Fonti vicine ai negoziati indicano che il calendario per il dibattito e le marcature dei testi è stato spostato in avanti.

Prospettive temporali e scenari legislativi

Alcuni operatori che seguono le trattative ritengono che il consenso su norme complesse come quelle sulla struttura di mercato potrebbe slittare fino al 2026 se lo shutdown dovesse protrarsi; altri sperano ancora in passaggi intermedi compatibili con l’agenda legislativa entro il 2025.

Summer Mersinger, amministratore delegato della Blockchain Association, ha commentato la situazione:

“L’allungarsi dello shutdown rende sempre più probabile che l’approvazione di questa legge venga rimandata al 2026.”

Un altro fattore che ostacola il lavoro legislativo è la sospensione temporanea del personale in molte agenzie federali: numerosi esperti sono stati posti in congedo forzato, riducendo la capacità tecnica di redigere testi normativi dettagliati e di fornire consulenza specialistica ai legislatori.

Posizioni dell’amministrazione e pressione politica

Patrick Witt, direttore esecutivo del Consiglio presidenziale per gli asset digitali, ha illustrato l’impegno dell’amministrazione nella definizione della norma:

“Stiamo continuando a fare pressione, tenendo riunioni regolari. Passo la maggior parte del mio tempo al Capitol Hill, incontrando senatori di entrambi gli schieramenti per portare avanti il lavoro. Sono ottimista perché abbiamo visto progressi recenti che indicano una tendenza positiva.”

Patrick Witt ha inoltre sottolineato la volontà del presidente:

“Il presidente Donald Trump desidera ancora avere sul suo tavolo un testo definitivo sulla struttura del mercato entro la fine del 2025.”

Witt ha osservato che, paradossalmente, lo shutdown ha concesso più tempo per confronti mirati tra staff ed esponenti politici, favorendo approfondimenti tecnici che in condizioni normali sarebbero stati più difficili da organizzare.

Patrick Witt ha spiegato:

“Abbiamo avuto l’opportunità di dialogare davvero con uffici, staff e membri sul merito di questo provvedimento in un modo che forse non sarebbe stato possibile con altre priorità concorrenti.”

Conseguenze pratiche per il processo normativo

Il rinvio delle marcature e delle votazioni in commissione significa che il percorso legislativo — che include passaggi alla Camera, al Senato, eventuali conferenze tra le due camere e la firma presidenziale — rischia di allungarsi. Le normative tecniche richiedono tempo per la stesura, le revisioni e il dialogo con gli stakeholder del settore finanziario e tecnologico.

Dal punto di vista politico, il risultato elettorale e la polarizzazione sugli stanziamenti potrebbero portare a condizioni più rigide per l’approvazione di compromessi, inducendo leader e staff a privilegiare testi più minimali o a rimandare le decisioni ai cicli legislativi successivi.

Per il settore delle criptovalute e per gli operatori di mercato, l’incertezza normativa permane: un ritardo nell’iter legislativo mantiene aperte questioni su supervisione, infrastrutture di mercato e protezioni per gli investitori, elementi che influenzano sia la stabilità dei mercati sia la pianificazione strategica delle imprese coinvolte.

Prossimi passaggi e possibili scenari

Il calendario rimane fluido. Se lo shutdown venisse risolto in tempi rapidi, è plausibile che il Congresso riesca a riprendere i lavori e a valutare testi più articolati entro il 2025. In alternativa, un prolungamento dello stallo legislativo sposterebbe inevitabilmente l’esame delle proposte più complesse al 2026, con impatti sul modo in cui il settore privato programma investimenti e conformità normativa.

In ogni caso, la combinazione di pressioni politiche, capacità tecnica ridotta nelle agenzie e i tempi interni al processo legislativo definisce uno scenario in cui i tempi di approvazione restano incerti e fortemente dipendenti dall’evoluzione dello shutdown e dai negoziati sul bilancio federale.