Hong Kong incrimina 16 per la presunta truffa cripto da 205 milioni di dollari legata a JPEX, mentre Interpol dà la caccia ad altri 3 sospetti
- 6 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Le autorità di Hong Kong hanno incriminato 16 persone, tra cui l’ex avvocato e influencer sui social media Joseph Lam, in relazione allo scandalo della criptovaluta JPEX, un caso che le forze dell’ordine definiscono come la più grande frode finanziaria sospetta nella storia del territorio.
Secondo le accuse, il presunto raggiro avrebbe danneggiato oltre 2.700 investitori per un ammontare stimato di circa HK$1,6 miliardi (circa 206 milioni di dollari). I capi d’imputazione comprendono complotto per frode, induzione fraudolenta all’investimento e riciclaggio di denaro.
Tra gli accusati figurano sei persone ritenute membri di primo piano delle operazioni di JPEX e sette soggetti considerati influencer o coinvolti nel trading di criptovalute over-the-counter, incluso Joseph Lam. Le autorità hanno inoltre arrestato complessivamente 80 persone dall’apertura del procedimento nel settembre 2023 e hanno sequestrato HK$228 milioni.
Le indagini hanno portato alla segnalazione di tre fuggitivi per i quali è stato emesso un avviso rosso da parte di Interpol: Mok Tsun-ting, Cheung Chon-cheong e Kwok Ho-lun. Un avviso rosso è una richiesta internazionale per localizzare e arrestare provvisoriamente una persona in vista di un’eventuale estradizione.
Dettagli sulle accuse e sul funzionamento della presunta truffa
Secondo gli inquirenti, JPEX avrebbe operato una piattaforma di trading di criptovalute senza la necessaria autorizzazione, presentandosi agli investitori come un exchange legittimo e utilizzando pratiche commerciali ingannevoli per attrarre nuovi clienti. Il presunto schema includerebbe operazioni volte a creare l’apparenza di attività e profitti fittizi per convincere gli utenti a versare fondi.
Le accuse di riciclaggio implicano che i proventi derivanti dall’attività illecita siano stati trasferiti e riorganizzati per occultarne l’origine. L’applicazione di tali capi d’accusa richiede un esame dettagliato delle transazioni finanziarie, delle comunicazioni interne e delle relazioni commerciali correlate all’exchange.
Aspetti giuridici e primo utilizzo di norme antiriciclaggio
Un elemento rilevante del procedimento è l’impiego, per la prima volta in un caso connesso alle criptovalute, dell’Anti-Money Laundering and Counter-Terrorist Financing Ordinance. Questa normativa mira a prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo attraverso obblighi di due diligence, segnalazione e conservazione delle informazioni da parte degli enti finanziari.
L’applicazione di tali disposizioni a un contesto crypto segnala un allargamento degli strumenti normativi a disposizione delle autorità, con possibili effetti su come le piattaforme digitali dovranno registrarsi, vigilare sui clienti e comunicare operazioni sospette in futuro.
Cooperazione internazionale e misure contro i fuggitivi
Il ricorso all’avviso rosso di Interpol riflette la natura transnazionale delle attività contestate e la necessità di cooperazione tra giurisdizioni per assicurare i sospetti alla giustizia. Procedere con richieste di estradizione richiede un coordinamento tra autorità giudiziarie, ministeri degli esteri e forze di polizia internazionali.
In parallelo, il sequestro di risorse per HK$228 milioni dimostra la volontà degli inquirenti di bloccare i beni ritenuti collegati all’attività criminosa, misura volta sia a preservare risorse per eventuali risarcimenti sia a ostacolare la continuazione delle operazioni illecite.
Conseguenze regolatorie e richieste di azione pubblica
Il caso ha sollevato interrogativi sulla necessità di un quadro regolamentare più rigoroso per le piattaforme di criptovalute a Hong Kong. Le autorità locali hanno indicato l’urgenza di misure volte a tutelare gli investitori e a stabilire requisiti di licenza chiari per gli operatori del settore.
John Lee said:
“Dobbiamo intensificare l’educazione pubblica per far conoscere agli investitori i rischi e istituire un regime di licenze adeguato nel territorio.”
La chiamata al potenziamento dell’educazione finanziaria riflette l’intento delle autorità di ridurre la vulnerabilità degli investitori alle pratiche fraudolente, mentre la proposta di un regime di licenza mira a imporre standard di governance, trasparenza e protezione del cliente per le piattaforme crypto.
Prospettive del procedimento e impatto per gli investitori
I 16 imputati dovrebbero comparire davanti alla Eastern Court per le relative udienze preliminari. Il processo sarà seguito da un’analisi delle prove raccolte, compresi documenti finanziari, comunicazioni private e registrazioni relative alle transazioni coinvolte nello schema.
Per gli investitori coinvolti, la strada verso il recupero dei capitali può risultare complessa e dipenderà dagli esiti giudiziari, dalle possibilità di sequestro e confiscazione dei beni e dalle procedure di rimborso eventualmente attivate dalle autorità o dai curatori giudiziari.
Il caso di JPEX rappresenta inoltre un campanello d’allarme per i regolatori e gli operatori del mercato, che potrebbero accelerare l’adozione di regole più stringenti per le criptovalute e intensificare i controlli per prevenire frodi su larga scala.