Vendita di San Siro a Inter e Milan: firme decisive sul rogito

Nella mattinata del 5 novembre i dirigenti di Inter e Milan, insieme ai rappresentanti del Comune di Milano, hanno sottoscritto il rogito che trasferisce la proprietà dell’area dello stadio verso i club. Il complesso immobiliare denominato Grande Funzione Urbana San Siro, che include l’impianto intitolato a Giuseppe Meazza (circa 70.000 metri quadrati) e le aree edificabili adiacenti (circa 211.000 metri quadrati), è quindi passato alle società sportive in attuazione della delibera approvata definitivamente dal Consiglio comunale alla fine di settembre.

Dettagli economici e garanzie

Il prezzo concordato per la cessione è pari a 197,08 milioni di euro. Con la firma del contratto di compravendita le due società hanno versato nelle casse di Palazzo Marino 91,96 milioni; il residuo sarà corrisposto in tranche, alcune delle quali calcolate in funzione della superficie lorda del nuovo stadio e altre collegate al completamento delle opere di demolizione parziale dell’attuale impianto.

Per garantire il pagamento del corrispettivo differito è stata prestata una fideiussione a prima richiesta per un importo complessivo di 124,07 milioni di euro, concessa da Banco BPM, storica banca partner di Inter e recentemente anche del Milan.

Clausole di tutela e vincoli imposti dal Comune

Nel contratto sono state inserite diverse clausole di tutela deliberate dal Consiglio comunale. Tra queste figurano obblighi stringenti di contrasto alla criminalità organizzata, con l’introduzione di white list per le imprese che parteciperanno ai lavori e alla realizzazione del progetto.

È previsto un contributo di 14 milioni di euro destinato a progetti di sostenibilità ambientale, da aggiungere agli obiettivi di neutralità carbonica che il progetto dovrà perseguire. Sono inoltre richieste misure volte a garantire accessibilità, inclusione e prevenzione di ogni forma di discriminazione.

Per le eventuali attività di bonifica all’interno del Parco dei Capitani è stato fissato un tetto massimo di spesa di 5 milioni di euro. È stata inoltre prevista una clausola di earn out, che assegna al Comune una percentuale sull’eventuale plusvalenza realizzata in caso di vendita a terzi entro cinque anni, e il diritto di prelazione su eventuali rivendite totali o parziali a un prezzo pari o inferiore a quello d’acquisto.

Nel perimetro della GFU (Grande Funzione Urbana) è stato stabilito che il 50% della superficie lorda non potrà essere edificata ma destinata a verde profondo; inoltre 80.000 metri quadrati di aree verdi dovranno essere ceduti al Comune e mantenuti dalle società per almeno 30 anni. Palazzo Marino parteciperà infine ai costi di bonifica e demolizione con un contributo massimo previsto di 22 milioni di euro.

Progetto tecnico e tempistiche

L’investimento complessivo stimato dalle società è compreso tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro, di cui circa 700 milioni destinati alla costruzione di un nuovo impianto da 71.500 posti. La progettazione e la realizzazione sono state affidate agli studi Foster + Partners e Manica.

L’obiettivo dichiarato è l’inaugurazione dell’impianto nel 2031, con la possibilità di ospitare gli Europei di calcio programmati per il 2032. Il nuovo stadio sarà composto da due grandi anelli progettati con un’inclinazione studiata per assicurare visibilità ottimale da ogni settore; sarà elevato su un podio che fungerà da accesso per i tifosi e che, nei giorni senza eventi, si trasformerà in una piazza collegata al parco circostante e fruibile tutto l’anno.

Del vecchio impianto sarà preservato solo un segmento della Curva Sud, che verrà rifunzionalizzato nell’ambito del progetto complessivo.

Impatto urbano, sociale e istituzionale

L’operazione rappresenta un intervento di grande portata nel contesto urbanistico di Milano, con ripercussioni sul mercato immobiliare, sulla mobilità urbana e sui servizi pubblici nelle aree limitrofe. Il trasferimento di proprietà e la grande mole di investimenti richiedono un monitoraggio attento per garantire che gli interessi pubblici vengano tutelati nel medio e lungo periodo.

Dal punto di vista occupazionale, il progetto prevede la creazione di posti di lavoro nella fase di costruzione e nella successiva gestione delle nuove strutture e degli spazi pubblici. Sul fronte ambientale, oltre agli interventi obbligatori, saranno fondamentali i piani di manutenzione e gestione del verde che il contratto vincola alle società proponenti.

Sul piano istituzionale, l’approvazione del progetto e l’inserimento di clausole di salvaguardia riflettono la volontà dell’Amministrazione di conciliare sviluppo privato e interesse pubblico. Sarà importante garantire trasparenza e controlli durante l’attuazione delle opere, nonché un dialogo costante con le comunità locali per mitigare impatti negativi e massimizzare i vantaggi collettivi.



Author: Tony
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