Prezzo BTC si avvicina al minimo di giugno mentre liquidazioni per 1,4 miliardi di dollari travolgono le altcoin
- 4 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il mercato delle criptovalute ha subito una forte ondata di vendite martedì, con Bitcoin che si è avvicinato ai minimi da giugno e Ether che ha toccato livelli non visti dallo scorso agosto.
La pressione di vendita ha generato liquidazioni diffuse nel comparto dei derivati, per un ammontare complessivo intorno a 1,4 miliardi di dollari, un valore significativo seppure inferiore al caos registrato lo scorso ottobre, quando il meccanismo di auto-deleveraging di Binance aveva colpito numerosi trader.
Tra i fattori scatenanti della correzione figura il rafforzamento del dollaro: l’indice DXY ha superato la soglia dei 100 per la prima volta da luglio, dopo essere rimbalzato da circa 96,2 a settembre. Questo rafforzamento si associa alle attese del mercato su un rallentamento del ciclo di taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, elemento che tende a penalizzare gli asset più rischiosi, inclusi Bitcoin e l’intero comparto crypto.
Posizionamento nei derivati
Gli indicatori di volatilità mostrano segnali di tensione: l’indice di volatilità implicita a 30 giorni per Bitcoin (un indicatore sintetico dell’attesa di turbolenza sui prezzi) è in aumento e ha manifestato un “golden cross” tra le medie mobili a 50 e 200 giorni, segnale tecnico che in passato ha preceduto periodi di volatilità elevata.
Negli ultimi dodici mesi il prezzo spot di Bitcoin ha registrato una correlazione negativa con la volatilità: ciò implica che ulteriori rialzi dell’indice di volatilità potrebbero accompagnarsi a debolezza di prezzo, aumentando il rischio di nuovi movimenti al ribasso.
Il posizionamento sui derivati di alcune criptovalute resta significativo. Ad esempio, l’interesse aperto (open interest) su ZEC si mantiene vicino ai picchi storici, attorno a 1,59 milioni di unità, mentre i tassi di funding sono passati in territorio negativo: questo segnala che una parte degli operatori sta puntando su posizioni corte sui future, forse in copertura rispetto a posizioni long sul mercato spot.
Sul mercato dei future regolamentati, come il CME, si osservano tendenze divergenti tra contratti collegati a BTC e ETH, con l’attività concentrata soprattutto sui future su Ether, dove l’interesse aperto rimane vicino a livelli record. Sulle piattaforme di opzioni, il book di Bitcoin mostra una prevalenza di put su diverse scadenze, mentre le opzioni su Ether hanno evidenziato segnali più costruttivi dopo alcune scadenze chiave del 2026.
Nei mercati OTC è stata osservata domanda mirata di put su Ether con scadenza 7 novembre e strike a 3.500 dollari, operazioni tipiche di operatori istituzionali che cercano copertura o scommettere su scenari ribassisti specifici.
Movimenti sul mercato degli altcoin
La sessione asiatica è stata particolarmente negativa per gli altcoin, con numerosi token che hanno perso oltre il 15% e una ondata di liquidazioni stimata in oltre 1,3 miliardi di dollari secondo i principali indicatori di mercato.
Tra i cali più pronunciati spicca ASTER, che ha lasciato circa il 18% per scendere sotto i livelli vicini al prezzo pagato recentemente dal fondatore di Binance per un acquisto privato nel fine settimana.
CZ said:
“Ogni volta che compro monete mi trovo in una posizione perdente, record al 100%.”
Molti token, tra cui XRP, sono tornati a livelli di supporto critici che avevano favorito un rimbalzo due settimane prima, mentre altre grandi criptovalute come Solana e BNB hanno aggiornato i minimi recenti, segnalando una debolezza diffusa.
Un settore che ha mostrato relativa resilienza è stato quello delle monete per la privacy: XMR e ZEC restano in territorio positivo nel mese, sostenute da flussi d’interesse concentrati su funzionalità legate alla privacy e dall’attività sui mercati dei derivati.
In controtendenza, alcuni token storici del panorama crypto hanno registrato rally significativi: DCR ha messo a segno un progresso dell’ordine del 146% e DASH circa il 65%, su volumi rilevanti. Questi asset, nati rispettivamente nel 2017 e 2014, vengono talvolta definiti “dino coin” e sembrano beneficiare di una rotazione di portafoglio da parte di trader che abbandonano i segmenti più deboli del mercato per cercare opportunità alternative.
Nel complesso, la combinazione di un dollaro forte, aspettative mutate sul percorso dei tassi e la dinamica dei derivati continua a condizionare mercati e strategie: per gli operatori diventa cruciale gestire il rischio tramite stop, coperture e una rigorosa disciplina sul dimensionamento delle posizioni, mentre gli osservatori istituzionali monitorano i segnali di volatilità e liquidità per valutare eventuali interventi regolamentari o evoluzioni strutturali del mercato.