Ferrovie, lavori sulla rete tedesca bloccano 200 treni merci verso l’Italia

Nel settore del trasporto ferroviario merci è emersa una criticità significativa legata ai piani di ammodernamento della rete in Germania, che prevedono chiusure estese di alcune tratte strategiche per lavori di risanamento tra il 2026 e il 2032, con punte particolarmente rilevanti nel 2028. Le interruzioni annunciate, stimate in almeno 5-6 mesi l’anno su circa 40 sezioni, sollevano preoccupazioni fra operatori logistici e filiere produttive europee, inclusa Italia, per l’impatto sulla continuità delle catene di approvvigionamento e sull’efficienza del trasporto intermodale.

I principali operatori del settore via rotaia hanno formalizzato l’allarme tramite una lettera indirizzata alle autorità e ai gestori interessati. Tra i firmatari figurano Kombiverkehr, Hupac, Tx Logistik (gruppo Ferrovie dello Stato) e le associazioni di settore Erfa, Fermerci, Sgkv e Uirr. Nella missiva si sottolinea che la programmazione dei cantieri non tiene adeguatamente conto delle esigenze operative del mercato, con il rischio di cancellazioni massicce di convogli o di deviazioni su itinerari più lunghi e meno performanti.

Impatto sulle principali direttrici e sui corridoi internazionali

Tra gli interventi più critici figura la chiusura programmata dal 2028 di una linea diretta verso Italia, percorsa attualmente da circa 200 treni merci al giorno. Si tratta del tratto tedesco del corridoio GenovaRotterdam, noto come Valle del Reno, asse fondamentale per l’export italiano e per l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati delle imprese europee.

Gli operatori segnalano che alcune deviazioni proposte potrebbero comportare aumenti di percorrenza fino al 400%, con conseguenti impatti sui tempi di transito, sui costi logistici e sulla programmazione delle catene del valore internazionali. La maggiore lunghezza dei percorsi e la minore regolarità del servizio mettono a rischio la competitività delle soluzioni ferroviarie rispetto al trasporto su gomma.

Conseguenze per gli obiettivi di trasferimento modale e l’ambiente

Secondo le stime degli operatori, la capacità ferroviaria merci potrebbe ridursi tra il 20% e il 30% nel corso degli anni interessati dai cantieri, con effetti concreti sul volume di traffico trasferito su strada. Le proiezioni indicano fino a 500.000 viaggi aggiuntivi di camion sui corridoi alpini attraverso Austria e Svizzera, con un aumento delle emissioni inquinanti, della congestione e del rischio di incidenti.

Attualmente, a livello di Unione europea, il 78% del trasporto terrestre di merci avviene su gomma e il 17% su ferrovia; Italia mostra ancora una prevalenza ancora maggiore del trasporto su gomma (88%) e una quota ferroviaria inferiore alla media (12%). Una riduzione ulteriore della capacità ferroviaria contrasterebbe con le politiche europee volte a incentivare il trasferimento delle merci dalla gomma alla rotaia per ragioni ambientali e di sicurezza delle reti.

Richieste degli operatori e possibili misure di mitigazione

Nel documento inviato al ministro dei Trasporti Patrick Schnieder e alla Ceo di Deutsche Bahn, Evelyn Palla, gli operatori sollecitano un ripensamento della pianificazione dei cantieri e la definizione di soluzioni che assicurino continuità e capacità di transito durante i lavori. Tra le proposte vi sono la programmazione a fasi con limitazioni temporanee ridotte, percorsi alternativi potenziati e misure di compensazione economica per i gestori di treni merci.

Un approccio coordinato tra governi nazionali, gestori dell’infrastruttura e operatori privati è considerato essenziale per evitare effetti dirompenti sul commercio transfrontaliero. In questo contesto, le reti strategiche europee (TEN-T) e le istituzioni dell’UE potrebbero svolgere un ruolo di facilitatore per armonizzare i piani nazionali e finanziare soluzioni temporanee che limitino il ricorso alla strada.

Clemente Carta ha dichiarato:

“A differenza di quanto avviene in Italia, dove Rfi riesce a garantire la continuità del servizio alternando i lavori, in Germania le chiusure saranno totali. Si tratta di linee fondamentali del corridoio europeo Nord-Sud, che attraversa le aree più produttive del continente. In alcuni casi, le deviazioni proposte comporterebbero aumenti di percorrenza fino al 400%, con un impatto devastante su costi e competitività.”

Prospettive e prossimi passi

Per gestire la fase di transizione gli attori coinvolti dovranno concordare piani operativi condivisi, individuare rotte di emergenza efficienti e valutare strumenti finanziari temporanei per sostenere i costi aggiuntivi. È probabile che nei prossimi mesi si intensifichino negoziati tra le associazioni di settore, i gestori delle infrastrutture e le autorità nazionali ed europee per trovare soluzioni pragmatiche che preservino l’obiettivo strategico di spostare merci sulla ferrovia senza compromettere la competitività delle imprese.

Il confronto tecnico e politico rimane aperto: la sfida è conciliare la necessità di ammodernare infrastrutture critiche con l’urgenza di mantenere servizi regolari e sostenibili per il trasporto internazionale di merci.



Author: Tony
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