OPEC+ pronta ad approvare un altro modesto aumento della produzione di petrolio, secondo fonti
- 3 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
OPEC+ è destinato a concordare un nuovo, contenuto aumento dei target di produzione per dicembre, secondo più fonti informate sulle trattative, mentre il cartello modera l’intenzione di riacquisire quote di mercato a causa dei timori crescenti di un eccesso di offerta.
Da aprile il gruppo ha alzato i target di produzione di oltre 2,7 milioni di barili al giorno — circa il 2,5% dell’offerta mondiale — ma nelle ultime settimane ha rallentato il ritmo degli aumenti, limitando i progressi di ottobre e novembre per evitare di aggravare un possibile surplus.
Contesto e fattori che influenzano la decisione
I colloqui si svolgono in un clima segnato da nuove sanzioni occidentali rivolte a uno dei membri chiave del gruppo, che complicano la capacità di aumentare ulteriormente la produzione. In particolare, le misure imposte da Stati Uniti e Regno Unito colpiscono grandi produttori russi e possono limitare la capacità logistica e finanziaria di espandere l’output.
Per questi motivi, otto paesi membri — Arabia Saudita, Russia, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Oman, Kazakistan e Algeria — sono orientati a concordare un aumento dei target di produzione di 137.000 barili al giorno per dicembre, secondo le indicazioni raccolte dalle fonti.
Una fonte ha inoltre segnalato che non è esclusa la possibilità di una pausa negli aumenti, se le condizioni di mercato dovessero suggerire prudenza aggiuntiva.
Storico dei tagli e funzionamento del meccanismo
Negli anni precedenti il gruppo aveva ridotto la produzione in modo significativo. I tagli cumulati hanno raggiunto un picco a marzo pari a 5,85 milioni di barili al giorno, derivanti da più componenti: tagli volontari, impegni di un sottoinsieme di membri e una quota concordata dall’intero gruppo.
Attualmente il gruppo sta progressivamente annullando alcune misure volontarie, mentre l’elemento di riduzione concordata per l’intero insieme dei membri rimane previsto fino alla fine del 2026, secondo quanto stabilito nei precedenti accordi.
Effetti sui prezzi e indicazioni degli analisti
Il prezzo del petrolio è sceso fino a circa 60 dollari al barile il 20 ottobre, livello minimo degli ultimi cinque mesi, per le crescenti preoccupazioni su un possibile surplus. Successivamente i corsi sono risaliti fino a quota 65 dollari circa, sostenuti dalle nuove sanzioni contro la Russia e dall’ottimismo legato ai negoziati commerciali condotti dagli Stati Uniti con partner esteri.
Diversi istituti di analisi, tra cui RBC, Rystad, Commerzbank e SEB, hanno indicato che è verosimile un aumento del target di 137.000 barili al giorno per dicembre, in linea con le indiscrezioni provenienti dalle riunioni tecniche.
Implicazioni geopolitiche ed economiche
La decisione di procedere con aumenti graduali riflette un equilibrio delicato tra la volontà di recuperare quote di mercato e la necessità di preservare la stabilità dei prezzi. Per i paesi esportatori, un incremento eccessivo dell’offerta in un contesto di domanda debole potrebbe indebolire i ricavi, mentre un approccio troppo prudente può alimentare tensioni politiche tra membri con esigenze di bilancio diverse.
Le sanzioni che colpiscono grandi compagnie energetiche possono complicare la logistica delle esportazioni, riducendo temporaneamente la capacità effettiva di aumento dell’output di alcuni membri. Questo elemento introduce maggiore incertezza sulle stime a breve termine dell’offerta globale.
Prossimi passi e possibile evoluzione
La riunione fissata per domenica è un appuntamento tecnico-politico che potrebbe confermare l’aumento limitato per dicembre oppure decidere una sospensione temporanea degli aumenti, a seconda degli ultimi dati sull’inventario e delle valutazioni sui rischi di surplus.
Se il gruppo confermerà un incremento moderato, l’effetto sui mercati sarà probabilmente contenuto nel breve termine; se invece si deciderà per una pausa, i mercati potrebbero interpretarla come un segnale di cautela volto a sostenere i prezzi e controllare l’offerta globale.