Un’altra casa automobilistica europea travolta dai dazi

Negli ultimi anni le tariffe imposte dagli Stati Uniti hanno inciso su numerosi settori industriali, modificando profondamente le dinamiche del commercio internazionale e imponendo nuove condizioni operative alle aziende esportatrici.

Le case automobilistiche tedesche sono recentemente tornate sotto i riflettori: diversi marchi rinomati della Baviera hanno segnalato lo stesso trend nei risultati finanziari: utili in diminuzione attribuiti in larga parte all’aumento dei dazi.

La Unione Europea è riuscita a ridurre l’onere tariffario negoziando una diminuzione dal 25% al 15% per alcuni prodotti, ma anche il livello del 15% continua a pesare significativamente sui margini degli esportatori, in particolare del comparto auto.

Effetti diretti su Volkswagen

Volkswagen ha stimato che le tariffe statunitensi potrebbero costare al gruppo fino a 5 miliardi di euro nel corso dell’anno.

Nei primi tre trimestri le imposte aggiuntive hanno eroso in modo sostanziale la redditività: il profitto anno su anno è sceso di oltre la metà, mentre le vendite nordamericane sono calate di circa l’11% nello stesso periodo.

Per attenuare l’impatto economico la società ha limitato le spedizioni verso il mercato statunitense e sta rivedendo le politiche di prezzo e la gestione degli stock, affrontando contemporaneamente la minore propensione all’acquisto di brand esteri dovuta all’aumento dei prezzi finali.

Andamento del gruppo Mercedes-Benz

Mercedes-Benz ha registrato una diminuzione dell’EBIT pari al 70% su base annua, attestandosi intorno a 750 milioni di euro, mentre il fatturato complessivo è sceso di circa il 7% a 32 miliardi di euro.

Il risultato netto del terzo trimestre è sceso a 1,19 miliardi di euro rispetto a 1,72 miliardi dell’anno precedente; parallelamente le vendite di vetture nel trimestre sono state inferiori del 12% rispetto al periodo dell’anno precedente.

Un elemento positivo è stato il segmento di fascia alta, che ha mostrato una crescita delle unità vendute intorno al 10%. L’azienda ha dichiarato di aver gestito con attenzione l’inventario per il mercato statunitense e, nonostante le difficoltà legate ai dazi, ha confermato le previsioni per l’intero esercizio.

La posizione del Gruppo Audi e le revisioni di prospettiva

Audi Group — che comprende i marchi Audi, Bentley, Lamborghini e Ducati — ha definito la propria performance trimestrale come il riflesso di una situazione economica complessiva difficile per l’industria tedesca.

Nei primi tre trimestri il gruppo ha riportato ricavi in crescita del 4,6% su base annua a 48,4 miliardi di euro, con il solo terzo trimestre in aumento del 3,2% a 15,81 miliardi di euro; tuttavia la pressione sui margini ha portato a una revisione delle aspettative operative.

Il gruppo ha ridotto la previsione di margine operativo per l’anno, ora stimato tra il 4% e il 6% rispetto alla precedente forbice del 5%–7% e molto distante dalle proiezioni preliminari estive che indicavano un intervallo tra il 7% e il 9%.

Le stime su ricavi e flusso di cassa netto sono rimaste invariate, rispettivamente tra i 65 e i 70 miliardi di euro e tra i 2,5 e i 3,5 miliardi di euro.

Jürgen Rittersberger said:

“Stiamo rispondendo alla difficile congiuntura economica generale e alla concorrenza intensificata con misure rigorose di controllo dei costi e continuiamo a lavorare per migliorare la nostra performance finanziaria.”

Implicazioni strategiche e prospettive

Le difficoltà attuali del settore automobilistico tedesco non si limitano alle tariffe: le aziende stanno affrontando simultaneamente costi elevati per la transizione verso la mobilità elettrica, pressioni sui margini dovute alla concorrenza globale e vulnerabilità nelle catene di fornitura.

Dal punto di vista istituzionale, la situazione può spingere le imprese a intensificare il dialogo con la Commissione Europea e le autorità nazionali per mitigare gli effetti dei dazi e per sostenere interventi a favore della competitività internazionale.

Sul piano operativo molte aziende stanno diversificando i mercati di sbocco, rivedendo le strutture di prezzo, ottimizzando gli inventari e accelerando iniziative di contenimento dei costi per preservare la liquidità e proteggere la redditività a medio termine.

In assenza di un mutamento sostanziale nelle politiche commerciali, la pressione sui margini potrebbe persistere: per questo motivo le scelte strategiche dei gruppi automobilistici europei nei prossimi trimestri saranno decisive per il loro posizionamento competitivo a livello globale.