Fintech e neobanche aprono la strada all’adozione su larga scala delle stablecoin
- 2 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Dopo l’approvazione del GENIUS Act, una nuova fase di adozione dei stablecoin è guidata da un numero crescente di fintech e neobanche che integrano questi strumenti nei loro prodotti e servizi, raggiungendo ambiti dove i sistemi tradizionali risultavano economicamente o operativamente svantaggiosi e rafforzando così il loro vantaggio competitivo.
Queste piattaforme alternative offrono un accesso diretto e immediato a valore stabile tramite portafogli mobili; aiutano persone e imprese a gestire rischi di iperinflazione e volatilità valutaria; semplificano rimesse e pagamenti transfrontalieri; facilitano accesso a credito e risparmio; e permettono infine di spendere o utilizzare tali risorse in tempo reale.
L’insieme di funzionalità che consente di detenere, guadagnare e spendere denaro programmabile sta delineando una vera e propria “order of operations” per i stablecoin, un playbook pronto a democratizzare l’accesso finanziario e favorire l’inclusione economica su larga scala.
Accesso finanziario ampliato
In primo luogo, i stablecoin offrono un vantaggio concreto in termini di accesso ai servizi finanziari. Con oltre un miliardo di adulti ancora esclusi dal sistema finanziario tradizionale, questi strumenti rappresentano una via d’ingresso semplice e immediata al dollaro statunitense e ad altri asset stabili.
Nei mercati emergenti e nel Global South, i stablecoin fungono da alternativa stabile rispetto a valute locali soggette a forti oscillazioni, offrendo una riserva di valore più affidabile. Per imprese e liberi professionisti esposti a forti fluttuazioni, l’uso di USDC e USDT ha cambiato le regole del gioco: in paesi come Argentina, dove l’inflazione supera il 100% annuo, molte piccole imprese e freelance fatturano clienti esteri, pagano stipendi e proteggono i ricavi con stablecoin.
In alcune rotte di trasferimento di fondi, ad esempio in parti del Latin America, i stablecoin rappresentano quasi il 30% del volume delle rimesse. Allo stesso modo, in paesi come la Turkey alcune categorie di utenti impiegano USDT come copertura contro la svalutazione e l’inflazione.
Per molte persone e imprese storicamente sottoservite, le fintech forniscono accesso al dollaro e, talvolta, servizi analoghi a quelli bancari, spingendosi in territori dove l’approccio tradizionale risulta non sostenibile dal punto di vista economico, operativo o tecnologico.
La possibilità di guadagno
Con una capitalizzazione di mercato che ha superato i 265 miliardi di dollari, la dimensione del mercato dei stablecoin apre opportunità concrete per chi desidera ottenere rendimento sulle proprie riserve digitali.
Molte fintech e neobanche integrano prodotti abilitati dalla blockchain che permettono ai clienti di ottenere rendimenti sulle detenzioni in stablecoin. Scambi di criptovalute, wallet non-custodial e piattaforme decentralizzate di prestito consentono agli utenti di mettere a rendimento i propri asset, mentre il crescente ecosistema dei fondi monetari tokenizzati offre ulteriori opzioni di investimento a basso attrito.
Queste soluzioni rappresentano una risposta pratica per chi vive in contesti di alta inflazione o con accesso limitato a strumenti di risparmio tradizionali. In molte economie emergenti meno del 25% degli adulti utilizza un conto di risparmio formale: i nuovi servizi on‑chain permettono a persone finora escluse dall’infrastruttura bancaria di far “lavorare” il proprio denaro.
Un esempio operativo viene dal contesto africano, dove realtà come Fonbank consentono agli utenti di convertire guadagni in stablecoin denominati in dollari e accedere a prodotti di risparmio onchain con rendimenti nettamente superiori ai tassi bancari locali. Questi strumenti aiutano a preservare valore, generare reddito passivo e aggirare la svalutazione della valuta locale tramite un semplice telefono cellulare.
Spendere in tempo reale
Il passaggio successivo è quello in cui i stablecoin diventano mezzo di scambio primario, permettendo transazioni dirette senza la necessità immediata di convertirli in valuta fiat. In questa fase i stablecoin evolvono da asset digitali a strumenti di pagamento quotidiani.
Stanno già emergendo soluzioni concrete, come carte collegate a portafogli in stablecoin che consentono pagamenti istantanei e a basso costo anche oltreconfine, semplicemente appoggiandosi alle reti di pagamento esistenti dove sono accettate soluzioni come Visa. Per i mercati emergenti questo rappresenta un modo efficace per ridurre commissioni di rimessa elevate, trasferimenti bancari lenti e barriere d’accesso al sistema finanziario.
Alcune società aggiungono programmi di ricompense in stablecoin o token legati alle spese quotidiane, creando un circolo virtuoso che incentiva l’utilizzo e l’adozione digitale attraverso la spesa stessa.
Verso un sistema finanziario programmabile e responsabile
Sebbene il dibattito globale sulla classificazione normativa e sull’utilità dei stablecoin sia ancora in corso, una nuova infrastruttura finanziaria più efficiente e inclusiva è già in costruzione. Le fintech e le neobanche dimostrano come queste risorse, grazie alla capacità di conservare valore, generare rendimento e essere usate per pagamenti, possano offrire asset e funzionalità inedite a livello globale.
I volumi di trasferimento in stablecoin nel 2024 hanno superato complessivamente quelli registrati da circuiti tradizionali come Visa e Mastercard, segnalando una trasformazione dell’uso reale oltre la mera speculazione. I stablecoin stanno diventando denaro programmabile, con il potenziale di fungere da ossatura per una finanza digitale responsabile e su scala mondiale.
Per realizzare appieno questi benefici è però necessario un quadro regolamentare chiaro e proporzionato che tuteli consumatori e imprese, garantisca trasparenza sulle riserve e prevenga rischi di riciclaggio e di contagio finanziario. Le autorità di vigilanza, le banche centrali e gli operatori del settore dovranno collaborare per bilanciare innovazione e stabilità.
In sintesi, l’adozione dei stablecoin da parte di fintech e neobanche sta ampliando l’accesso ai servizi finanziari, offrendo nuove opportunità di rendimento e semplificando i pagamenti transfrontalieri: componenti essenziali per promuovere un’inclusione economica più ampia, a patto che venga costruita una governance adeguata a livello globale.