Bank of America rivede l’obiettivo di prezzo delle azioni di Alphabet dopo gli utili

Le aspettative su Alphabet, una delle società più grandi al mondo e membro del gruppo noto come “magnificent seven”, sono estremamente elevate: l’azienda resta principalmente associata al motore di ricerca Google e al browser Chrome, ma sta vivendo una trasformazione strategica guidata dall’intelligenza artificiale.

Il peso di Google nella ricerca e nel browser

Google detiene quasi il 90% della quota mondiale nelle ricerche online e il browser Chrome conta circa 3,5 miliardi di utenti, dati che spiegano perché la maggior parte dei ricavi di Alphabet provenga ancora dalla pubblicità legata alla ricerca.

Negli ultimi anni tuttavia altre aree del gruppo stanno diventando sempre più rilevanti per la crescita, in particolare la divisione Google Cloud e l’offerta legata ai servizi e ai chip per l’elaborazione di carichi di lavoro di intelligenza artificiale.

Google Cloud: da fornitore di storage a infrastruttura per l’AI

Google Cloud è già tra i maggiori operatori globali del cloud insieme a AWS e Azure. Questi grandi player, detti hyperscalers, sono in grado di scalare capacità e servizi rapidamente in risposta alla domanda.

La piattaforma sta progressivamente evolvendosi da semplice fornitore di storage e servizi per enti pubblici e aziende a vero e proprio fornitore di rete e infrastruttura specializzata, includendo chip ottimizzati per i carichi di lavoro AI e soluzioni che riducono costi ed energia.

Domanda, backlog e numeri recenti

La domanda per i servizi cloud di Google sta crescendo in modo significativo grazie alla diffusione di chatbot e applicazioni agentiche basate su intelligenza artificiale. Al termine del quarto trimestre l’azienda dichiarava un backlog di contratti commerciale di circa 106 miliardi di dollari; in un aggiornamento successivo questo valore è stato portato a 155 miliardi di dollari, segnale di ordini e accordi a lungo termine in aumento.

I ricavi trimestrali mostrano un’accelerazione: nel terzo trimestre 2025 Google Cloud ha registrato 15,2 miliardi di dollari, in crescita del 34% rispetto all’anno precedente; nel secondo trimestre 2025 il fatturato era di 13,6 miliardi (+32% annuo) e nel primo trimestre 2025 12,3 miliardi (+28% annuo).

Anche i margini operativi della divisione sono migliorati: nel terzo trimestre 2025 risultavano intorno al 23,7%, rispetto al 20,7% del secondo trimestre e al 17,8% del primo, riflettendo economie di scala e una maggiore incidenza di servizi a valore aggiunto.

La competizione con OpenAI e l’ascesa di Gemini

L’uscita di ChatGPT nel 2022 ha segnato l’inizio di una diffusione rapida dell’IA conversazionale presso il grande pubblico. Dopo un primo tentativo meno convincente con Bard, Alphabet ha rilanciato la sua offerta con Gemini, che si è affermata come concorrente diretta di ChatGPT.

La forte integrazione di Gemini nei prodotti Google come Chrome e Android ha favorito l’adozione: l’amministratore delegato Sundar Pichai ha indicato che Gemini conta oltre 650 milioni di utenti attivi mensili, mentre analisti stimano che, considerando Gemini e la modalità AI integrata, vi siano decine di milioni di utenti attivi giornalieri.

Il ruolo dei chip: TPUs e competitività sui costi

La crescita del cloud non è guidata solo dall’uso dei server ma anche dall’adozione dei nuovi chip di Google, come la famiglia Trillium e le TPU (Tensor Processing Units), progettate per carichi AI. Pur non raggiungendo la flessibilità e la velocità assoluta dei più recenti chip di Nvidia, le TPU offrono costi energetici e di esercizio più bassi e un’integrazione nativa con l’ecosistema di Google.

Nvidia mantiene una posizione dominante grazie a una vasta base installata di chip come gli H100 e alla diffusione dei suoi nuovi chip Blackwell, ma i prodotti proprietari di Alphabet trovano spazio tra le aziende che cercano minori costi operativi e forte integrazione con servizi cloud.

Sundar Pichai said:

“Our highly sought-after TPU portfolio is led by our 7-generation TPU, Ironwood, which will be generally available soon. We are investing in TPU capacity to meet the tremendous demand we are seeing from customers and partners, and we are excited that Anthropic recently shared plans to access up to 1 million TPUs.”

Impatto sulla ricerca, sulla pubblicità e sulle prospettive per gli investitori

Un timore ricorrente dall’avvento dei chatbot è che l’uso massiccio dell’IA possa ridurre la necessità di ricerche tradizionali, mettendo a rischio i ricavi pubblicitari legati al motore di ricerca. I dati più recenti indicano invece una stabilizzazione e perfino una crescita: la divisione search di Google ha segnato una crescita del 15% anno su anno nel terzo trimestre, superiore alle aspettative del mercato.

Gli analisti osservano anche un aumento dei clic a pagamento, saliti del 7% rispetto al 4% del trimestre precedente, un segnale che l’adozione dell’IA può ampliare le consultazioni informative complessive e quindi l’opportunità pubblicitaria.

Alla luce di questi elementi, Bank of America ha rivisto al rialzo le proprie stime sugli utili di Alphabet, aumentando le previsioni di circa il 4% per il 2026 e del 7% per il 2027, e aggiornando il proprio target di prezzo per azione.

Prospettive e considerazioni strategiche

Complessivamente, Alphabet appare ben posizionata nella transizione verso un’economia sempre più permeata dall’IA: dispone di un ampio bacino di utenti, di un modello pubblicitario consolidato, di un’offerta cloud in forte crescita e di tecnologie hardware proprietarie che possono ridurre i costi per i clienti.

Resta comunque forte la competizione, in particolare con OpenAI e Nvidia, e permangono questioni da monitorare sul fronte regolatorio, sulla dipendenza da infrastrutture critiche e sull’impatto occupazionale e sociale delle tecnologie agentiche. Le decisioni delle imprese, dei regolatori e degli investitori determineranno come si articolerà il vantaggio competitivo nei prossimi anni.