Con i dazi, l’Italia conquista nuove opportunità sui mercati chiave
- 1 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Che gli dazi decisi dagli Stati Uniti non abbiano finora provocato lo shock sull’export italiano temuto da più parti è un fatto registrato da analisti e imprese, confermato anche dai recenti segnali di ripresa del commercio globale e dal rimbalzo delle esportazioni italiane verso i Paesi extra-Ue, che in alcuni mesi hanno mostrato incrementi rilevanti su base annua.
Gli osservatori consigliano comunque prudenza: è presto per misurare con certezza l’ampiezza degli effetti dei dazi. Un’indagine promossa da Assocamerestero tra le camere di commercio italiane all’estero operanti in dieci mercati strategici ha però evidenziato un elemento meno raccontato finora: l’insorgere di potenziali opportunità per le imprese italiane, generate proprio dalle nuove barriere tariffarie statunitensi.
L’impatto diretto dei dazi
Domenico Mauriello ha spiegato:
“Le imprese italiane si trovano oggi in un contesto molto complesso. Le ricadute dirette dei dazi su alcuni prezzi creeranno difficoltà sul mercato degli Stati Uniti, mentre la Cina rappresenta una sfida su due fronti: come concorrente in Europa, dato l’incremento delle sue esportazioni verso il nostro continente, e come sbocco per le produzioni italiane, a causa del rallentamento della domanda interna cinese. Chi è già presente stabilmente sui mercati non può disimpegnarsi dall’oggi al domani: deve piuttosto adottare strategie in grado di limitare i danni e mantenere la propria competitività.”
Più che spingere alla sola diversificazione geografica, il suggerimento è di ripensare le modalità operative su ciascun mercato: rafforzare la presenza commerciale e logistica, rivedere le filiere di approvvigionamento e valutare strategie di prezzo e posizionamento. Assocamerestero, con la sua rete di camere nel mondo, svolge un ruolo di monitoraggio e accompagnamento utile alle imprese nel processo di internazionalizzazione.
Opportunità su nove mercati chiave
Dalla rilevazione emergono segnali positivi, con opportunità individuate presso le rappresentanze in Stati Uniti, Cina, Germania, India, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Canada, Brasile e Thailandia. Fatto salvo il ruolo strategico di lungo periodo della Cina, la quasi totalità delle camere segnala potenzialità rilevanti in settori quali agroalimentare, moda e tessile, arredo e design, tecnologie, energia e transizione, meccanica e sanità.
Il contesto politico-economico che ha portato all’introduzione dei dazi riflette scelte di politica commerciale e pressioni elettorali che possono durare nel tempo o mutare rapidamente in funzione di negoziati multilaterali. Per le imprese ciò significa valutare l’impatto sui costi di produzione, sulle catene di fornitura e sui margini, ma anche cogliere spazi di crescita dove la domanda di prodotti italiani rimane solida o dove i concorrenti subiscono restrizioni.
Le misure pratiche consigliate includono l’aumento dell’investimento locale, la diversificazione dei fornitori fuori dalle aree più vulnerabili, la focalizzazione sul valore del Made in Italy e l’utilizzo di strumenti di supporto messi a disposizione dalle camere di commercio e dagli enti di promozione commerciale per l’analisi di mercato e l’accompagnamento export.
In conclusione, pur con rischi concreti legati all’applicazione dei dazi, la situazione offre alle imprese italiane la possibilità di ripensare modelli di business e catene del valore, sfruttando il sostegno istituzionale per presidiare i mercati e preservare la competitività dell’export.