Minori e social: stretta in arrivo, ma resta il nodo della verifica dell’età
- 31 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Grazie a una serie di audizioni mirate, la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha esaminato approfonditamente le cause alla base di disturbi molto diversi tra loro, dai disordini alimentari alla progressiva crescita della devianza minorile, mettendo in luce l’impatto del rapporto precoce con gli strumenti digitali.
La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha osservato:
“Disagi vari, ansie, problemi psicologici e psichiatrici nei casi più gravi: tutte queste indagini hanno attirato l’attenzione sull’uso e l’abuso degli smartphone sin dalle età più giovani.”
Nel corso delle audizioni è emerso come l’accesso precoce a dispositivi connessi favorisca fenomeni di isolamento, esposizione a contenuti inappropriati e comportamenti rischiosi; queste preoccupazioni hanno portato a proporre strumenti normativi specifici per la tutela dei minori nelle dinamiche online.
A spiegare l’origine delle misure rivolte alla protezione dei più giovani nella dimensione digitale è la senatrice Lavinia Mennunni, esponente di Fratelli d’Italia e prima firmataria del progetto di legge AS 1136, scelto come testo base e attualmente all’esame dell’8ª Commissione di Palazzo Madama in prima lettura.
Maggiore età digitale
La proposta normativa punta a definire una vera e propria maggiore età digitale, ossia un’età minima alla quale sia consentito l’accesso autonomo alle piattaforme social, a condizione che sia stata raggiunta una adeguata consapevolezza e formazione digitale.
Lavinia Mennunni ha affermato:
“È necessario prevedere un’età minima che garantisca consapevolezza e preparazione prima dell’accesso ai social: non può essere che otto, nove o dieci anni, come avviene troppo spesso quando il telefono viene regalato anche in occasione della Prima Comunione.”
Tra le misure previste dal disegno di legge ci sono la nullità dei contratti online stipulati dai minorenni senza adeguata rappresentanza e forme di tutela specifiche per i minori coinvolti da figure pubbliche o influencer in attività remunerate o promozionali. L’obiettivo è contemperare la protezione dei diritti dei minori con la responsabilità delle piattaforme e degli operatori digitali.
Armonizzazione a livello europeo
La disciplina proposta deve confrontarsi con il quadro normativo europeo, soprattutto con il Digital Services Act, e ha richiesto un confronto prolungato con la Commissione europea per garantire coerenza e applicabilità transnazionale.
Lavinia Mennunni ha spiegato:
“La verifica dell’età non può essere differente da Stato a Stato: l’obiettivo è un’armonizzazione che renda uniforme il controllo dell’accesso alle piattaforme in tutta l’Unione europea.”
La richiesta di Bruxelles è, in sintesi, di adottare criteri comuni per la verifica dell’età degli utenti che utilizzano servizi digitali, così da evitare disparità applicative tra ordinamenti nazionali. Con l’entrata in vigore anche della normativa europea sull’intelligenza artificiale, il legislatore italiano sta valutando quale soglia anagrafica possa assicurare adeguata protezione e responsabilità alle piattaforme.
Nel dibattito tecnico e politico emergono diverse questioni operative: quali strumenti di verifica sono accettabili senza ledere la privacy (controlli documentali, sistemi di verifica basati su terze parti, soluzioni tecnologiche anonime), come si conciliano le misure di protezione con il diritto all’informazione e all’autonomia dei giovani, e quali organi di vigilanza nazionali o europei dovranno monitorare l’applicazione delle norme.
Dal punto di vista degli impatti, l’introduzione di una maggiore età digitale influirebbe su produttori di contenuti, piattaforme, operatori di marketing e sul sistema educativo: occorrerà prevedere strumenti di alfabetizzazione digitale nelle scuole, linee guida per i genitori e regole chiare per gli influencer che coinvolgono minori, al fine di garantire tutela effettiva senza compromettere l’innovazione tecnologica.
Il percorso parlamentare proseguirà con le audizioni tecniche e istituzionali necessarie per definire gli aspetti più sensibili del testo, in particolare le modalità di verifica dell’età, le sanzioni in caso di violazione e le forme di cooperazione tra autorità nazionali ed europee per l’attuazione uniforme delle nuove regole.