Le figurine Panini tornano nel mirino dei gruppi americani
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Multinazionali statunitensi e grandi fondi di private equity hanno riacceso l’interesse sul dossier del gruppo Panini, azienda di riferimento mondiale per le figurine e editrice in Italia dei fumetti di Topolino e Marvel. Secondo le ricostruzioni degli ultimi giorni si sta definendo un potenziale riassetto azionario per la storica realtà con sede a Modena.
Un primo segnale operativo è la nomina dell’advisor finanziario Citi, incaricato dagli azionisti, con un ruolo di primo piano attribuito alla presidente Anna Baroni. L’incarico è finalizzato a esplorare opzioni strategiche e a gestire il processo di consultazione con investitori istituzionali e potenziali compratori.
La mossa arriva dopo la scomparsa, avvenuta nella scorsa primavera, dell’azionista simbolo del gruppo, Aldo Hugo Sallustro. Sallustro, imprenditore italo-argentino, aveva guidato l’azienda dapprima come amministratore delegato e, a partire dal 2016, era diventato azionista di riferimento insieme alle sorelle Baroni, in seguito all’uscita della storica cassaforte familiare Fineldo collegata alla dinastia Merloni.
Il gruppo rimane una realtà commerciale di rilievo globale: vende oltre 5 miliardi di figurine l’anno e registra un fatturato annuo superiore a 1,5 miliardi di euro. Questa dimensione di mercato spiega l’attenzione di operatori strategici e finanziari che considerano l’azienda sia per la componente industriale sia per i marchi e le licenze editoriali collegate al collezionismo e all’intrattenimento.
I tempi
Secondo le previsioni, il processo di riassetto azionario potrebbe prendere avvio in modo concreto dalla metà del prossimo anno, quando saranno disponibili i risultati completi del bilancio 2026. Quel periodo è particolarmente rilevante per l’azienda anche sul piano commerciale, considerando che il 2026 ospiterà i Mondiali di calcio e le Olimpiadi invernali, eventi che normalmente amplificano la domanda di prodotti da collezione.
Tra le opzioni allo studio potrebbero esserci la cessione di una quota di minoranza, operazioni di leveraged buyout o l’ingresso di partner strategici internazionali. L’attività di Citi comprenderà tipicamente la valutazione del valore d’impresa, la raccolta di manifestazioni d’interesse e la conduzione di due diligence finanziarie e commerciali.
Dal punto di vista istituzionale e regolatorio, eventuali operazioni di grande rilievo richiederanno verifiche antitrust e attenzione alle condizioni di tutela del patrimonio culturale e dei diritti sulle licenze editoriali. Sul piano locale, una riorganizzazione potrebbe avere effetti sul tessuto produttivo e sull’occupazione nella zona di Modena, dove ha sede l’azienda.
Per il mercato delle licenze e dell’editoria a fumetti in Italia, un ingresso di investitori internazionali potrebbe determinare nuove sinergie commerciali ma anche modifiche nelle strategie di sfruttamento dei marchi. Gli sviluppi saranno comunque condizionati dai conti 2026, dalle valutazioni di prezzo e dalla natura delle offerte che emergeranno nei prossimi mesi.
Nei prossimi mesi ci si attende dunque un’attività intensa di confronto tra gli advisor, gli azionisti e i potenziali partner, con l’obiettivo di definire un percorso che preservi il valore industriale e di brand del gruppo, contemperando le esigenze economiche dei proprietari e le dinamiche competitive del settore.