Istat: pil resta stabile nel terzo trimestre, su base annua +0,4%
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il Pil italiano nel terzo trimestre del 2025, corretto per effetti di calendario e destagionalizzato, è risultato stabile rispetto al trimestre precedente e segna una crescita dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo le stime preliminari rese note dall’Istat.
Pil stazionario nel terzo trimestre
La variazione congiunturale nulla deriva da dinamiche differenziate tra i settori: si è registrato un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, una contrazione nell’industria e una sostanziale stabilità nel settore dei servizi. Sul fronte del calendario, il trimestre ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al periodo precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024, elemento che l’Istat considera nelle correzioni stagionali.
Dal lato della domanda, la variazione congiunturale è stata influenzata negativamente dalla componente nazionale, al lordo delle scorte, mentre la componente estera netta ha fornito un contributo positivo, evidenziando un supporto delle esportazioni alla crescita complessiva.
Pil acquisito per il 2025 a +0,5%
Secondo l’Istat, la variazione acquisita per il 2025 resta pari allo 0,5%. Tale indicatore rappresenta il tasso di crescita che l’economia si assicurerebbe se nei restanti trimestri dell’anno non si registrassero ulteriori variazioni rispetto al trimestre preso in considerazione.
La conferma della variazione acquisita a +0,5% riflette la combinazione degli andamenti settoriali e delle componenti della domanda rilevati nelle stime a 30 giorni: un moderato contributo positivo dell’estero, compensato da una domanda interna debole.
L’andamento economico
La sostanziale stazionarietà registrata nel terzo trimestre emerge dalle informazioni preliminari e parziali disponibili per le stime a 30 giorni. In termini settoriali, la crescita del comparto primario si accompagna a una riduzione contenuta dell’industria e a una tenuta dei servizi, profili che sintetizzano la debolezza della domanda interna.
Dal punto di vista della domanda, il contributo positivo della componente estera netta compensa in parte il segnale negativo proveniente dalla domanda interna al lordo delle scorte. Questo schema indica che, nel breve termine, la ripresa appare sostenuta principalmente dalle esportazioni mentre consumi e investimenti interni restano moderati.
Per il Governo e le istituzioni economiche, come la Banca d’Italia, il quadro implica la necessità di monitorare l’andamento della domanda interna e il possibile impatto sulle politiche fiscali e sul mercato del lavoro. Un prolungato rallentamento della domanda domestica potrebbe richiedere interventi mirati per sostenere consumi e investimenti privati.
Nel medio termine, l’evoluzione del Pil dipenderà dalla tenuta della domanda estera, dall’andamento dei prezzi e dai fattori strutturali che influenzano la produttività e gli investimenti. Le stime preliminari fornite dall’Istat costituiscono un punto di riferimento utile per analisi più approfondite che considerino dati congiunturali successivi e indicatori settoriali dettagliati.