Gli investitori puntano sullo sviluppo in fase avanzata del settore biotech, avverte un esperto
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il settore delle biotecnologie ha avviato il 2025 con risultati inferiori rispetto al più ampio comparto tecnologico e all’indice S&P 500, ma nella seconda metà dell’anno ha mostrato un recupero significativo, soprattutto tra le società profittevoli, trainato da una ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione nell’indice XBI, come evidenziato da Aditya Kotta, responsabile sviluppo business per USA e UE presso la Novotech, durante una conferenza di settore.
Andamento del mercato e consolidamento societario
Negli ultimi 40 mesi si è osservata una riduzione di circa il 20% delle società quotate nel settore biotech: un processo di consolidamento che, sebbene riduca il numero complessivo di operatori, può favorire una maggiore concentrazione di risorse e attenzione sulle aziende con dataset clinici solidi. Questo fenomeno, insieme a una debolezza del mercato delle IPO nel periodo iniziale dell’anno, non ha impedito un aumento della raccolta di capitale prevista per il 2025.
I dati di mercato riferiscono che nel terzo trimestre del 2025 il valore complessivo delle operazioni di finanziamento di venture capital nel comparto biotech ha raggiunto circa 3,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 1,8 miliardi dello stesso trimestre dell’anno precedente, segnalando una rinnovata disponibilità degli investitori a finanziare progetti selezionati.
Il ruolo del “patent cliff” e l’impulso alle M&A
Tra i fattori che stanno alimentando l’interesse per operazioni straordinarie figura il cosiddetto patent cliff, ovvero la scadenza o la perdita di esclusività di brevetti chiave che mette pressione sui titolari e crea opportunità strategiche per acquisizioni. Si prevede un aumento dei titoli relativi ad acquisizioni biotech nei prossimi mesi, mentre i compratori screening per asset clinicamente validati diventano più attivi.
Spostamento dell’attenzione degli investitori verso stadi clinici
Un cambiamento netto nella preferenza degli investitori è emerso rispetto al periodo pandemico: se allora molte risorse erano orientate verso asset preclinici, oggi il capitale privilegia aziende che dispongono di dati clinici. Le società con prodotti in fase clinica tendono a mostrare una maggiore valutazione d’impresa, poiché il rischio è generalmente più mitigato e la probabilità di monetizzazione è percepita come superiore.
Innovazione globale: il contributo della Cina
L’innovazione proveniente dalla Cina sta assumendo un peso crescente: si stima che circa un quinto dei farmaci in sviluppo abbia avuto origine in quel paese. La proprietà intellettuale cinese sta quindi diventando più rilevante per il panorama globale, con capitale di rischio locale che continua a investire in biotech nazionali ma con il rischio, per alcuni investitori occidentali, di sottovalutare la rapidità della competizione proveniente dalla Cina.
Alcuni esempi industriali illustrano la capacità cinese di attrarre partnership internazionali: nel 2022 la Summit Therapeutics ha concesso in licenza a Akeso un anticorpo monoclonale PD1–EGFR per un corrispettivo di 5 miliardi di dollari; tale introito è stato reinvestito in ricerca e sviluppo, consentendo all’azienda di avviare decine di trial clinici.
Impatto regolatorio e cooperazione internazionale
Politiche come il BIOSECURE Act potrebbero condizionare la modalità con cui vengono strutturate e facilitate le operazioni internazionali. La sfida per regolatori e operatori è trovare un equilibrio che consenta di sfruttare dati e innovazioni provenienti dall’estero senza compromettere la sicurezza, la qualità clinica e la tutela della proprietà intellettuale.
Nel medio termine, in base alle proiezioni presentate in sede di convegno, entro 15 anni una quota significativa, fino a un terzo, delle approvazioni dell’FDA potrebbe avere origine da aziende cinesi, con rilevanti implicazioni per i processi di regolamentazione, sorveglianza post-marketing e strategia di investimento globale.
Modelli contrattuali e gestione dei progetti
Nel rapporto tra sponsor e organizzazioni di ricerca a contratto (CRO) si nota un’attenzione crescente ai tempi di sviluppo rispetto al controllo stringente della spesa: gli sponsor sono disposti a privilegiare il rispetto delle timeline cliniche. Parallelamente, si diffondono modelli contrattuali più flessibili, con pagamenti legati a milestone che riflettono un’allocazione del rischio più orientata al conseguimento di risultati clinici specifici.
Conseguenze strategiche e prospettive
Queste tendenze — consolidamento del mercato, maggiore enfasi su dati clinici, crescita delle attività M&A, importanza crescente dell’innovazione cinese e nuovi modelli contrattuali — indicano un punto di svolta nel rapporto tra industria biotech e CRO a livello globale. Per investitori, regolatori e operatori del settore sarà fondamentale adattarsi a un contesto sempre più integrato e competitivo, aggiornando processi di valutazione del rischio, strategie di partnership e approcci regolatori.
Nel complesso, il quadro del 2025 segnala una fase di transizione in cui la qualità dei dati clinici, la capacità di accelerare lo sviluppo e la gestione delle relazioni internazionali determineranno in misura crescente il successo delle imprese biotech nel mercato globale.