BYD sbanda: utile giù del 33%, primo calo dei ricavi in cinque anni
- 30 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
BYD rallenta dopo anni di espansione rapida: nel terzo trimestre l’utile netto è calato del 33% su base annua, attestandosi a 7,82 miliardi di yuan (circa 1,1 miliardi di dollari), il peggior risultato da oltre quattro anni e il secondo calo consecutivo. I ricavi sono scesi del 3% a 194,98 miliardi di yuan, segnando la prima flessione dal 2019 e risultando inferiori alle attese degli analisti.
La flessione riflette pressioni competitive e una guerra dei prezzi che sta erodendo i margini nel più grande mercato mondiale delle auto elettriche. Nel settembre più recente la quota domestica di BYD è scesa al 14% rispetto al 18% dell’anno precedente, mentre concorrenti come Geely, Changan e Leapmotor avanzano con modelli più economici e dotati di tecnologie competitive.
Leapmotor ha riportato consegne tra gennaio e settembre 2025 pari a 395.516 unità, con una crescita annua del 129%. La stessa Leapmotor ha accelerato la produzione da 500.000 a 1.000.000 di veicoli in soli 343 giorni, il ritmo più rapido tra i nuovi costruttori cinesi.
Il gruppo di Shenzhen ha registrato nel terzo trimestre la prima contrazione delle vendite dal 2020: 1,15 milioni di veicoli, in calo dell’1,8% su base annua. Per sostenere i volumi BYD ha introdotto nuovi sconti su modelli di punta come la Qin Plus, misura che ha però ulteriormente compresso la redditività.
Il titolo alla borsa di Hong Kong ha perso circa il 32% rispetto ai massimi di maggio, con una contrazione della capitalizzazione di oltre 45 miliardi di dollari; oggi la valutazione si colloca intorno ai 128 miliardi di dollari, posizionando il gruppo dietro nomi come Tesla, Toyota e Xiaomi. Questo andamento ha alimentato dubbi degli investitori sulla crescita apparentemente inarrestabile del gruppo fondato e guidato dal presidente e amministratore delegato Wang Chuanfu. Anche le autorità cinesi hanno invitato i produttori a limitare una competizione sui prezzi ritenuta eccessiva.
Concorrenza, margini e strategie industriali
La pressione sui prezzi si traduce in un trade-off per i produttori: listini più bassi possono sostenere o recuperare quote di mercato nel breve termine, ma comprimono la capacità di finanziare ricerca e sviluppo, investimenti in batterie e reti di assistenza. In un settore dove scala produttiva, economia dei costi e innovazione tecnologica sono determinanti, la sostenibilità dei margini diventa centrale per evitare una dispersione dei profitti tra troppi attori.
Le istituzioni nazionali stanno cercando di bilanciare la competizione con la stabilità del settore, incoraggiando pratiche commerciali meno aggressive per preservare occupazione, catene di fornitura e capacità tecnologica. Sul fronte internazionale, forti oscillazioni di prezzo e politiche industriali divergenti possono complicare l’accesso ai mercati esteri e aumentare i rischi regolatori.
Mercati esteri, obiettivi di vendita e rischi regolatori
Per il 2025 BYD ha rivisto al ribasso il target di vendite, riducendolo del 16% a 4,6 milioni di veicoli, ma contemporaneamente punta a raddoppiare le esportazioni, con focus su Europa e America Latina. Nei prossimi giorni è previsto il lancio in Giappone di un mini‑EV studiato per competere nel segmento delle k‑car locali, una mossa che evidenzia l’ambizione di espansione internazionale.
La trasformazione di BYD in circa trent’anni, da una piccola fabbrica di batterie a produttore di massa di veicoli elettrici, ha modificato gli equilibri del mercato globale, mettendo in discussione la leadership di aziende consolidate sul fronte delle vendite. Tuttavia, la differenza tra performance commerciale e valutazione di borsa rimane significativa e dipenderà dalla capacità del gruppo di recuperare redditività e affrontare rischi esterni.
I rischi regolatori includono possibili normative tecniche e normative commerciali a livello regionale (ad esempio requisiti di sicurezza, standard ambientali e regole sugli incentivi) che possono influire su costi e strategie di vendita. Inoltre, tensioni commerciali e protezioni locali potrebbero complicare il percorso di espansione nei mercati più maturi.
In prospettiva, la resilienza di BYD dipenderà dalla sua capacità di conciliare politiche di prezzo, controllo dei costi, innovazione tecnologica (in particolare nelle batterie) e gestione delle relazioni con le autorità nazionali e i partner internazionali. Gli investitori e gli operatori del settore osserveranno con attenzione i prossimi trimestri e le eventuali indicazioni di politica industriale che possano chiarire il quadro competitivo futuro.