Bybit sospende l’apertura di nuovi account in Giappone mentre la FSA prepara norme più severe sulle criptovalute

Bybit, il secondo exchange di criptovalute al mondo per volume di scambi, ha annunciato che sospenderà le nuove registrazioni in Giappone a partire dal 31 ottobre, in vista dell’intensificazione della vigilanza da parte della Financial Services Agency (FSA).

Bybit said:

“It has always been Bybit’s commitment to operate responsibly and in compliance with local laws and regulatory expectations.”

Bybit said:

“The pause will allow us to focus our efforts and resources on reviewing local regulatory requirements and evaluating how to best meet the standards outlined by Japanese authorities in the future.”

Bybit said:

“We apologize for any inconvenience caused and thank customers for their understanding and continued support.”

La sospensione, che entrerà in vigore alle 12:00 UTC del 31 ottobre, riguarda esclusivamente l’apertura di nuovi conti per residenti e cittadini giapponesi; gli utenti già registrati non subiranno modifiche immediate ai servizi attivi, mentre la piattaforma proseguirà i colloqui con le autorità per aggiornare gli utenti sull’evoluzione della situazione.

Motivazioni e tempistiche

L’annuncio di Bybit arriva in concomitanza con una fase di riforma normativa molto ampia promossa dalla FSA, che punta a rafforzare la tutela degli investitori e a colmare lacune nella disciplina attuale delle attività digitali.

Le misure in discussione mirano a eliminare zone grigie, in particolare in un mercato sempre più caratterizzato dalla presenza di investitori retail, e a introdurre regole più severe per prevenire abusi e pratiche scorrette.

Tra le iniziative rilevanti c’è la definizione normativa di insider trading applicata alle criptovalute: un gruppo di lavoro interno alla FSA sta predisponendo criteri dettagliati per identificare operazioni basate su informazioni non pubbliche, come annunci su listing di token o vulnerabilità di exchange.

In caso di violazioni, sono previste sanzioni amministrative fino a ipotesi di procedimenti penali una volta approvati i relativi emendamenti.

Riforme normative principali

Una delle modifiche più significative che la FSA intende presentare è l’emendamento al Financial Instruments and Exchange Act (FIEA), pianificato per il 2026, che riclassificherebbe le criptovalute da “mezzo di regolamento” a “prodotto finanziario”.

Questa riclassificazione porterà le attività digitali sotto lo stesso inquadramento giuridico dei titoli tradizionali, consentendo alla Securities and Exchange Surveillance Commission (SESC) di esercitare poteri investigativi e sanzionatori su fenomeni quali manipolazione di mercato e scambi basati su informazioni privilegiate.

Banche, custodia e nuovi servizi

Parallelamente, la vigilanza sta valutando la possibilità di consentire alle banche di detenere criptovalute come Bitcoin o Ethereum a fini di investimento, invertendo una limitazione del 2020 motivata dalla volatilità degli asset digitali.

La proposta prevede che gli istituti possano investire in criptovalute a condizione di rispettare requisiti patrimoniali più stringenti e sistemi di gestione dei rischi adeguati. Lo stesso quadro regolamentare potrebbe permettere a gruppi bancari di registrarsi come exchange autorizzati, offrendo servizi di scambio e custodia a clientela retail e istituzionale.

Contesto della vigilanza e iniziative della FSA

Negli ultimi mesi la FSA ha intensificato il controllo sul settore: ad agosto ha istituito una Crypto Assets and Innovation Division dedicata al monitoraggio delle evoluzioni del mercato e all’equilibrio tra regolazione e innovazione.

In aprile l’autorità ha inoltre pubblicato un documento di consultazione che propone di distinguere le attività digitali in due categorie operative: Funding/Business Crypto Assets, usate per raccolte fondi, e Non-Fundraising/Non-Business Crypto Assets, che includono token decentralizzati come Bitcoin e Ethereum.

Le riforme fanno anche seguito a eventi internazionali di rilievo, come il collasso di alcuni exchange esteri, che hanno reso evidente la necessità di misure per evitare trasferimenti di asset nazionali all’estero in caso di insolvenza di operatori stranieri.

Adozione di mercato e rischi per i piccoli investitori

Nonostante la stretta normativa in arrivo, l’adozione delle criptovalute in Giappone continua a crescere: a febbraio 2025 risultavano oltre 12 milioni di conti legati a criptovalute, più di tre volte il dato di cinque anni prima, con depositi complessivi superiori a ¥5.000 miliardi (circa 34 miliardi di dollari), secondo i dati della vigilanza nazionale.

Chainalysis ha inoltre registrato un incremento del 120% su base annua del valore on-chain ricevuto, collocando il Giappone tra i mercati APAC con maggiore crescita nell’adozione di asset digitali.

Tuttavia le autorità sottolineano il rischio per i piccoli risparmiatori: circa l’80% dei conti domestici detiene meno di ¥100.000 (circa 670 dollari) e molte decisioni di investimento si basano su informazioni tecniche o white paper che possono risultare vaghe o fuorvianti.

Nel complesso, la sospensione annunciata da Bybit appare come una misura cautelativa in attesa di maggiore chiarezza normativa: la piattaforma ha dichiarato l’intenzione di adeguarsi agli standard locali e di riprendere eventualmente le registrazioni una volta soddisfatti i requisiti indicati dalla FSA.