Btc sfida i $110.000 mentre i trader vendono la notizia sul taglio della Fed e l’accordo Usa-Cina

Il mercato delle criptovalute ha registrato una reazione di tipo “sell the news” a seguito del taglio dei tassi deciso dalla Federal Reserve e dell’intesa commerciale annunciata tra Stati Uniti e Cina, con Bitcoin che è scivolato nuovamente verso il livello di supporto attorno ai 110.000 dollari dopo il precedente picco vicino a 116.000 dollari.

Gli operatori si chiedono se il massimo recente, inferiore al record di 126.000 dollari registrato all’inizio del mese, possa rappresentare un “lower high”, ossia un segnale di possibile inizio di una fase discendente e di inversione della tendenza.

La dominance di Bitcoin è scesa di qualche punto base, suggerendo che alcune altcoin stanno sovraperformando il principale asset nonostante la debolezza generalizzata che si riflette nei grandi titoli del mercato cripto.

Posizionamento nei derivati

Nel segmento dei derivati, il mercato dei futures su BTC mostra segnali di resilienza nonostante la flessione dei prezzi successiva alle notizie: l’open interest è salito leggermente, attestandosi intorno a 27,2 miliardi di dollari, indicazione di liquidazioni limitate e di un rapido rientro degli acquirenti.

I funding rates, che in precedenza erano fortemente polarizzati, si sono normalizzati e scorrono verso valori neutrali e quasi piatti sulla maggior parte delle piattaforme: questo indica un sentiment più misurato e una volatilità relativa ridotta rispetto alla fase di incertezza precedente.

Il mercato delle opzioni su BTC conserva un orientamento complessivamente rialzista, anche se la convinzione a brevissimo termine si è attenuata. La struttura della implied volatility lungo la curva temporale mostra ancora una lieve backwardation nel breve termine, per poi transitare in contango sui maturities più lontani.

Indicatori specifici evidenziano alcune variazioni: lo skew a una settimana e 25-delta è sceso all’8% rispetto al 10% di ieri, ma resta premiante per le call a breve termine. Il rapporto volume put-call su 24 ore rimane comunque orientato alle call, con un rapporto di 55:44.

I dati di Coinglass rilevano liquidazioni per circa 821 milioni di dollari nelle ultime 24 ore, con uno split di 79-21 tra long e short. In valori notionali, i maggiori impatti si sono verificati su BTC (368 milioni di dollari), ETH (188 milioni) e altri asset (52 milioni).

La mappa delle liquidazioni di Binance individua la soglia intorno a 109.700 dollari come livello chiave da monitorare: una discesa al di sotto potrebbe attivare ulteriori meccanismi di liquidazione e pressioni al ribasso.

Movimenti dei token e dinamiche di mercato

Nel complesso, più di 80 miliardi di dollari sono stati bruciati dalla capitalizzazione totale del mercato cripto nelle ultime 24 ore, in un movimento di vendita dovuto al rapido esaurirsi dell’entusiasmo dopo il taglio dei tassi della Federal Reserve e l’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina.

I due principali asset per capitalizzazione, Bitcoin e Ether, sono entrambi in calo di circa il 2,5% mentre testano livelli di supporto chiave. Tra le prime 20 valute, le peggiori performance sono state registrate da XRP e XLM, che hanno perso rispettivamente il 3,5% e il 3,3%.

Il token Plasma (XPL) continua a destare preoccupazione, con un calo del 14% nelle 24 ore e una perdita complessiva dell’81% dal 28 settembre, evidenziando rischi significativi legati a progetti con scarsa liquidità o criticità operative.

Un elemento di relativa ottimismo si è visto su TRUMP, una memecoin collegata all’attuale presidente degli Stati Uniti, che è salita del 6,8% dopo indiscrezioni secondo cui la società che gestisce il token, Fight Fight Fight, avrebbe in programma di acquisire la piattaforma di fundraising Republic.

Nel dettaglio, TRUMP ha guadagnato circa il 45% nella settimana, ma con un prezzo di circa 8,40 dollari rimane ben al di sotto del suo massimo storico di 45,47 dollari.

La leggera contrazione della dominance di Bitcoin dal 59,3% al 59,0% suggerisce che in questa fase di pressione ribassista alcuni altcoin stanno registrando performance superiori rispetto al principale asset, un fenomeno che può riflettere rotazioni di portafoglio o speculazione su progetti a più alta volatilità.

Per gli operatori, le informazioni sui derivati, i livelli di liquidazione e i rapporti di open interest sono strumenti essenziali per valutare il rischio sistemico e costruire strategie di gestione del portafoglio. Allo stesso tempo, le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve e gli sviluppi geopolitici, come le relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, continueranno a influenzare la direzione e la volatilità del mercato.