Resistere ai minimi dopo il taglio dei tassi della Fed

La decisione attesa è arrivata: la Federal Reserve ha ridotto l’intervallo del tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 3,75%–4,00%, e ha annunciato la conclusione del processo di riduzione dei titoli in portafoglio a partire dal 1° dicembre, noto come quantitative tightening.

Dettagli della decisione e comunicato della banca centrale

La mossa era in larga misura prevista dagli operatori di mercato, che avevano scontato una riduzione moderata del costo del denaro. La riduzione di 25 punti base rappresenta un prossimo passo nella normalizzazione della politica monetaria dopo il periodo di restrizione iniziato per contrastare pressioni inflazionistiche.

Federal Reserve said:

“Job gains have slowed this year, and the unemployment rate has edged up but remained low through August. Inflation has moved up since earlier in the year and remains somewhat elevated.”

Dissensi all’interno del comitato

La decisione non è stata unanime: il presidente della Kansas City Fed, Jeffrey Schmid, ha votato per mantenere i tassi invariati, esprimendo riserve sulla riduzione in questa fase. Diversamente, il governatore Stephen Miran ha riproposto la sua preferenza per un taglio più consistente di 50 punti base, come avvenuto nella seduta precedente.

I voti discordanti riflettono valutazioni differenti sull’andamento dell’occupazione e sui rischi relativi all’inflazione: alcuni membri sono più cauti nel cambiare la traiettoria dei tassi prima di avere segnali chiari di raffreddamento sostenibile dei prezzi.

Reazioni dei mercati finanziari

I mercati hanno reagito in modo variegato alla notizia. bitcoin è rimasto sotto pressione, trattandosi intorno a 111.700 dollari, con una flessione di circa il 3% nelle ultime 24 ore rispetto alla chiusura precedente.

Le borse hanno segnato modesti rialzi nella seduta, con il Nasdaq in particolare a +0,5% tra i principali indici. Il rendimento dei titoli di stato a dieci anni è salito di tre punti base fino al 4,02% e il dollaro si è rafforzato sui principali cross valutari.

Questi movimenti riflettono il bilanciamento tra aspettative di ulteriori allentamenti della politica monetaria e la lettura dei mercati sui dati reali di crescita e inflazione: in presenza di segnali di inflazione ancora elevata, anche piccoli aggiustamenti dei tassi o differenze nelle aspettative possono spostare rendimenti e quotazioni degli asset rischiosi.

Cosa osservare nelle prossime ore e prospettive

L’attenzione degli operatori resta concentrata sulla conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, prevista alle 14:30 ET, dove sono attesi chiarimenti sulle motivazioni della banca centrale e sugli scenari futuri per economia, inflazione e tassi di interesse.

Al momento i trader danno per probabile un ulteriore taglio di 25 punti base nella riunione finale dell’anno, a dicembre, ma la strada resta condizionata dai prossimi dati macroeconomici: un ritorno dell’inflazione su livelli più elevati o un mercato del lavoro che rimane sorprendentemente forte potrebbero ridurre le probabilità di nuove riduzioni.

La conclusione del programma di riduzione dei titoli in portafoglio implica che la politica monetaria si muoverà da ora in avanti essenzialmente mediante la gestione del tasso di riferimento: ciò aumenta l’importanza delle comunicazioni della banca centrale e della loro interpretazione da parte di mercati e istituzioni finanziarie.