Operazioni in loop su sUSDe da 1 miliardo di dollari in bilico
- 29 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Dopo il crollo dei mercati del 10 ottobre, che ha causato perdite rilevanti in bitcoin e in altre criptovalute, quasi 1 miliardo di dollari in posizioni DeFi basate sullo staked USDe (sUSDe) di Ethena risultano ora a rischio, secondo un rapporto di Sentora Research.
sUSDe è la versione vincolata dello USDe, una stablecoin sintetica ancorata al dollaro che genera rendimento attraverso lo staking del token sottostante. Il meccanismo mira a offrire un rendimento aggiuntivo agli utenti che partecipano alla sua rete.
Il meccanismo del loop
La strategia nota come “loop” è diffusa tra i trader DeFi. Gli operatori depositano sUSDe come collateral su piattaforme di prestito come Aave v3 Core e Pendle, prendendo in prestito stablecoin quali Tether (USDT) o USD Coin (USDC).
I fondi presi in prestito vengono quindi usati per acquistare altro sUSDe, che viene ridepositato come collateral per prendere ulteriore prestito e comprare ancora più sUSDe. Questo ciclo viene ripetuto per amplificare il rendimento, sfruttando la differenza tra i premi ottenuti dallo staking di sUSDe e i costi di presa in prestito (il cosiddetto “carry” positivo).
Carry negativo
Dopo il flash crash del 10 ottobre, i tassi di finanziamento nei mercati DeFi sono diminuiti sensibilmente, invertendo il differenziale di rendimento che rendeva appetibile la strategia di leva.
Sentora Research ha dichiarato:
“Dopo il flash crash del 10 ottobre, i tassi di funding sui mercati DeFi sono scesi in modo significativo, riducendo i rendimenti delle strategie di basis‑trade. Su Aave v3 Core, i tassi di prestito per USDT e USDC si collocano circa ~2,0% / ~1,5% al di sopra del rendimento di sUSDe, trasformando il carry in negativo per gli utenti che prendono in prestito stablecoin per leverare sUSDe.”
Con lo spread ormai sottozero, le posizioni in loop che prendono in prestito stablecoin per acquistare sUSDe iniziano a registrare perdite. Se questa situazione dovesse persistere, potrebbero essere liquidate o deleverage circa 1 miliardo di dollari in posizioni già esposte al carry negativo su Aave v3 Core.
Il carry negativo può costringere alla vendita di collateral o a riduzioni di leva forzate, indebolendo la liquidità proprio nelle piattaforme che forniscono leva e aumentando il rischio di effetti a catena sui mercati.
Cosa osservare e implicazioni per i mercati
Gli operatori e gli osservatori di mercato devono monitorare con attenzione alcuni indicatori chiave: lo spread tra il tasso annuo di prestito (APY) su Aave e il rendimento di sUSDe, nonché i tassi di utilizzazione nei pool di prestito di USDT e USDC. Aumenti repentini dell’utilizzo possono far salire rapidamente i costi di prestito e accelerare lo stress sulle posizioni indebitate.
Secondo il rapporto, un numero crescente di posizioni in loop si trova vicino alla liquidazione, in particolare quelle che risultano a meno del 5% dalla chiusura forzata. In tali condizioni, anche movimenti di mercato limitati possono scatenare vendite forzate e una spirale di deleveraging.
Dal punto di vista sistemico, la pressione sulle collateral pools può ridurre la profondità della liquidità e aumentare la volatilità dei prezzi dei token coinvolti. Le piattaforme di lending possono vedere un aumento delle richieste di liquidazione e una diminuzione della disponibilità di capitale per nuovi prestiti.
Per mitigare i rischi, gli operatori dovrebbero considerare strategie come la riduzione della leva, l’aumento dei buffer di collateral e il monitoraggio costante degli spread e dei tassi di utilizzazione. Anche le governance dei protocolli potrebbero valutare misure tecniche o parametriche per limitare il rischio di cascata, ad esempio modificando i limiti di utilizzo o i parametri di liquidazione.
In assenza di un rapido ritorno a uno spread positivo tra rendimento di sUSDe e costi di prestito, il mercato potrebbe affrontare ulteriori vendite di collateral e una fase prolungata di deleveraging che interesserebbe non solo Ethena, ma anche le piattaforme di prestito e gli operatori esposti a strategie basate sulla leva.