Olanda, stop alla corsa di Wilders: liberali progressisti in testa negli exit poll
- 29 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I primi exit poll sulle elezioni anticipate nei Paesi Bassi segnalano un esito incerto, senza un vincitore netto, e indicano che l’ascesa inarrestabile del PVV, il partito populista di ultradestra guidato da Geert Wilders, sembra essersi arrestata.
Primi dati e posizioni dei partiti
Secondo i primi rilevamenti, con un margine di errore stimato fino a tre seggi, il PVV sarebbe accreditato di circa 25 seggi alla Camera bassa, in calo rispetto ai 37 ottenuti nella legislatura precedente. In testa risultano i liberali progressisti del D66 con circa 27 seggi, seguiti dai liberali conservatori del Vvd con circa 23 seggi.
Al terzo posto si colloca l’alleanza tra i Laburisti e i Verdi, guidata da Frans Timmermans, stimata intorno ai 20 seggi, mentre i centristi cristiano-democratici del CDA risulterebbero in crescita, con circa 19 seggi.
I numeri dei sondaggi riflettono un quadro frammentato, con i principali partiti molto vicini tra loro e nessuna formazione in grado, da sola, di raggiungere la maggioranza assoluta di 76 seggi necessaria per governare la Camera dei 150 seggi.
Implicazioni per la formazione del governo
Il risultato rende probabile una fase negoziale lunga e complessa: nei Paesi Bassi il sistema proporzionale spinge verso governi di coalizione, e i calcoli aritmetici impongono combinazioni tra più partiti per raggiungere la soglia dei 76 seggi.
Un elemento decisivo è la disponibilità o meno delle forze politiche a sedersi al tavolo con il PVV. Molti partiti avevano già escluso un’alleanza con il movimento di Wilders a seguito della caduta del precedente esecutivo, dovuta in larga misura a forti contrasti sulle politiche relative all’immigrazione.
Il tema dell’immigrazione è stato centrale nella campagna elettorale, insieme all’emergenza abitativa: questi argomenti hanno polarizzato il dibattito pubblico e influenzato le scelte degli elettori, complicando ulteriormente le prospettive per la formazione di una coalizione stabile.
Reazioni dei leader e prospettive politiche
Dopo la diffusione dei primi dati, Frans Timmermans ha annunciato le dimissioni dalla guida dell’alleanza tra Laburisti e Verdi, valutando il risultato come insoddisfacente rispetto alle aspettative del 2023.
Geert Wilders ha commentato il responso elettorale:
“Speravo in un risultato diverso.”
Il leader del PVV ha difeso le sue scelte politiche, ma ha riconosciuto che, se confermati i dati, il partito rischia di restare all’opposizione, anche per la riluttanza di molte forze a ricostruire un’intesa con la sua formazione dopo la crisi che ha provocato lo scioglimento anticipato del Parlamento.
Il successo indubbio di questa tornata sembra appartenere al D66 e al giovane leader Rob Jetten, il quale ha orientato la campagna sul tema del ritorno a politiche più moderate e di forte integrazione europea.
Rob Jetten ha dichiarato durante la campagna:
“Abbiamo condotto una campagna molto positiva perché vogliamo liberarci di tutto il negativismo che l’Olanda ha avuto negli ultimi anni. Voglio riportare l’Olanda nel cuore dell’Europa perché senza la cooperazione europea noi non andiamo da nessuna parte.”
La leadership del D66 si presenta quindi come possibile fulcro di un’alternativa al blocco di destra rappresentato dal PVV, ma ogni ipotesi di coalizione dovrà confrontarsi con posizioni diverse su economia, politiche sociali, gestione dell’immigrazione e emergenza case.
Nei prossimi giorni è atteso l’avvio delle consultazioni formali: nel processo olandese la fase successiva prevede la nomina di mediatori incaricati di esplorare possibili maggioranze, i cosiddetti informateur e formateur, cui spetterà guidare negoziati che potrebbero durare settimane o mesi prima di giungere a un accordo di governo.
In sintesi, il quadro emergente dalle prime proiezioni indica un parlamento frammentato e la probabile esclusione del PVV dalle aree di governo, con il conseguente avvio di negoziati articolati tra i partiti di centro e di orientamento europeista per costruire una maggioranza praticabile.