Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo portano l’Italia nel Scaleup Europe Fund

Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo sono identificate come i potenziali investitori fondatori italiani nello Scaleup Europe Fund, il nuovo veicolo europeo dedicato alla crescita delle imprese ad alto potenziale tecnologico.

Le tre istituzioni hanno formalizzato la propria intenzione partecipando a un incontro promosso dalla Commissione Europea presso la sede di Bruxelles, nel corso del quale è stata confermata la volontà di sostenere la costituzione di un fondo plurimiliardario volto a finanziare la fase di scale-up delle imprese innovative europee.

Obiettivo e contesto strategico

L’iniziativa è stata annunciata dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nell’ambito del discorso sullo Stato dell’Unione e si inserisce nella più ampia Startup and Scaleup Strategy dell’Unione. L’obiettivo è rafforzare la capacità europea di finanziare le imprese in fase avanzata di sviluppo, intervenendo in particolare nei settori deep tech come intelligenza artificiale, quantistica, biotecnologie e tecnologie per il clima.

Il panorama europeo dell’innovazione ha storicamente sofferto di mercati dei capitali frammentati e di una scarsità di strumenti in grado di sostenere la crescita late‑stage; lo Scaleup Europe Fund nasce proprio per colmare questo deficit strutturale.

Struttura e finalità del fondo

Il fondo intende mobilitare risorse pubbliche e private per sostenere le imprese europee più promettenti, con l’obiettivo di favorire la nascita e il consolidamento di campioni tecnologici continentali, trattenendo talenti e valore economico in Europa.

Si prevede che il veicolo opererà su base di mercato e con una vocazione a lungo termine, mirando a rafforzare il segmento del late‑stage venture capital europeo e a facilitare l’espansione internazionale delle aziende deep tech.

Partner e governance

Tra i potenziali partner fondatori, oltre alla Commissione Europea, figurano istituzioni e fondazioni internazionali come Novo Holdings, la Banca Europea per gli Investimenti, CriteriaCaixa, Santander/Mouro Capital, la Wallenberg Foundation, EIFO (Export and Investment Fund of Denmark), APG e BGK, insieme alle tre realtà italiane coinvolte.

Gli investitori fondatori avvieranno una procedura pubblica per selezionare la società di gestione che opererà sul mercato; la selezione e la governance saranno strutturate per attrarre capitali istituzionali di lungo periodo e per garantire trasparenza e criteri di rendimento di mercato.

Tempistiche e apertura agli investitori

Le prime operazioni di investimento sono previste per la primavera del 2026. Il fondo sarà aperto a ulteriori sottoscrittori oltre ai partner fondatori, in modo da ampliare progressivamente la capacità di intervento e l’impatto sugli ecosistemi nazionali.

Dichiarazioni dei rappresentanti italiani

Marco Gilli ha dichiarato:

“La partecipazione della Fondazione Compagnia di San Paolo come rappresentante degli investitori italiani nel progetto europeo rappresenta un esempio di collaborazione tra istituzioni pubbliche, private e filantropiche. Questo fondo offre un’opportunità per sostenere le imprese high‑tech e per rafforzare la competitività europea nei settori tecnologici emergenti, mobilitando capitali e competenze a servizio dell’innovazione.”

Giovanni Azzone ha affermato:

“La nostra adesione riflette l’impegno a estendere le relazioni internazionali e a condividere risorse finanziarie con altre fondazioni ed enti europei. Pur mantenendo una forte attenzione al territorio, riteniamo fondamentale partecipare a reti e confronti a livello europeo per contrastare le disuguaglianze e promuovere progetti che abbiano impatto oltre i confini tradizionali.”

Carlo Messina ha commentato:

“Come gruppo bancario, Intesa Sanpaolo ha posto l’innovazione tecnologica al centro delle proprie strategie, con un importante piano di investimenti. Partecipare a questo progetto europeo ci consente di sostenere lo sviluppo delle tecnologie per il clima, la quantistica e l’intelligenza artificiale, contribuendo a creare un ecosistema favorevole alla crescita delle imprese deep tech.”

Alberto Anfossi ha sottolineato:

“Allinearsi a un’iniziativa strategica europea come lo Scaleup Europe Fund ci permette di colmare una lacuna storica: la mancanza di fondi capaci di seguire la crescita delle imprese fino a fasi avanzate. Il fondo mira a combinare rendimenti di mercato con il rafforzamento della leadership tecnologica e dell’autonomia strategica dell’Europa.”

Impatto atteso e considerazioni finali

Il progetto si propone di potenziare l’ecosistema europeo dell’innovazione attraverso un approccio integrato che unisce capitale pubblico e privato, competenze filantropiche e capacità finanziaria. Per l’Italia, la partecipazione delle principali fondazioni e di un grande gruppo bancario rappresenta un’opportunità per sostenere le imprese nazionali più promettenti e favorire la loro competitività sui mercati internazionali.

La selezione della società di gestione, la definizione dei criteri di investimento e la programmazione delle prime operazioni saranno elementi fondamentali per tradurre l’intento politico in risultati concreti, contribuendo a creare un canale stabile di finanziamento per le scaleup europee.



Author: Tony
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