L’oro perde quasi il 6% rispetto all’apertura della scorsa settimana
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il mercato dei futures sull’oro ha aperto lunedì a $4.103,20 per oncia, in calo dello 0,4% rispetto alla chiusura di venerdì a $4.118,40. Si tratta del primo ribasso rispetto al giorno precedente registrato da questa serie da alcuni mesi.
Andamento recente e confronti temporali
L’apertura di lunedì segna una flessione del 5,5% rispetto al prezzo di apertura di una settimana prima ($4.344,10 del 20 ottobre). Tuttavia, su orizzonti più lunghi il metallo prezioso mostra performance notevoli: nell’ultimo mese il valore dei futures è aumentato del 9,6% rispetto all’apertura del 25 settembre ($3.742,80), mentre su base annua si registra un rialzo consistente del 50,5% rispetto all’apertura del 25 ottobre 2024 ($2.725,50).
Fattori macroeconomici e geopolitici in gioco
Il calo di prezzo è avvenuto in una fase di normalizzazione dopo che l’oro aveva toccato livelli record la settimana precedente. Secondo diversi analisti, il metallo è stato probabilmente sovracomprato nei mesi recenti, con flussi di acquisto spinti sia dall’incertezza geopolitica sia dalla ricerca di copertura contro l’inflazione.
Negli ultimi giorni, la visita del presidente Trump in vari Paesi asiatici, volta anche a ridurre le tensioni commerciali con la Cina, ha contribuito a ridurre la domanda da rifugio sicuro. Al contempo, la riunione programmata della Federal Reserve (Fed) nella settimana in arrivo ha attirato l’attenzione degli operatori: una riduzione attesa dei tassi sui fed funds tende a sostenere il prezzo dell’oro perché il metallo non produce rendimento d’interesse e diventa più attrattivo in un contesto di tassi in calo.
Prezzo spot vs prezzi dei futures
Esistono più modalità di quotazione dell’oro a causa dei diversi strumenti di negoziazione. I due riferimenti principali di cui gli investitori dovrebbero essere a conoscenza sono il prezzo spot e i futures sull’oro.
Il prezzo spot rappresenta il valore corrente per oncia dell’oro fisico, ed è utilizzato come riferimento da fondi ETF che detengono lingotti reali. Il prezzo spot è assimilabile a un prezzo all’ingrosso: l’acquisto di monete, lingotti o gioielli incorpora sovrapprezzi commerciali (premi) per raffinazione, marketing e costi di distribuzione, che fanno salire il prezzo finale rispetto al solo spot.
I futures sono contratti standardizzati negoziati in borsa che stabiliscono la compravendita di oro a un prezzo prefissato in una data futura. Sono strumenti più liquidi rispetto al possesso fisico e si liquidano alla scadenza, o tramite regolamento finanziario (cash settlement) o mediante consegna fisica del metallo, a seconda delle clausole contrattuali e della prassi dell’exchange.
Variabili che influenzano domanda e offerta
Il prezzo dell’oro, sia spot sia futures, è determinato dall’interazione tra domanda e offerta, con numerosi fattori esogeni che ne influenzano la dinamica. Tra i principali elementi figurano eventi geopolitici, politiche di acquisto delle banche centrali, tassi d’inflazione, livello dei tassi di interesse reali e produzione mineraria.
Le banche centrali, in particolare, possono avere un impatto rilevante acquistando o vendendo riserve in oro: operazioni di acquisto sistematico tendono a sostenere i prezzi. Allo stesso modo, un aumento della produzione mineraria modifica l’offerta fisica disponibile, mentre dinamiche di domanda industriale o di consumo (gioielleria, elettronica) incidono sui volumi assorbiti dal mercato.
Implicazioni per investitori e operatori di mercato
Per chi monitora l’oro come asset di portafoglio, è utile seguire sia i segnali geopolitici sia la politica monetaria delle principali banche centrali. I tassi d’interesse, le aspettative inflazionistiche e le mosse delle istituzioni finanziarie centrali restano tra i driver più significativi per il valore del metallo nel breve e medio termine.
Gli investitori interessati possono utilizzare strumenti di analisi e filtri offerti dalle piattaforme finanziarie per confrontare performance storiche, volumi e indicatori di rischio. È altresì importante comprendere le differenze operative tra possedere oro fisico, detenere ETF supportati da lingotti e negoziare futures, poiché ciascuna modalità comporta caratteristiche diverse in termini di liquidità, costi e rischio di controparte.
Prospettive a breve termine
Nel breve periodo, l’evoluzione del prezzo dell’oro dipenderà dall’esito delle trattative commerciali internazionali, dalle decisioni della Federal Reserve e dall’orientamento dei mercati finanziari verso asset percepiti come rifugi. Una riduzione dei tassi potrebbe creare condizioni favorevoli per il metallo, mentre una marcata distensione geopolitica potrebbe comprimere la domanda da rifugio e moderare i prezzi.
In definitiva, il metallo rimane sensibile a una combinazione di fattori macroeconomici e di breve termine: per valutare correttamente opportunità e rischi è raccomandabile un approccio informato che integri analisi tecnica, fondamentali macro e la conoscenza degli strumenti finanziari disponibili.