La dipendenza del Venezuela dalle stablecoin potrebbe rafforzarsi di fronte alle minacce di guerra di Trump
- 28 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La dipendenza del Venezuela dalle stablecoin ancorate al dollaro statunitense potrebbe accentuarsi in un contesto segnato da nuove minacce di conflitto, sanzioni continuative e dall’iperinflazione del bolívar.
Recenti movimenti militari e dichiarazioni politiche internazionali hanno creato tensioni nell’area caraibica vicina al Venezuela. In particolare, il dispiegamento di una portaerei avanzata da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e le affermazioni del presidente Donald Trump su possibili operazioni contro i cartelli della droga hanno contribuito ad aumentare l’incertezza geopolitica.
Nicolás Maduro ha detto:
“Non voglio la guerra… per favore, per favore, per favore.”
Questa combinazione di fattori potrebbe tradursi in ulteriore instabilità finanziaria per i cittadini venezuelani: migliaia di persone fanno affidamento su stablecoin come Tether (USDT) per preservare il potere d’acquisto dei risparmi, minacciati dall’inflazione a tre cifre del bolívar.
Le stablecoin, spesso indicate localmente come “dollari di Binance” quando utilizzate attraverso exchange popolari, si sono diffuse anche come strumento di pagamento quotidiano, mentre le riserve in dollari fisici sono progressivamente diminuite nel paese.
In risposta alle difficoltà del sistema bancario tradizionale e alle restrizioni internazionali, il governo ha fatto ricorso alle stablecoin per facilitare scambi commerciali, in particolare nel settore petrolifero, con alcuni partner esteri, incluso il Russia, con cui sono stati rafforzati legami strategici recenti.
Analisi settoriali rilevano che il ricorso alle stablecoin è diventato un fattore strutturale nell’economia venezuelana: una quota significativa di valuta forte che entra legalmente nel paese viene oggi veicolata attraverso asset digitali ancorati al dollaro.
Adozione delle criptovalute in America Latina
Il Venezuela si colloca tra i paesi latinoamericani con il più alto volume di flussi in criptovalute: nel periodo compreso tra luglio 2024 e giugno 2025 il valore ricevuto è stato stimato in circa 44,6 miliardi di dollari, posizionandolo dietro a Brasile, Argentina e Messico, che hanno però popolazioni più numerose.
Uso delle criptovalute da parte di figure politiche
Tra gli utilizzatori più noti di strumenti crittografici in ambito politico figura Maria Corina Machado, ex candidata presidenziale, che ha impiegato Bitcoin (BTC) per tutelare parte del suo patrimonio da possibili sequestri. La sua attività politica e il ricorso a strumenti digitali sono stati riconosciuti a livello internazionale.
Il ricorso a Bitcoin (BTC) e ad altre criptovalute in contesti di crisi finanziaria è motivato dalla necessità di conservare valore e di trasferire risorse fuori dai circuiti soggetti a restrizioni o controlli statali.
Dal 2013, anno in cui Nicolás Maduro è salito al potere, quasi 8 milioni di venezuelani hanno lasciato il paese a causa dell’iperinflazione, della carenza di beni primari e delle condizioni di ordine pubblico. Molti hanno perso l’accesso ai conti bancari tradizionali, accelerando la transizione verso soluzioni digitali e valute ancorate al dollaro.
Per le famiglie rimaste in patria e per la diaspora, le stablecoin svolgono oggi funzioni multiple: conservazione di valore, mezzo di pagamento e canale per trasferimenti transfrontalieri laddove i circuiti bancari risultano inaffidabili o inesistenti.
Va sottolineato che, sebbene le stablecoin offrano vantaggi pratici in contesti di iperinflazione, comportano anche rischi rilevanti: dipendenza da emittenti e infrastrutture private, esposizione a shock di liquidità, vulnerabilità a nuove sanzioni e incertezza regolamentare a livello internazionale.
Dal punto di vista istituzionale, la situazione solleva questioni complesse per organismi finanziari internazionali e per i governi: come bilanciare le esigenze di controllo dei flussi illeciti con la necessità di garantire canali sicuri per rimesse e risparmi dei cittadini. Entità come il Fondo Monetario Internazionale e le autorità regolatorie regionali sono chiamate a monitorare i rischi e a proporre soluzioni pratiche.
In prospettiva, l’evoluzione del ruolo delle stablecoin in contesti di crisi dipenderà dall’interazione tra fattori geopolitici, misure di policy internazionali e dall’adozione di quadri regolatori che possano tutelare i diritti finanziari dei cittadini senza ostacolare canali di sostegno economico essenziali.