JPMorgan rivede l’obiettivo per le azioni Google dopo un cambiamento silenzioso

Dopo un 2024 relativamente irrequieto, il titolo di Alphabet ha messo a segno una ripresa significativa tra i cosiddetti Magnificent 7, registrando un rialzo di circa il 41% da inizio anno e sovraperformando nettamente il mercato generale.

I motori della crescita sono stati molteplici: una crescita a doppia cifra di Search, il rilancio di YouTube, e un Google Cloud in espansione a ritmi prossimi al 30%. L’introduzione graduale di Gemini all’interno dei prodotti core ha inoltre rafforzato l’entusiasmo degli investitori.

Cambiamento di tono e fattori chiave

La percezione intorno al titolo è mutata: quello che era iniziato come un recupero prudente si è trasformato in un trade mosso dal momentum, con scommesse degli investitori concentrate sulla capacità di Alphabet di trasformare l’innovazione in intelligenza artificiale in risultati concreti nei prossimi anni.

In questo contesto è arrivata una nota di rilievo da parte di JPMorgan, che ha ricalibrato il proprio approccio al titolo appena prima della diffusione dei risultati del terzo trimestre.

Doug Anmuth of JPMorgan said:

“major overhang removed”

La sentenza del DOJ e il giudizio del mercato

La decisione del Department of Justice (DOJ), che ha messo in discussione alcuni accordi di default-search e in particolare i contratti multimiliardari che collocano Google come motore predefinito su dispositivi Apple e su alcuni browser principali, ha costituito per mesi una fonte di incertezza regolamentare.

Il giudice Amit Mehta ha vietato clausole di esclusiva e ha limitato alcune condizioni contrattuali, ma non è arrivato a disporre lo smembramento dell’azienda. Questo esito è stato interpretato da molti analisti come una vittoria relativamente netta per il gruppo, perché preserva buona parte del sistema di distribuzione che sostiene l’egemonia della ricerca.

Modelli, stime e impatto sugli utili

Nella sua revisione, Doug Anmuth ha rialzato il target price a 300 dollari, rispetto ai 260 precedenti, confermando un rating di acquisto. Nella modellizzazione degli utili per il terzo trimestre ha incluso inoltre 4,25 miliardi di dollari di multe regolamentari stimate.

L’analista ritiene poi che i ricavi di Google Cloud possano salire nell’ordine di 9–10 miliardi di dollari all’anno se si concretizzeranno nuovi accordi, in particolare con partner strategici come Anthropic, e ha prospettato un aumento della voce capex fino a 114 miliardi di dollari nel 2026 e 125 miliardi nel 2027 per sostenere l’infrastruttura necessaria all’IA.

Queste revisioni riflettono la convinzione che la combinazione di investimenti infrastrutturali, nuove offerte di prodotto — tra cui Gemini 3 e strumenti pubblicitari potenziati da IA su YouTube — e partnership cloud possa rafforzare il vantaggio competitivo dell’azienda nel medio termine.

Prospettive per gli utili e conflitti sulle stime

Alphabet comunicherà i risultati del terzo trimestre dopo la chiusura del mercato il 29 ottobre; il mercato attende conferme sulla capacità del gruppo di trasformare gli investimenti in IA in crescita sostenibile e profitti.

Il consensus degli analisti indicava aspettative di utili per azione nell’ordine di 2,26 dollari (GAAP e normalizzati) su circa 100,1 miliardi di dollari di ricavi. Nel corso degli ultimi tre mesi alcune stime sono state riviste al rialzo da vari operatori, mentre altre sono state limate, segnalando ottimismo ma anche preoccupazioni legate ai margini per i costi dell’infrastruttura IA e a possibili oneri regolamentari.

È importante ricordare che il secondo trimestre aveva posto una base di confronto elevata: Alphabet ha riportato ricavi per 96,43 miliardi di dollari, in aumento del 14% su base annua, e utili per azione di 2,31 dollari. Il segmento Search and Other aveva generato 54,19 miliardi, YouTube Ads aveva fatturato 9,8 miliardi e Google Cloud aveva raggiunto 13,62 miliardi, con una crescita del 32%.

La direzione aziendale aveva inoltre aumentato l’indicazione di spesa in conto capitale per il 2025 verso l’ordine degli 85 miliardi di dollari, a testimonianza dell’intenso sforzo di scala dei modelli di IA e dell’espansione dei data center.

Implicazioni strategiche e considerazioni finali

La sentenza del DOJ ha in qualche misura rimosso un’incertezza significativa, ma non elimina la necessità di monitorare l’evoluzione normativa a livello globale. Le modifiche ai contratti di distribuzione possono influire sui termini commerciali ma, allo stato attuale, lasciano intatta la capacità di Google di raggiungere gli utenti su larga scala.

Dal punto di vista finanziario, l’aumento della capex e le possibili sanzioni regolamentari impongono di bilanciare la visione positiva sulla crescita top-line con l’attenzione ai margini e al ritorno sugli investimenti nel tempo. Per gli analisti e gli investitori, le prossime trimestrali saranno decisive per verificare se la combinazione di prodotti AI, espansione cloud e monetizzazione pubblicitaria potrà tradursi in una crescita sostenibile e profittevole.

Il mercato rimane quindi in attesa dei numeri trimestrali per valutare se l’onda positiva guidata dall’intelligenza artificiale avrà la forza di consolidarsi nei risultati operativi e nella generazione di flussi di cassa a lungo termine.