Studi contabili del Regno Unito premono per bloccare i previsti cambiamenti fiscali
- 27 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Studi contabili nel Regno Unito hanno avviato una campagna di dialogo con i ministeri dopo le anticipazioni di una riforma fiscale che potrebbe incidere sulle strutture societarie in forma di partnership.
Proposta e impatto atteso
Le misure che si danno per probabili prevedono l’integrazione dei contributi previdenziali nazionali nell’ambito degli obblighi fiscali per determinate categorie di professionisti che operano in forma di partnership. L’obiettivo dichiarato dal governo sarebbe aumentare l’equità del sistema contributivo e recuperare gettito.
Un centro di analisi fiscale, il Centre for the Analysis of Taxation (CenTax), ha stimato che le persone potenzialmente coinvolte potrebbero essere dell’ordine di 200.000, con un gettito aggiuntivo indicativo di circa £1,9 miliardi l’anno per le casse pubbliche.
Nel Regno Unito molti studi legali e studi contabili operano come LLP (limited liability partnership), una forma che attribuisce ai soci responsabilità limitata ma consente anche trattamenti fiscali favorevoli rispetto a una società classica. L’eliminazione dell’esenzione sui contributi potrebbe innalzare il carico marginale sui redditi dei soci, con effetti significativi sui bilanci personali e aziendali.
Dan Neidle, esperto associato al Tax Policy Associates, ha calcolato che la soppressione dell’esenzione potrebbe portare il tasso marginale effettivo dei soci da circa il 47% al 54%, aumentando quindi il prelievo sul reddito professionale in modo sensibile.
Reazioni e mosse del settore
In risposta alle anticipazioni, rappresentanti di alto livello delle principali società di consulenza e revisione, note come Big Four, insieme a associazioni di categoria, hanno iniziato consultazioni con i ministeri competenti per sollevare osservazioni e richiedere chiarimenti sulle modalità di applicazione della norma.
Il settore sta cercando di comprendere se si tratti di una proposta definita oppure di un test politico: in quest’ultimo caso le autorità potrebbero valutare gli effetti prima di procedere con misure definitive. Tra le ipotesi circolate vi è anche la possibilità che gli studi trasferiscano parzialmente aumenti di costo sui clienti, inclusi appalti e incarichi pubblici affidati al settore professionale.
Alcuni soci stanno esaminando alternative organizzative per ridurre l’impatto fiscale: trasformazioni in società di capitale, ritorno a forme di partnership generale, o la delocalizzazione di alcune attività e servizi fuori dal Regno Unito per sfruttare regimi fiscali diversi e mantenere la competitività.
Sono inoltre segnalate attività di pianificazione interna e scenari di contingenza già avviati all’interno di alcuni studi, finalizzati a preservare rapporti con la clientela e la sostenibilità economica delle strutture professionali.
Un socio di uno dei Big Four ha dichiarato:
“Dobbiamo valutare la competitività del Regno Unito. Comprendo le difficoltà che affronta la cancelliera e la necessità di recuperare gettito, ma non possiamo mettere il paese in una posizione di svantaggio competitivo.”
Conseguenze possibili e prospettive istituzionali
Gli effetti concreti dipenderanno dalla forma normativa che il governo deciderà di adottare nel Bilancio previsto. Se la proposta sarà formalizzata, sarà necessario definire criteri di applicazione, eventuali esenzioni e transizioni per evitare impatti indistinti su professionisti a basso reddito o su quelle realtà che operano con margini ridotti.
Dal punto di vista istituzionale, il processo coinvolgerà fasi di consultazione tecnica, possibili emendamenti parlamentari e l’analisi dell’impatto economico e occupazionale. Il bilanciamento tra obiettivi di gettito e mantenimento dell’attrattività del mercato professionale costituisce il nodo centrale del confronto tra governo e settore.
Nei prossimi giorni è probabile un intensificarsi dei contatti tra ministri, uffici legislativi e rappresentanti professionali, mentre le imprese valutano scenari alternativi per tutelare clienti, occupazione e valore d’impresa.
Il quadro rimane in evoluzione: la definitiva formulazione della norma e l’iter parlamentare chiariranno entità e tempi degli effetti, oltre alle possibili misure compensative o correttive che potranno essere richieste dal mondo professionale e dagli stakeholder pubblici.