I sindacati: segnali positivi, ma attenzione a soglie e limiti temporali
- 27 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La attenzione alla contrattazione e lo sforzo dichiarato per sostenere la produttività trovano consenso tra le parti sociali, ma il meccanismo che lega gli aumenti salariali all’introduzione di soglie suscita perplessità. In particolare, la previsione di un’imposta agevolata del 5% sugli incrementi retributivi erogati al momento dei rinnovi contrattuali nel settore privato, limitata ai percettori con redditi fino a 28mila euro, rischia di ridurre l’intervento a una platea ristretta di lavoratori e di generare disparità fra categorie e settori.
Reazioni della Cisl
La Cisl valuta positivamente alcuni aspetti del disegno di legge di Bilancio, come la tassazione agevolata sui contratti di produttività e la detassazione degli incrementi retributivi, ma segnala limiti pratici e di copertura.
Mattia Pirulli ha dichiarato:
“Riteniamo che nel disegno di legge di Bilancio vi siano elementi positivi, in particolare la tassazione agevolata sui contratti di produttività e la detassazione degli aumenti salariali. Tuttavia la misura così concepita esclude una quota rilevante di lavoratori: per esempio chi opera nel commercio perché ha rinnovato il contratto lo scorso anno e i metalmeccanici, la cui soglia reddituale supera i 28mila euro. Così formulata, la norma rischia di favorire anche contratti in dumping.”
La Cisl sottolinea inoltre che l’intervento va nella direzione del rafforzamento della contrattazione di secondo livello e della redistribuzione della ricchezza grazie a strumenti di produttività. L’organizzazione auspicava però il superamento del criterio di incrementalità nei parametri dei premi di risultato, misura che potrebbe ampliare l’accesso e incentivare la contrattazione decentrata non solo aziendale ma anche territoriale.
In questo contesto la Cisl rimarca l’assenza di un rifinanziamento del Fondo per la partecipazione, considerato essenziale per sostenere processi di coinvolgimento dei lavoratori e strumenti condivisi di produttività.
Critiche della Cgil e limiti temporali
La Cgil ha accolto freddamente le novità, evidenziando che oltre alla soglia di reddito la norma prevede una finestra temporale limitata ai rinnovi del 2025 e del 2026, elemento che può generare effetti distorsivi tra chi ha già rinnovato e chi lo farà in seguito.
Nicola Marongiu ha dichiarato:
“La limitazione della soglia e la finestra temporale rendono la misura insufficiente: è necessario un intervento più ampio e strutturale. Avremmo preferito un intervento sulla tassazione complessiva dei salari piuttosto che ulteriori agevolazioni mirate solo ai contratti di produttività, che comunque riguardano una parte limitata dei lavoratori.”
La segnalazione della Cgil richiama inoltre la riduzione dal 5% all’1% dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato: pur apprezzando il taglio, il sindacato ritiene che la misura non incida sufficientemente sulla platea salariale complessiva.
Chi beneficia e possibili distorsioni
L’effetto più immediato delle norma proposta è la creazione di un incentivo fiscale per aumenti salariali legati ai rinnovi contrattuali, ma la combinazione di soglia reddituale e finestra temporale solleva due tipi di problemi: copertura limitata e potenziali distorsioni concorrenziali tra imprese. Settori che hanno già aggiornato i contratti o categorie con redditi medi superiori alla soglia risulteranno esclusi, con il rischio di aumentare le disuguaglianze interne al mercato del lavoro.
Un altro elemento da considerare è l’ampiezza della platea effettiva dei beneficiari dei contratti di produttività, stimata intorno a pochi milioni di lavoratori: questo spiega perché alcuni sindacati spingono per interventi più generali sulla tassazione del lavoro e per forme di contrattazione che vadano oltre l’azienda, includendo ambiti territoriali e settoriali più ampi.
Proposte di policy e impatto istituzionale
Sul piano delle politiche pubbliche, le alternative possibili includono l’eliminazione o l’innalzamento della soglia reddituale, l’estensione della finestra temporale o la trasformazione dell’agevolazione in uno strumento stabile e più ampio di detassazione dei redditi da lavoro. Ogni opzione comporta valutazioni di impatto sul bilancio pubblico e sugli obiettivi di equità e produttività.
Un approccio complementare potrebbe prevedere interventi sulla fiscalità dei salari per aumentare il potere d’acquisto in modo generalizzato, insieme a politiche che rafforzino la contrattazione territoriale e il finanziamento di strumenti partecipativi come il Fondo per la partecipazione, utili a promuovere processi condivisi di aumento della produttività e distribuzione dei benefici.
Conclusione
In vista dell’approvazione definitiva del provvedimento di Bilancio, la discussione rimane aperta. Le organizzazioni sindacali chiedono correzioni per evitare esclusioni ingiustificate e per trasformare in modo strutturale gli incentivi alla produttività in strumenti più inclusivi e coordinati con una politica fiscale volta a sostenere la crescita salariale e la competitività.