ETHZilla (ETHZ) vende ETH per finanziare massicci riacquisti

La società di tesoreria in asset digitali focalizzata su Ethereum, ETHZilla (ETHZ), ha venduto venerdì circa 40 milioni di dollari in ether (ETH) a un prezzo indicativo di 4.125,65 dollari per unità, secondo quanto comunicato dalla società.

Parte del ricavato è stata immediatamente utilizzata per riacquistare azioni proprie: dall’operazione di vendita la società ha riacquistato all’incirca 600.000 azioni per un controvalore di circa 12 milioni di dollari, nell’ambito di un piano di buyback complessivo da 250 milioni di dollari approvato dal consiglio di amministrazione.

Dettagli sulle operazioni e strategia di buyback

La società ha dichiarato l’intenzione di proseguire con ulteriori riacquisti utilizzando la liquidità derivante dalla vendita di ETH, con l’obiettivo di continuare a vendere criptovaluta per finanziare altri buyback “finché lo sconto sul NAV non si normalizza”. Al momento, il portafoglio della tesoreria comprende ancora circa 400 milioni di dollari in ETH.

L’operazione ha coinciso con una fase di volatilità del mercato: le vendite di ETH di venerdì sembrano essere avvenute nella zona dei 3.900 dollari, mentre il prezzo della criptovaluta è poi salito fino a circa 4.250 dollari durante il fine settimana, per poi stabilizzarsi intorno ai 4.150 dollari.

Il riacquisto di azioni ha prodotto un effetto immediato sul titolo: le azioni di ETHZ sono salite del 14,5% nella sessione successiva, con un’ulteriore crescita di circa il 12% nelle contrattazioni after-hours dopo l’annuncio del buyback.

Perché i buyback sono importanti per le società con tesorerie in cripto

Negli ultimi mesi molte società che detengono asset digitali in tesoreria hanno visto i propri corsi azionari scendere al di sotto del valore patrimoniale netto, o NAV, delle attività sottostanti. Quando il prezzo di borsa è in sconto rispetto al NAV, le società possono trovare conveniente riacquistare azioni per ridurre il flottante e aumentare il valore patrimoniale per azione.

Ridurre il numero di azioni disponibili ha anche un impatto operativo: limita la quantità di titoli che possono essere presi in prestito per attività di short selling e può creare una maggiore stabilità del titolo se la domanda rimane costante o aumenta.

Nel caso di ETHZilla, il titolo aveva subito una forte contrazione: dalla punta di agosto è sceso fino al 90% e, secondo i dati di mercato, si è trovato a essere scambiato con uno sconto indicativo del 30% rispetto al NAV. Questo ha complicato la possibilità di raccogliere nuovi fondi vendendo azioni, rendendo i buyback uno strumento praticabile per aumentare il valore per azione senza emettere nuove azioni.

Implicazioni per gli investitori e il settore

Per gli azionisti, un programma di riacquisto può rappresentare un segnale di fiducia da parte del management sull’andamento futuro del valore delle attività sottostanti, in questo caso le partecipazioni in ETH. Tuttavia, l’efficacia del buyback dipende dalla gestione del capitale, dai tempi delle vendite di criptovalute e dalla volatilità del mercato.

Per il settore delle tesorerie digitali in generale, le difficoltà nell’accesso al capitale tramite emissione azionaria evidenziano come la valutazione di mercato possa influenzare la strategia di crescita: titoli scambiati a sconto riducono la capacità delle società di aumentare esposizione in criptovalute senza diluire i soci.

Le autorità di vigilanza e gli investitori istituzionali osservano con attenzione queste dinamiche, poiché la gestione delle riserve in asset digitali richiede procedure chiare di governance, controllo del rischio e trasparenza sui criteri con cui si eseguono vendite e riacquisti.

McAndrew Rudisill said:

“Procedendo con riacquisti opportunistici mentre il nostro titolo è scambiato sotto il NAV, intendiamo ridurre il numero di azioni disponibili per attività di prestito e aumento, contribuendo così ad aumentare il valore patrimoniale per azione della società.”

La strategia adottata da ETHZilla mette in luce il dilemma tipico delle società con ampie riserve in criptovalute: bilanciare la necessità di liquidità per operare e finanziare iniziative con l’obiettivo di proteggere e valorizzare il capitale degli azionisti nel medio-lungo termine.