Borsa: l’Asia parte a razzo, Tokyo e Seul segnano nuovi record

Estremo Oriente chiude la prima seduta della settimana con un rialzo marcato: la Borsa di Tokyo registra un forte aumento e il Nikkei supera per la prima volta la soglia dei 50.000 punti, sostenuto dall’ottimismo degli operatori sulle prospettive del commercio globale in vista dell’incontro tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, previsto giovedì in Corea del Sud.

Il Nikkei ha chiuso con un progresso del 2,46% a quota 50.512,32, pari a un guadagno di circa 1.212 punti rispetto alla chiusura precedente. In apertura la seduta aveva già mostrato segnali positivi, con l’indice che saliva sopra i 49.800 punti.

Sul fronte valutario lo yen prosegue il suo indebolimento, attestandosi sui 152,80 rispetto al dollaro e sui 177,80 rispetto al euro. Questo movimento riflette la divergenza nelle aspettative di politica monetaria e la propensione degli investitori al rischio, oltre a eventuali interventi o dichiarazioni attese dalla Banca del Giappone.

Andamento della Borsa di Tokyo

La performance del mercato giapponese è stata alimentata principalmente dalle speranze di un’intesa commerciale tra le grandi economie, elemento che tende a favorire i titoli ciclici ed esportatori. L’aumento del Nikkei riflette inoltre la propensione degli investitori internazionali a cercare rendimenti azionari in un contesto di rischio ridotto e tassi reali contenuti.

Se confermate, le attese di progressi nelle trattative tra Stati Uniti e Cina potrebbero sostenere flussi di capitale verso i mercati azionari asiatici; tuttavia, la situazione resta sensibile a sviluppi politici e a dati macroeconomici che potrebbero invertire rapidamente il sentiment.

Superamento dei 4.000 punti per il Kospi

Anche la Corea del Sud ha registrato un traguardo storico: il Kospi ha oltrepassato per la prima volta i 4.000 punti, chiudendo la prima ora di contrattazioni intorno a 4.031 punti, con un progresso mattutino superiore al 2%.

Il rialzo è stato favorito dalle notizie sui colloqui che si sono svolti in Malesia, in cui i negoziatori avrebbero compiuto passi avanti verso un possibile accordo commerciale tra le due grandi potenze. Per un’economia fortemente orientata all’export come quella sudcoreana, notizie di questo tipo tendono a sostenere i titoli dei settori tecnologico e manifatturiero.

L’impulso positivo sui listini asiatici potrebbe tradursi in effetti rilevanti sui piani macro e societari: corsi azionari più alti migliorano la fiducia dei consumatori e delle imprese, ma aumentano anche l’esposizione alla volatilità qualora le trattative non portassero a risultati concreti.

In sintesi, i mercati restano in una fase di attesa selettiva: gli operatori guardano ai negoziati tra Stati Uniti e Cina, alle mosse delle banche centrali e ai dati economici nei prossimi giorni per valutare la sostenibilità del recente rialzo e i rischi potenziali per i portafogli.