Tessile europeo in svolta circolare: dai paesi nordici alla Spagna e alla Croazia, riciclo e progetti in forte crescita

Invertire la tendenza attuale costruendo una filiera del tessile più sostenibile e circolare è l’obiettivo di numerosi progetti europei che mirano a ridurre sprechi e impatti ambientali nel settore dell’abbigliamento e dei tessuti.

Ogni anno gli europei consumano in media circa 26 chili di tessuti a persona, e una quota significativa di questi materiali finisce tra i rifiuti. A livello globale, la crescita della produzione tessile negli ultimi decenni ha accentuato pressioni su risorse, acqua ed energia, rendendo urgente un ripensamento dei modelli produttivi e di consumo.

Nei Paesi scandinavi è nato il progetto Trad, cofinanziato dal programma Interreg Svezia-Norvegia, che mette in rete amministrazioni locali, imprese attive nel riciclo e produttori tessili per sperimentare soluzioni innovative per la raccolta, lo smistamento e il riutilizzo dei materiali.

Obiettivi del progetto e approccio operativo

Trad punta a testare nuovi modelli organizzativi e tecnologici volti a favorire la transizione verso una catena di valore circolare, valorizzando il riuso e aumentando la qualità dei materiali recuperati per reintrodurli nei processi produttivi.

Il progetto opera in sinergia con iniziative affini, come Threads e SorTex, avviate nel 2024 e orientate a coprire diverse fasi della filiera: dalla raccolta differenziata agli impianti di selezione, fino alle tecnologie di rigenerazione delle fibre.

Contesto europeo e motivazioni politiche

Secondo le analisi comunitarie, il settore tessile ha impatti rilevanti sul territorio: è tra i principali utilizzatori di acqua e suolo e contribuisce in modo consistente all’uso di materie prime ed alle emissioni di gas serra. Per questa ragione, le istituzioni dell’UE promuovono misure volte a ridurre gli effetti ambientali lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti tessili.

Tra i dati di riferimento: la produzione globale di tessuti è quasi raddoppiata tra il 2000 e il 2015 e il consumo di abbigliamento e calzature è previsto in forte crescita nei prossimi anni, elementi che aumentano la necessità di politiche e investimenti per prevenire ulteriori impatti sulle risorse naturali e sul clima.

Dimensione economica e occupazionale del settore

Il comparto tessile europeo conta oltre 160.000 aziende e impiega più di 1,5 milioni di persone. Nel 2019 il fatturato del settore è stato stimato intorno a 162 miliardi di euro, con una prevalenza di piccole e medie imprese che costituiscono l’ossatura del tessuto produttivo.

Per garantire la competitività e la resilienza del settore, è necessario accompagnare le imprese nella transizione post Covid-19 attraverso sostegni alla riconversione produttiva, investimenti in ricerca e sviluppo, e azioni per rafforzare le competenze della forza lavoro.

Strumenti tecnici e politici per la circolarità

Le strategie per rendere il tessile più circolare includono l’adozione di meccanismi di responsabilità estesa del produttore, lo sviluppo di sistemi di raccolta e selezione dedicati, e l’implementazione di tecnologie di rigenerazione come il riciclaggio meccanico e il riciclaggio chimico.

Strumenti digitali, come il passaporto digitale dei prodotti, possono migliorare la tracciabilità e la qualità delle materie prime seconde, mentre politiche di incentivazione finanziaria e partenariati pubblico-privati sono fondamentali per sostenere gli investimenti infrastrutturali.

Ostacoli e possibili soluzioni

Tra le principali sfide rimangono la mancanza di infrastrutture di raccolta adeguate, costi di trattamento elevati, la variabilità qualitativa dei materiali recuperati e la necessità di creare mercati stabili per le fibre rigenerate. Superare questi ostacoli richiede coordinamento tra amministrazioni locali, imprese e autorità regolatorie.

Azioni pratiche includono la standardizzazione dei processi di selezione, l’armonizzazione delle norme tecniche a livello europeo, programmi di formazione per i lavoratori del settore e campagne di sensibilizzazione dei consumatori per favorire pratiche di acquisto e smaltimento più responsabili.

Prospettive e impatti attesi

I progetti come Trad, insieme alle iniziative parallele, mirano a costruire una catena di valore circolare che coniughi innovazione industriale, sostenibilità ambientale e competitività economica. Se accompagnati da politiche efficaci e investimenti mirati, questi interventi possono ridurre rifiuti, conservare risorse e creare nuove opportunità occupazionali nel settore.

Il successo di tali iniziative dipenderà dalla capacità di integrare soluzioni tecnologiche, regolatorie e di mercato, promuovendo al contempo una transizione equa per le imprese e i lavoratori coinvolti.



Author: Tony
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