Proposta di igp per valorizzare il corallo e il cammeo di Torre del Greco
- 26 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Pronta la proposta di riconoscimento IGP per il corallo e il cammeo di Torre Del Greco. L’iniziativa, avviata da Assocoral e affidata al Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, ha ricevuto nuovo impulso grazie al sostegno del Distretto Orafo della Campania (D.OR), che a un anno dalla costituzione sta promuovendo un ampio pacchetto di interventi per rafforzare il comparto orafo locale e fronteggiare le ripercussioni delle tensioni geopolitiche sui prezzi di oro e dei preziosi.
Vincenzo Giannotti ha detto:
“Il riconoscimento della Indicazione geografica protetta per corallo e cammeo è un progetto in cui crediamo fermamente: si tratta di produzioni del nostro territorio, realizzate con grande maestria, che vanno tutelate e valorizzate.”
La proposta trae origine dalla possibilità introdotta dalla normativa europea di estendere la tutela delle IGP anche ad ambiti artigianali e industriali non alimentari. Il Consorzio Corallo e Cammeo Torrese ha già ottenuto il riconoscimento a livello nazionale, predisponendo due disciplinari distinti, uno dedicato al corallo e l’altro al cammeo, come primo passo verso la certificazione comunitaria.
Vincenzo Giannotti ha detto:
“Il prossimo step è fissato al 1° dicembre 2025, quando Bruxelles renderà disponibile la piattaforma per l’invio delle domande di riconoscimento europeo. Nel frattempo l’Italia ha recepito le direttive e sta predisponendo la documentazione necessaria.”
Per ora la mobilitazione a livello nazionale è ancora contenuta: sono attivi solo pochi consorzi che hanno avviato pratiche analoghe. Tuttavia, l’esperienza delle IGP nel settore alimentare dimostra come il marchio geografico possa creare valore aggiunto, soprattutto sui mercati esteri, e il modello sviluppato per Torre Del Greco è già indicato come replicabile in altri contesti artigianali.
Vincenzo Giannotti ha detto:
“Per la verità in tutta Italia per ora si sono mossi solo sei consorzi di imprese artigianali. Sappiamo però che l’IGP alimentare ha generato indubbi benefici sul piano commerciale, quindi anche in questo caso potrebbero aprirsi opportunità importanti.”
Progetti del Distretto e richieste di finanziamento
Il Distretto Orafo della Campania, che ha tra i soci fondatori il Tarì, Oromare e il Borgo Orefici, ha messo a sistema una serie di progetti presentati alla Regione Campania. L’insieme delle iniziative prevede investimenti stimati in circa 65 milioni di euro per attività che vanno dalla ricerca e sviluppo alla qualificazione della produzione, accompagnate da richieste di contributo pubblico per sostenere la loro realizzazione.
Vincenzo Giannotti ha detto:
“Siamo partiti dall’analisi dei fabbisogni delle imprese che compongono la rete: dal punto di vista formale questa è la funzione del nostro distretto. Dallo studio sono emerse necessità precise: istituire un Osservatorio di settore, creare un Marchio del D.OR. Campania e dei suoi prodotti, e implementare un piano di digitalizzazione.”
Tra gli obiettivi concreti indicati nel piano vi è l’istituzione di un Osservatorio per monitorare trend produttivi, mercati e criticità della filiera; la creazione di un marchio territoriale che identifichi l’origine e la qualità dei prodotti e un programma di digitalizzazione per modernizzare processi produttivi e commerciali, favorendo l’accesso all’e-commerce e ai canali internazionali.
Per l’attuazione dei primi interventi il Distretto ha avviato una collaborazione con Officina Vanvitelli, la struttura per il design e la creatività della Università Vanvitelli, con la quale è stato avviato uno studio dedicato all’identità del gioiello campano. Lo studio verrà presentato nella sede del Tarì a Marcianise, in provincia di Caserta, come tappa iniziale per condividere risultati e passi successivi con le imprese e le istituzioni territoriali.
Dal punto di vista amministrativo il percorso verso il riconoscimento europeo richiederà la predisposizione di un dossier tecnico-amministrativo dettagliato, la dimostrazione del legame tra prodotto e territorio attraverso i disciplinari e il coordinamento tra consorzi, distretto e autorità nazionali. Sul piano economico, il consolidamento di un marchio territoriale e la formalizzazione della IGP potrebbero contribuire a stabilizzare le filiere locali, aumentare il valore delle esportazioni e favorire la resilienza del settore rispetto alle oscillazioni dei mercati internazionali.