Soldati italiani all’estero: così la Difesa rafforza lo scudo contro i droni
- 25 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un decreto del Ministero della Difesa, trasmesso il 6 ottobre alla Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato per il rilascio di un parere, definisce un programma pluriennale dedicato alla protezione dalle minacce di fuoco indiretto e all’acquisizione di sistemi di difesa aerea a cortissima portata destinati alle unità di artiglieria del Esercito.
Il provvedimento è stato presentato come programma denominato SMD 13/2025 e rappresenta la prosecuzione del precedente piano SMD 04/2024, già esaminato in Commissione nell’autunno 2024 quale atto del Governo n. 215, relativo all’adozione di sistemi contro minacce di tipo Rocket, Artillery and Mortar per le unità contraeree di terra.
Marco Dreosto ha illustrato i contenuti e gli obiettivi del programma alla Commissione:
“Scaturisce dall’urgenza di colmare il gap capacitivo della Difesa nel settore della protezione attiva dalle minacce Indirect Fire (IDF), per garantire la sicurezza del personale, delle infrastrutture e degli equipaggiamenti contro munizionamenti autopropulsi o non guidati, nonché contro velivoli a pilotaggio remoto di massa inferiore ai 150 chilogrammi.”
Obiettivo operativo e contesto strategico
Il programma intende rafforzare il dispositivo di protezione delle basi dei contingenti nazionali schierati all’estero, migliorando la capacità di contributo nazionale nell’ambito della Alleanza Atlantica. Tale iniziativa si inserisce nella logica di Force Protection, finalizzata a tutelare forze, materiali e infrastrutture da attacchi a distanza e da piattaforme a basso costo ma ad alta efficacia operativa.
L’evoluzione dello scenario operativo mostra, infatti, un impiego crescente di assetti meno costosi e più agili — come droni delle categorie Mini e Micro, munizioni circuitanti (loitering munitions) e proiettili d’artiglieria o di mortaio — che possono arrecare danni significativi alle unità sul terreno. Parallelamente permangono minacce rappresentate da sistemi ad alta tecnologia disponibili in quantità limitata ma con prestazioni elevate.
Analisi della minaccia secondo la documentazione
La scheda tecnica allegata al decreto evidenzia la tendenza ad adottare soluzioni a basso costo e ampiamente disponibili che, combinate con sistemi più sofisticati, rendono necessaria una protezione stratificata e specifica per le installazioni e le unità sul terreno:
“L’impiego di droni Mini e Micro, munizioni circuitanti e munizionamento di artiglieria o mortaio rappresenta un rischio concreto per la sicurezza delle unità a terra; la soluzione proposta è pertanto funzionale a potenziare il dispositivo di protezione delle basi dei contingenti nazionali schierati all’estero.”
Cosa prevede il programma d’acquisto
Nel dettaglio, il piano prevede l’acquisizione, complessivamente, fino a quattro sistemi antimissile stationary C-RAM, ciascuno composto da postazioni con attuatori calibro 35 millimetri, sensori tattici per l’acquisizione bersaglio e una componente di Comando e Controllo da allocare alle unità contraeree dell’Esercito.
La fase oggetto dello schema di decreto riguarda in particolare l’acquisto di un sistema C-RAM stationary, il munizionamento operativo e addestrativo complementare per i sistemi in dotazione, attività di addestramento e un pacchetto di supporto logistico integrato pluriennale.
Il programma è pianificato su più anni, con un avvio stimato nel 2026 e una conclusione preliminare prevista nel 2028, in linea con le esigenze di sviluppo, integrazione e qualificazione delle capacità operative.
Impatto sull’industria nazionale e territori coinvolti
Le schede tecniche indicano che il programma coinvolgerà settori produttivi già interessati dal precedente SMD 04/2024, in particolare l’industria meccanica, degli esplosivi, l’elettronica, l’integrazione di sistemi, l’automotive e la sensoristica. Si prevede la partecipazione di fornitori e subfornitori distribuiti sul territorio nazionale.
Le realtà produttive maggiormente richiamate sono localizzate soprattutto nel Lazio, nel Trentino Alto Adige, in Lombardia e in Umbria, con ricadute positive attese in termini occupazionali, incremento del know‑how tecnologico e opportunità per piccole e medie imprese nell’indotto della difesa.
Procedure, governance e rilevanza politico‑militare
Il decreto, una volta trasmesso, sarà valutato dalla Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato per l’espressione del parere parlamentare richiesto. L’iter include l’analisi tecnica, la verifica della compatibilità con le strategie nazionali e alleate e la valutazione dell’impatto economico‑industriale nel breve e medio termine.
Dal punto di vista politico‑militare, il rafforzamento delle capacità di protezione contro le minacce Indirect Fire (IDF) contribuisce a migliorare la resilienza delle forze dispiegate all’estero, a garantire il rispetto degli impegni assunti in sede alleata e a sostenere la deterrenza attraverso la protezione delle infrastrutture e del personale.
Considerazioni finali e prospettive
Il programma SMD 13/2025 si pone quindi come misura operativa e industriale per colmare lacune capacitive evidenziate dall’evoluzione delle minacce moderne. L’implementazione richiederà coordinamento tra le strutture della Difesa, le imprese fornitrici e le commissioni parlamentari, nonché un monitoraggio continuo dell’efficacia delle soluzioni adottate nel contesto operativo reale.