Se la correzione sana di JP Morgan è alle porte, 6 mosse che ogni investitore dovrebbe ricordare

Molti commentatori finanziari invitano a «comprare nei ribassi», mentre gestori di portafoglio trentenni — che non hanno mai sperimentato un vero crollo del mercato — restano ottimisti. I professionisti più esperti osservano però segnali che ricordano eventi passati: nel 1987 il Dow Jones Industrial Average crollò del 22% in un solo giorno; un calo percentuale analogo oggi si tradurrebbe in una perdita di circa 11.000 punti sull’indice.

Con tutti gli indici principali ai massimi storici, è plausibile che ci troviamo su un crinale verso una correzione significativa. Diversi fattori possono spingere i corsi al ribasso: un rialzo dell’inflazione, la persistenza del conflitto in Ucraina, un deterioramento della situazione nel Medio Oriente e il peggioramento del debito pubblico negli Stati Uniti, che si avvicina a quota 38 trilioni di dollari. In presenza di questi rischi, la direzione di minor resistenza per i mercati sarebbe probabilmente verso il basso.

Al tempo stesso, ci sono elementi di stabilità: famiglie e imprese appaiono complessivamente in buona forma finanziaria, con portafogli azionari e prezzi immobiliari cresciuti negli ultimi anni. Il sistema economico non sembra in procinto di collassare come avvenne nel 2008 con il fallimento di Bear Stearns e Lehman Brothers, episodio che portò all’acquisizione di Merrill Lynch da parte di Bank of America. Questa differenza non elimina il rischio, ma modifica il contesto e le possibili misure di prevenzione.

Costruire una posizione di liquidità

Una strategia prudente consiste nel creare una riserva di liquidità, seguendo l’esempio dei grandi investitori come Warren Buffett che mantengono «polvere secca» in vista di correzioni. Accumulare contanti permette di acquistare asset a prezzi scontati quando si verificano ribassi marcati e riduce la necessità di vendere in condizioni avverse.

Una pratica concreta è il tax-loss harvesting: compensare perdite con plusvalenze, anche quelle di breve termine, per liberare liquidità e ottimizzare la posizione fiscale. Questa operazione richiede attenzione alle regole fiscali locali e al calendario degli scambi.

Limitare l’uso del margine

È importante comprendere che il margine rappresenta denaro preso in prestito dal broker per acquistare titoli. Quando i mercati sono favorevoli, usare leva può amplificare i rendimenti, ma in fasi di alta volatilità può rapidamente distruggere il capitale degli investitori individuali. Ridurre o eliminare posizioni con leva su titoli momentum ad alta volatilità è una misura difensiva sensata.

L’oro come copertura

Il oro rimane uno degli strumenti più utilizzati per mitigare il rischio sistemico. Storicamente tende a performare bene durante crisi di mercato e periodi di incertezza geopolitica o inflazionistica. Una posizione sull’oro può quindi contribuire a limitare le perdite complessive del portafoglio in caso di forte discesa azionaria.

Reinvestimento dei dividendi

Attivare il reinvestimento dei dividendi nelle componenti azionarie e nei fondi di investimento può favorire una crescita del patrimonio nel lungo periodo. Il meccanismo automatico compra più azioni quando i prezzi scendono, aumentando l’esposizione a condizioni più vantaggiose, e ne compra meno quando i corsi salgono.

Investire nel mattone con prudenza

L’acquisto di immobili da affittare può rappresentare una fonte di reddito passivo e una protezione contro l’inflazione. Se si dispone di una liquidità straordinaria — ad esempio un’eredità o una plusvalenza rilevante — valutare investimenti immobiliari a reddito può essere sensato, considerando però i costi di gestione e la disciplina finanziaria richiesta.

Negli ultimi anni i tassi ipotecari sono aumentati: il tasso fisso a 30 anni ha raggiunto punte vicino al 7,25% in alcuni periodi, mentre prodotti garantiti come certe ipoteche FHA sono tornati su livelli più contenuti (intorno al 6-6,5% in certi momenti). Questi livelli restano alti rispetto al decennio precedente e vanno valutati nell’analisi della redditività dell’investimento immobiliare.

Strumenti a breve termine e conti liquidi

Per chi preferisce ridurre il rischio azionario, i titoli di Stato a breve termine costituiscono un’opzione solida. I Treasury a due anni, essendo garantiti dalla piena fede e credito degli Stati Uniti, offrono rendimenti competitivi rispetto a strumenti più rischiosi. Allo stesso modo, i certificati di deposito a un anno e i conti di mercato monetario assicurati dal FDIC per importi fino a 250.000 dollari possono dare rendimenti stabili e liquidità giornaliera.

Attualmente sul mercato si possono trovare rendimenti di breve termine che variano, con i certificate di deposito che in alcuni casi offrono tassi prossimi al 4% e conti mercato fra il 3,5% e il 4%, a seconda della banca e delle condizioni di mercato.

Ribilanciamento e tolleranza al rischio

Un’azione fondamentale è il regolare ribilanciamento del portafoglio per mantenere l’allocazione coerente con gli obiettivi e la tolleranza al rischio personali. In presenza di forti rialzi azionari, la revisione degli asset può ridurre l’esposizione e preservare capitale in vista di una possibile correzione.

Infine, è consigliabile monitorare costantemente evoluzioni macroeconomiche e geopolitiche, valutare l’impatto delle decisioni della Federal Reserve sui tassi e consultare un consulente finanziario qualificato per adattare le strategie alle esigenze individuali.