Perché le sanzioni tremende di Trump contro la Russia sono più di una sceneggiata
- 25 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La reazione russa alle nuove misure punitive annunciate dagli Stati Uniti è stata variegata: la veemenza di Dmitrij Medvedev, che ha definito le azioni «un atto di guerra contro la Russia», convive con il tono più calcolato di Vladimir Putin, il quale ha minimizzato l’impatto immediato sulle dinamiche economiche del paese pur condannando le sanzioni come «ostili».
Reazioni ufficiali
Dmitrij Medvedev ha dichiarato:
“Questo rappresenta un vero e proprio atto di guerra contro la nostra nazione.”
Vladimir Putin ha dichiarato:
“Si tratta di un atto ostile che non rafforza le relazioni tra Russia e Stati Uniti. Nonostante causerà perdite, l’economia russa ha basi solide nel suo settore energetico.”
Maria Zakharova ha dichiarato:
“Le restrizioni non avranno l’effetto sperato in Europa e a Washington: la Russia ha sviluppato anticorpi che la rendono sostanzialmente immune.”
Contenuto delle nuove sanzioni e tempistica
Le misure annunciate comprendono un ordine esecutivo identificato come ordine esecutivo n. 14024 emanato dal Tesoro americano, che mira in particolare alle due maggiori compagnie petrolifere russe, Rosneft e Lukoil, e a numerose loro controllate. In sostanza vengono bloccati beni e attività collegati a queste società sul territorio statunitense e vietate le transazioni degli Stati Uniti con tali asset, fatti salvi specifici casi di esenzione.
L’ordine introduce inoltre la prospettiva di misure contro banche ed enti finanziari esteri che, a partire dal 21 novembre, dovessero facilitare transazioni significative con le società designate o fornire servizi al sistema militare-industriale russo: una forma di sanzioni secondarie pensata per dissuadere partner commerciali di ampia scala.
Reazioni politiche e diplomatiche
Il provvedimento segue decisioni politiche prese dalla nuova amministrazione, accompagnate da annunci pubblici e da cambi di programma diplomatici, come il rinvio del previsto incontro bilaterale. Donald Trump ha dichiarato di aver annullato un summit previsto con Vladimir Putin, motivando la decisione con la necessità di adottare misure più incisive.
Donald Trump ha dichiarato:
“Ho avuto la sensazione che non saremmo arrivati al punto in cui dobbiamo arrivare, quindi l’ho cancellato.”
Donald Trump ha dichiarato:
“È arrivato il momento di colpire la Russia con sanzioni tremende.”
Effetti attesi sul mercato energetico
Secondo la lettura ufficiale del Cremlino, il contributo della Russia agli equilibri energetici globali resta fondamentale e non potrà essere sostituito rapidamente. La possibilità che forniture di petrolio russo vengano rimpiazzate richiede tempo e riorganizzazioni logistiche e contrattuali su scala internazionale.
Per i grandi importatori — in particolare India, Cina e Turchia — la minaccia di sanzioni secondarie rappresenta un deterrente teorico, ma la vera efficacia dipenderà dalla volontà di questi paesi di rinunciare a forniture energetiche essenziali o dall’entità della perdita di accesso ai mercati finanziari statunitensi.
Possibili contromisure e vie di elusione
Esperti di strategia avvertono che, fino all’entrata in vigore delle sanzioni più severe, le compagnie coinvolte e i loro partner possono tentare varie contromisure. Phillips O’Brien, docente di Studi Strategici, sottolinea come le imprese abbiano tempo per riorganizzare i flussi commerciali: accelerare acquisti prima della scadenza, spostare transazioni attraverso entità intermedie, o ridurre l’uso del dollaro nelle operazioni.
Tali pratiche includono la creazione di società schermo o la negoziazione in valute locali e sistemi di pagamento alternativi, passaggi che complicano l’applicazione pratica delle sanzioni secondarie e richiedono un’intensa attività di monitoraggio e coordinamento internazionale da parte delle autorità di vigilanza.
Vincoli e limiti dell’azione statunitense
Il potere del Tesoro americano di colpire terze parti dipende in larga misura dalla dipendenza di tali soggetti dal sistema finanziario statunitense. Se le relazioni con gli Stati Uniti si sono già molto diradate, l’effetto deterrente delle sanzioni diminuisce. Per esempio, Rosneft era già nella lista nera del Tesoro dal 2020, mentre Lukoil mantiene una presenza commerciale limitata nel Nord America tramite una controllata che gestisce alcuni punti vendita sul territorio di New York, New Jersey e Pennsylvania.
La storia delle grandi compagnie energetiche russe è legata a trasformazioni politiche e giudiziarie: la nascita di Rosneft è collegata alla dissoluzione di Yukos, la compagnia un tempo diretta da Mikhail Khodorkovskij, vicenda che continua a influenzare la percezione internazionale del settore.
Implicazioni strategiche e scenari futuri
Dal punto di vista geopolitico, l’obiettivo dichiarato delle misure è limitare le risorse finanziarie disponibili per il potenziale sforzo bellico, cercando di spingere verso una rinegoziazione politica. Tuttavia, la resilienza dell’economia russa, le alternative commerciali e la complessità delle catene di fornitura energetiche rendono incerta la capacità immediata di queste sanzioni di costringere un cambiamento rapido delle politiche di Mosca.
L’efficacia finale dipenderà da più fattori: il livello di coordinamento tra alleati occidentali, la fermezza nell’applicazione delle sanzioni da parte del Tesoro americano, la reazione degli acquirenti asiatici e mediorientali di idrocarburi, e la capacità della Russia di adattare i suoi canali commerciali e finanziari. Nei prossimi mesi si valuterà se le misure avranno un impatto progressivo sulla capacità di finanziare attività militari o se si tradurranno principalmente in uno scontro prolungato di misure economiche e contromisure.