L’investimento esg perde smalto? le azioni esg continuano a sottoperformare lo S&P 500
- 25 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Negli ultimi dodici mesi gli investimenti orientati ai criteri ambientali, sociali e di governance hanno mostrato risultati inferiori rispetto al mercato generale, sollevando domande su efficacia e metodologie di selezione.
Secondo una sintesi di portafogli tematici, l’indice ESG selezionato ha registrato un rendimento medio annuale intorno al 4,3%, nettamente inferiore al rendimento del S&P 500, che nello stesso periodo si è attestato su circa il 15,9%.
La composizione del portafoglio ha contribuito al risultato: soltanto sei dei quindici titoli inclusi hanno sovraperformato l’indice di mercato e una sola delle strategie preferite ha ottenuto un rendimento superiore al S&P 500.
Contesto e cause dell’underperformance
Diversi fattori hanno inciso sulla performance delle azioni ESG. Tra questi sono stati segnalati il rialzo dei tassi d’interesse e le perturbazioni nelle catene di approvvigionamento, condizioni che hanno penalizzato ampiamente molte società, indipendentemente dalla loro classificazione ESG.
Inoltre, pressioni sui social media e spostamenti nelle priorità aziendali hanno indotto alcune imprese a rivedere o ridimensionare impegni pubblici legati ai criteri ambientali e di responsabilità sociale, creando incertezza tra gli investitori.
Anche il dibattito politico su temi come la diversità, l’equità e l’inclusione — spesso indicati con l’acronimo DEI — ha subito oscillazioni, in particolare in presenza di eventi elettorali rilevanti. Tuttavia, studi settoriali indicano che la debolezza delle azioni ESG nel 2022-2023 era già in atto prima di questi sviluppi politici e non può essere attribuita a un singolo fattore contingente.
Un’analisi di lungo periodo condotta da società di dati finanziari ha evidenziato che il 2023 è stato il peggior anno di calendario mai registrato per molte strategie ESG monitorate, con la performance relativa guidata dalla composizione dei titoli e dalle scelte metodologiche dei fornitori di indici e fondi.
Il rapporto con le società ad alta crescita e il ruolo dell’intelligenza artificiale
Un punto critico per molte strategie ESG è l’esclusione o la penalizzazione di aziende ad alto potenziale di crescita per motivi legati a emissioni, uso energetico o pratiche operative. Questo approccio può limitare l’esposizione a settori che hanno generato rendimenti elevati negli ultimi anni.
Per esempio, alcune liste tematiche hanno incluso aziende leader nel campo dell’AI come Microsoft e Nvidia, nonostante le preoccupazioni relative al consumo energetico elevato associato ai carichi di calcolo intensivi. L’inclusione è stata giustificata da obiettivi di sostenibilità dichiarati — ad esempio il target di neutralità carbonica — o da valutazioni sulla governance societaria.
Tuttavia, l’inserimento di società del settore tecnologico evidenzia una difficoltà pratica: i criteri ESG non sono sempre armonizzati tra fornitori di indici e fondi, e la stessa classificazione può dipendere da metriche diverse (emissioni dirette, energia utilizzata, gestione della governance, politiche sul personale, ecc.).
Implicazioni per investitori e mercati
Per gli investitori che intendono conciliare rendimento finanziario e obiettivi sostenibili è fondamentale comprendere la metodologia sottostante a ogni prodotto ESG: filtri di esclusione, punteggi di sostenibilità, approcci di engagement attivo e criteri di voto sono elementi che possono influenzare in modo significativo i risultati.
A livello regolamentare, strumenti come le norme sulla trasparenza degli investimenti sostenibili stanno cercando di ridurre la variabilità e il rischio di greenwashing; ad esempio, le iniziative promosse dall’Unione Europea come il regolamento sulla divulgazione della finanza sostenibile (SFDR) mirano a fornire regole più chiare per classificare e comunicare l’impatto ambientale e sociale dei prodotti finanziari.
Gli investitori dovrebbero considerare pratiche di gestione attiva e di engagement per influenzare la strategia delle società partecipate, oltre a diversificare il portafoglio e valutare l’orizzonte temporale dell’investimento: i benefici legati alla sostenibilità possono manifestarsi su periodi più lunghi rispetto alle fluttuazioni di breve termine del mercato.
Conclusione
La recente underperformance delle strategie ESG solleva questioni tecniche e strategiche più che una semplice condanna del concetto. La scelta tra valori e rendimento richiede analisi dettagliate, trasparenza metodologica e consapevolezza delle implicazioni regolamentari: solo così gli investitori possono prendere decisioni informate e coerenti con i propri obiettivi finanziari e di sostenibilità.