Verso l’adozione rapida degli stablecoin
- 24 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
In questa edizione della newsletter “Crypto for Advisors”, Parshant K. Kher di EY-Parthenon presenta i risultati dell’ultimo sondaggio sulle stablecoin, evidenziando l’ottimismo del settore dopo l’approvazione del GENIUS Act. Nella rubrica “Chiedi un esperto”, Kieran Mitha risponde alle principali domande su cosa siano le stablecoin, i loro impieghi e il quadro regolamentare in evoluzione. Un ringraziamento al patrocinatore di questa newsletter, Grayscale.
Adozione delle stablecoin: fase di accelerazione
Le stablecoin, a lungo considerate una componente di nicchia dell’economia digitale, stanno emergendo su larga scala man mano che istituzioni finanziarie e grandi imprese ne testano l’utilità. Le stime del mercato indicano che entro il 2030 le stablecoin potrebbero rappresentare tra il 5% e il 10% delle transazioni globali, con un valore stimato compreso tra 2,1 e 4,2 trilioni di dollari, a testimonianza del ruolo crescente in ambito commerciale.
La proposta di valore principale delle stablecoin è la capacità di abilitare regolamenti istantanei e di ridurre i costi di transazione rispetto ai sistemi tradizionali, particolarmente rilevante in contesti caratterizzati da cicli di compensazione plurigiornali e necessità di liquidità rapida. Tra gli scenari d’uso più promettenti figurano i pagamenti B2B transfrontalieri, dove l’adozione iniziale sta mostrando risultati concreti nel contenere costi e tempi.
L’approvazione del GENIUS Act ha ulteriormente rafforzato la fiducia: la capitalizzazione di mercato delle stablecoin è cresciuta significativamente nell’ultimo anno. Per approfondire la percezione del mercato, il team di EY-Parthenon ha condotto un sondaggio tra istituzioni finanziarie e grandi aziende per rilevare conoscenza, utilizzo e piani futuri relativi alle stablecoin. I risultati mostrano che la chiarezza normativa contribuisce a consolidare un interesse già diffuso.
Pagamenti transfrontalieri: risparmi e velocità
I pagamenti cross-border sono emersi come il caso d’uso principale tra gli utilizzatori aziendali delle stablecoin. Molte imprese segnalano risparmi significativi rispetto ai metodi tradizionali: una parte rilevante degli intervistati indica riduzioni dei costi superiori al 10%. Oltre al risparmio, la rapidità delle operazioni e il miglioramento della liquidità sono tra i fattori che spingono le aziende verso questi strumenti.
Nonostante l’entusiasmo, la mancanza di certezze regolamentari era stata segnalata come una barriera importante durante il dibattito legislativo che ha preceduto il GENIUS Act. Con la legge ora in vigore, è attesa una crescita della fiducia degli operatori e una conseguente accelerazione dell’innovazione nei servizi di pagamento basati su blockchain.
Il ruolo delle banche e le strategie di ingresso
Al momento una quota limitata di istituzioni finanziarie offre servizi legati alle stablecoin, ma l’interesse è in rapida crescita. Molte banche stanno esplorando opportunità sia per rispondere alla domanda dei clienti sia per sviluppare nuove linee di servizio. Le aree di maggiore concentrazione comprendono l’infrastruttura per l’accesso on/off-ramp alla finanza tradizionale e l’implementazione di portafogli digitali custoditi.
La strategia prevalente sembra essere ibrida: oltre la metà degli interlocutori prevede di combinare soluzioni interne con partnership esterne, mentre una quota significativa intende appoggiarsi a fornitori terzi per servizi di wallet e custodia. Solo una minoranza sta valutando l’emissione di una propria stablecoin garantita da valuta fiat.
Le motivazioni che spingono le istituzioni finanziarie a investire in questo ambito rispecchiano quelle segnalate dalle aziende: riduzione dei tempi di regolamento, contenimento dei costi e apertura a nuove opportunità di ricavo sono i driver principali. Inoltre, le stablecoin possono costituire un elemento distintivo nelle strategie di pagamento in un mercato sempre più competitivo.
Scala, infrastrutture e impatto macroeconomico
Il GENIUS Act introduce requisiti che richiedono alle stablecoin di essere sostenute da asset reali, aprendo la strada a strumenti garantiti da titoli di Stato a breve termine. In questo contesto, i Treasury statunitensi potrebbero assumere un ruolo centrale come collaterale, creando una nuova domanda per il debito pubblico e rinforzando, potenzialmente, il ruolo del dollaro come valuta di riserva attraverso emissioni di stablecoin collateralizzate.
L’adozione su larga scala richiederà però una rete infrastrutturale solida — includendo custodia sicura, interfacce di pagamento standardizzate e interoperabilità tra blockchain — nonché procedure operative che tutelino liquidità e resilienza dei sistemi di regolamento.
Conclusioni e prospettive
Con un quadro normativo più definito, il futuro delle stablecoin appare promettente: i benefici in termini di costi, velocità e liquidità le rendono particolarmente adatte ai pagamenti internazionali e ad altri servizi finanziari che richiedono efficienza. L’espansione dell’adozione potrebbe stimolare una più ampia innovazione nell’ecosistema degli asset digitali, con vantaggi sia per le imprese sia per le istituzioni finanziarie che sapranno integrare queste soluzioni nei propri processi.
Chiedi un esperto: domande frequenti sulle stablecoin
Domanda: Cosa sono le stablecoin e come mantengono il valore agganciato a monete tradizionali?
Risposta: Le stablecoin sono token digitali progettati per mantenere un valore stabile, spesso agganciato a una valuta tradizionale come il dollaro statunitense. Esistono diversi modelli: alcune sono supportate da riserve in valuta fiat e titoli di Stato a breve termine (esempi noti includono USDC e Tether), altre si basano su riserve in criptovalute oppure su meccanismi algoritmici. L’obiettivo è offrire la velocità e l’accessibilità delle tecnologie blockchain senza la volatilità tipica delle criptovalute non garantite.
Domanda: Perché le stablecoin stanno diventando rilevanti per finanza e commercio?
Risposta: Le stablecoin consentono di trasferire valore equivalente a valuta fiat in modo rapido e a costi inferiori rispetto ai canali tradizionali, riducendo la dipendenza da intermediari bancari e dalle tempistiche di regolamento. Sono impiegate per scambiare asset digitali, per regolare transazioni transfrontaliere e per spostare fondi tra società e sistemi di pagamento. Nei mercati emergenti offrono inoltre accesso a un’unità di conto più stabile quando le valute locali sono sottoposte a forte inflazione o instabilità.
Domanda: Quali sono i principali rischi associati alle stablecoin e come rispondono le autorità di controllo?
Risposta: Il rischio predominante riguarda la fiducia nelle riserve: è essenziale che ogni token sia effettivamente coperto da asset di alta qualità e liquidità, disponibili per il rimborso 1:1. Quando la trasparenza delle riserve è insufficiente, anche piccoli dubbi possono scatenare prelievi massicci e tensioni sulla liquidità. Le autorità internazionali e nazionali stanno quindi introducendo requisiti più stringenti su trasparenza, riserve e governance. Alcuni Paesi propongono licenze specifiche e requisiti di riserva pienamente garantita, mentre altre banche centrali mantengono limitazioni finché non saranno soddisfatte condizioni di sicurezza sistemica. L’obiettivo regolamentare comune è preservare la stabilità finanziaria senza soffocare l’innovazione utile per i pagamenti.