Trump punta sul calcolo quantistico: riusciranno RGTI, QBTS, IONQ o QUBT a imporsi?
- 23 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Un recente rapporto giornalistico ha riacceso l’interesse per il settore del calcolo quantistico, sostenendo che il presidente Donald Trump stia promuovendo l’acquisizione da parte del governo degli Stati Uniti di partecipazioni in alcune aziende chiave del comparto.
Secondo la ricostruzione, le società coinvolte sarebbero Rigetti Computing, D-Wave Quantum, IonQ e Quantum Computing, con la possibilità che ciascuna riceva finanziamenti federali in cambio di quote azionarie. L’obiettivo dichiarato sarebbe rafforzare la leadership americana nelle tecnologie quantistiche in un contesto di forte competizione internazionale.
La notizia ha avuto un impatto immediato sui mercati: nella seduta premarket tutte e quattro le quotate hanno segnato rialzi a doppia cifra, invertendo una fase di calo delle ultime settimane che aveva interessato il comparto tecnologico.
Il Dipartimento del Commercio ha però smentito trattative in corso, definendo la vicenda al momento speculativa. Se confermata, la manovra segnerebbe un cambiamento significativo nel modo in cui Washington sostiene le tecnologie emergenti.
Precedenti e contesto storico
Non si tratta di una pratica del tutto nuova: il governo federale ha già acquisito partecipazioni in imprese private in situazioni ritenute strategiche o in crisi. Durante la crisi finanziaria del 2008, ad esempio, furono effettuati interventi che portarono alla partecipazione statale in gruppi come General Motors e American International Group, oltre a quote temporanee in istituti come Citigroup.
Più recentemente, l’amministrazione ha impiegato strumenti normativi e finanziari per favorire la produzione nazionale di semiconduttori: è stato trasformato parte del sostegno previsto dal CHIPS Act in partecipazioni dirette in aziende come Intel, con la motivazione della tutela della sicurezza nazionale e della resilienza della catena di approvvigionamento.
Altre operazioni pubbliche hanno riguardato partecipazioni in estrattive e minerarie, con acquisti o strumenti particolari da parte del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento dell’Energia, a sottolineare come governi e istituzioni intervengano dove sono in gioco interessi strategici.
Perché il calcolo quantistico è considerato strategico
Il calcolo quantistico viene percepito come un settore che può avere impatti rilevanti su capacità crittografiche, scoperta di farmaci, simulazioni chimiche e accelerazione di algoritmi di intelligenza artificiale. Queste potenzialità hanno conseguenze dirette su sicurezza, industria e competitività globale.
Per questo motivo il comparto è frequentemente in cima alle liste delle tecnologie critiche: un significativo vantaggio tecnologico può tradursi in superiorità commerciale e, in alcuni casi, in vantaggi strategici per lo Stato che lo possiede.
Le società nel mirino e i loro punti di forza
IonQ è nota per l’adozione di sistemi a ioni intrappolati e ha sviluppato partnership industriali con attori cloud come Microsoft e Amazon. Queste alleanze facilitano l’integrazione delle sue macchine in servizi aziendali su larga scala e rendono la società un candidato naturale per un’accelerazione verso la commercializzazione su vasta scala.
Rigetti si concentra su qubit superconduttori e su un approccio ibrido che combina elaborazione quantistica e classica, particolarmente adatto per problemi di ottimizzazione a breve termine. Precedenti contratti con il settore della difesa e la sua esperienza operativa potrebbero favorirla in caso di finanziamenti legati ad esigenze militari o di sicurezza.
D-Wave è specializzata nell’annealing quantistico, una tecnologia che si presta a risolvere problemi logistici e di ottimizzazione complessi. Un intervento pubblico potrebbe consolidare il suo ruolo commerciale, sfruttando una base clienti già consolidata in ambiti industriali e governativi.
Quantum Computing, che sviluppa soluzioni fotoniche a temperatura ambiente, rappresenta l’opzione più innovativa e potenzialmente economica per la diffusione su larga scala. Tuttavia, la sua dimensione più contenuta potrebbe limitare l’impatto immediato rispetto a concorrenti più affermati.
Possibili conseguenze e scenari politici
Se il governo dovesse effettivamente acquisire partecipazioni, i principali effetti attesi sarebbero un’accelerazione degli investimenti in ricerca e sviluppo e una riduzione della dipendenza dal capitale privato. Ciò potrebbe stimolare la nascita di collaborazioni pubblico-private su larga scala e indirizzare le priorità tecnologiche verso obiettivi di interesse nazionale.
Dal punto di vista geopolitico, un sostegno pubblico mirato al calcolo quantistico sarebbe un passo per contrastare l’avanzata tecnologica di altre potenze, in particolare della Cina, e per mantenere la leadership in settori chiave della trasformazione digitale e della difesa.
Sul piano economico, tuttavia, l’intervento statale solleva questioni di governance, conflitti di interesse e tempistiche di uscita dall’investimento pubblico. Occorrerà definire regole chiare per la gestione delle partecipazioni, la protezione della proprietà intellettuale e le condizioni di trasferimento tecnologico verso il settore privato.
Chi potrebbe beneficiare maggiormente
In uno scenario di acquisizioni pubbliche, i benefici maggiori andrebbero alle aziende che dimostrano applicazioni concrete per la sicurezza nazionale e la competitività industriale. In questo senso, IonQ e Rigetti appaiono avvantaggiate per l’ampiezza delle loro partnership e per l’applicabilità delle loro piattaforme a problemi reali.
D-Wave potrebbe ottenere risultati rapidi grazie al suo orientamento applicativo e alla clientela esistente, mentre un impegno verso Quantum Computing segnalerebbe una volontà di puntare su tecnologie potenzialmente più economiche e scalabili nel lungo termine.
Considerazioni finali
La possibile trasformazione degli aiuti pubblici in partecipazioni dirette rappresenta uno strumento potente per orientare l’innovazione tecnologica. Se attuata, una strategia di questo tipo potrebbe velocizzare l’arrivo sul mercato di macchine quantistiche più robuste e accessibili, ma richiederebbe anche un quadro regolatorio solido per gestire rischi e aspettative.
Per il settore del calcolo quantistico l’ipotesi di investimenti governativi segnala l’ingresso in una fase in cui gli interessi industriali e strategici possono condizionare scelte tecnologiche e scenari competitivi a livello globale.