Logistica, la frode delle coop apri e chiudi che taglia i costi

Il primo segnale arriva dalle banche dati: compaiono società — spesso cooperative — con il profilo tipico delle partite Iva apri e chiudi, con vita aziendale breve, un’apparente presenza di dipendenti e significative irregolarità fiscali e contributive.

Su questa base prende avvio un’ampia attività investigativa della Guardia di finanza volta a scoprire l’illecita somministrazione di lavoro, fenomeno in cui si intrecciano frodi sul Iva, indebiti abbattimenti di Ires e l’emissione di fatture giuridicamente inesistenti.

Il meccanismo operativo

Sulla carta i grandi gruppi del settore delle spedizioni e della distribuzione appaltano a terzi servizi di facchinaggio, picking, smistamento e trasporto. Nella pratica, però, questi appalti fungono da copertura per la fornitura diretta di manodopera fuori dai limiti normativi previsti dall’Albo informatico del ministero del Lavoro, che registra le agenzie interinali autorizzate.

Le società coinvolte offrono personale che in realtà non è assunto secondo le regole: i lavoratori vengono gestiti nei turni, controllati con badge e inseriti nelle procedure operative dall’impresa committente, mentre stipendi al di sotto dei minimi contrattuali e contributi non versati gravano sulle aziende fornitrici.

Questo schema consente la creazione di un vantaggio competitivo artificiale: le tariffe praticate risultano inferiori perché il risparmio non deriva da efficienze organizzative, ma dalla compressione dei diritti e dall’evasione fiscale.

Ambito e diffusione del fenomeno

Il fenomeno è in crescita a livello nazionale ed è particolarmente radicato nel settore della logistica, dove la domanda di manodopera è elevata e le catene di appalto sono lunghe e frammentate. Tuttavia casi analoghi si riscontrano anche in altri comparti produttivi che fanno largo uso di esternalizzazioni.

La frammentazione dei contratti e la presenza di numerose imprese subappaltatrici rendono più difficile la ricostruzione della filiera e l’individuazione delle responsabilità effettive, favorendo così pratiche di dumping e frodi documentali.

Impatto economico e concorrenza sleale

Il cosiddetto dumping salariale abbassa il costo del lavoro a scapito delle condizioni contrattuali e dei diritti dei lavoratori, creando distorsioni concorrenziali. Le aziende che rispettano le norme si trovano in svantaggio competitivo perché devono sostenere costi salariali e contributivi maggiori.

Per il sistema economico questo si traduce in minori entrate fiscali e contributive, peggioramento delle condizioni occupazionali e indebolimento delle tutele collettive previste dai contratti nazionali e dai contratti aziendali.

Strumenti di contrasto e responsabilità

Le indagini della Guardia di finanza si concentrano sull’analisi delle anomalie contabili, sulle violazioni contributive e sulla verifica della sussistenza reale dei rapporti di lavoro. A supporto sono utilizzati controlli incrociati con le banche dati fiscali e con gli archivi delle comunicazioni obbligatorie al lavoro.

Per limitare il fenomeno, le misure possibili comprendono un rafforzamento dei controlli sull’Albo informatico, l’introduzione di obblighi di due diligence per le imprese committenti, la responsabilità solidale nelle filiere e sanzioni amministrative e penali più rigorose per gli illeciti documentali e contributivi.

Interventi normativi e operativi richiedono inoltre la cooperazione tra autorità fiscali, ispettorati del lavoro e forze dell’ordine, nonché una maggiore trasparenza nei contratti di appalto e una tracciabilità digitale delle prestazioni fornite.

Prospettive e raccomandazioni

Affrontare in modo sistemico la somministrazione illecita di manodopera significa tutelare i diritti dei lavoratori e ristabilire condizioni di concorrenza leale. Ciò richiede interventi coordinati tra istituzioni, imprese e parti sociali per riformare pratiche contrattuali, snellire i controlli e potenziare le capacità investigative.

Accanto alle attività di contrasto giudiziario e amministrativo, è importante promuovere iniziative di formazione e informazione per le imprese sulla conformità normativa e per i lavoratori sui propri diritti, in modo da ridurre la domanda e l’offerta di lavoro irregolare.



Author: Tony
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