Google svela una svolta quantistica e riaccende l’allarme su Bitcoin
- 23 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Google ha annunciato di aver raggiunto un vantaggio quantistico verificabile con il suo chip Willow, completando una simulazione che, secondo i ricercatori, richiederebbe ai supercomputer classici tempi migliaia di volte superiori.
Il progresso con il chip Willow
Il team ha descritto come il chip abbia simulato fenomeni di caos quantistico in circa due ore misurando i Out-of-Time-Order Correlators (OTOCs), un parametro riconosciuto per valutare il comportamento imprevedibile delle particelle in sistemi quantistici. Questo tipo di esperimento è considerato un banco di prova per capire la complessità dinamica che i computer quantistici possono affrontare.
I ricercatori sostengono che il risultato avvicina la computazione quantistica ad applicazioni concrete, tra cui il Hamiltonian learning, ovvero l’apprendimento o la stima degli Hamiltoniani che descrivono sistemi fisici complessi. Applicazioni pratiche di questo tipo potrebbero, in prospettiva, consentire la modellazione di strutture molecolari e materiali difficili da analizzare con gli strumenti odierni.
Implicazioni per la crittografia e per il mondo crypto
La notizia ha riacceso il dibattito sulla possibile influenza del calcolo quantistico sulle criptovalute, in particolare su Bitcoin, la cui sicurezza si basa su metodi crittografici che, in linea teorica, potrebbero essere messi alla prova da macchine quantistiche avanzate.
Dal punto di vista tecnico, la minaccia maggiore per molte infrastrutture crittografiche deriva dall’algoritmo di Shor, che potrebbe rendere vulnerabili le firme a curve ellittiche utilizzate per le transazioni. Tuttavia, per trasformare questa minaccia in un rischio pratico servirebbe una macchina quantistica con molte migliaia o milioni di qubit corretti dagli errori, cosa che attualmente è al di là delle capacità sperimentali consolidate.
Kostas Kryptos Chalkias said:
“Non esistono oggi evidenze che alcun computer, neppure classificato, sia in grado di violare la crittografia moderna. Siamo almeno a dieci anni di distanza da una tale possibilità.”
Oltre alla distanza temporale, va considerato che la sicurezza delle criptovalute può essere rafforzata mediante aggiornamenti crittografici: l’adozione di firme resistenti ai computer quantistici (post-quantum cryptography), cambiamenti nei protocolli e la migrazione degli indirizzi e delle chiavi private sono misure tecniche che la comunità e gli sviluppatori possono mettere in atto per mitigare rischi futuri.
Inoltre, per attaccare effettivamente fondi in una rete come quella di Bitcoin sarebbe necessario non solo disporre di un computer quantistico potente, ma anche la capacità di eseguire l’attacco su chiavi private esposte o non ancora evolute verso soluzioni resistenti: ciò crea ulteriori barriere pratiche al verificarsi di un collasso immediato della sicurezza.
Reazioni del mercato e contesto economico
La pubblicazione dei risultati ha avuto un riflesso sui mercati: le azioni di Alphabet (GOOG) sono salite brevemente di circa l’1,5% dopo l’annuncio, per poi riportarsi sui livelli precedenti. Il movimento iniziale riflette spesso l’interesse degli investitori verso progressi tecnologici percepiti come strategici per il futuro.
Anche nel mondo delle criptovalute si è osservata una reazione temporanea: Bitcoin ha registrato un lieve rialzo in contemporanea all’annuncio, raggiungendo momentaneamente poco sotto i 109.000 dollari, per poi ridiscendere; nel corso di 24 ore il valore ha mostrato variazioni dell’ordine di qualche punto percentuale.
Nel medio-lungo periodo, la comunità scientifica, le imprese tecnologiche e le istituzioni finanziarie seguono con attenzione sviluppi come questo, poiché l’evoluzione del calcolo quantistico può avere impatti rilevanti su sicurezza informatica, ricerca farmaceutica, materiali avanzati e infrastrutture critiche. Le valutazioni prudenziali e gli investimenti in criptografia resistente saranno probabilmente parte della risposta istituzionale e industriale.
In sintesi, il risultato relativo al chip Willow rappresenta un progresso sperimentale significativo verso applicazioni quantistiche pratiche, ma non determina un pericolo immediato per le tecnologie crittografiche correnti: la transizione verso sistemi resistenti e la necessità di importanti risorse tecniche rendono plausibile un lasso di tempo che consenta misure difensive e aggiornamenti degli ecosistemi digitali.