Difesa, ambiente e beni russi

Bruxelles ospita oggi (e probabilmente anche domani) un vertice europeo ad alta tensione, in un momento cruciale per le scelte strategiche dell’Unione. Al centro del negoziato: difesa comune, sostegno all’Ucraina e uso delle risorse finanziarie russe congelate. L’obiettivo è definire una direzione condivisa per i prossimi mesi e anni, affrontando sfide urgenti come la sicurezza militare e la transizione ambientale.

Difesa UE: verso progetti concreti entro il 2026

Sul tavolo c’è la tabella di marcia della Commissione europea per rafforzare la difesa comune. I Ventisette dovrebbero adottare il piano che invita gli Stati membri a costituire gruppi di lavoro entro fine 2025 su settori ritenuti prioritari. Le prime iniziative operative sono attese nella prima metà del 2026 e includono:

  • Scudo spaziale europeo
  • Sistemi di difesa anti-droni
  • Programmi anti-missilistici

Il progetto rientra in una visione strategica che punta a ridurre la dipendenza militare da attori esterni e a rendere l’Europa più autonoma sul piano della sicurezza collettiva.

Ucraina: il sostegno continua, in arrivo il 19° pacchetto di sanzioni

La presenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky darà al vertice un chiaro valore politico. I leader europei sono pronti a riaffermare il pieno sostegno all’Ucraina nella sua difesa contro l’invasione russa. È in fase avanzata la preparazione del 19° pacchetto di sanzioni contro Mosca, segnale che Bruxelles intende mantenere alta la pressione diplomatica ed economica.

Fondi russi congelati: l’UE valuta l’utilizzo della liquidità per l’Ucraina

Uno dei dossier più sensibili è la proposta di utilizzare gli interessi generati dagli asset russi congelati, stimati in circa 200 miliardi di euro depositati presso Euroclear, la centrale di compensazione con sede in Belgio.

Il Consiglio europeo dovrebbe affidare alla Commissione UE un mandato per redigere una proposta formale sull’impiego di tali fondi a favore dell’Ucraina. Tuttavia, il governo belga chiede garanzie politiche e giuridiche per non essere lasciato solo in caso di ritorsioni da parte della Russia.

Come ha spiegato un negoziatore: «È un punto aperto per i belgi. Non molleranno facilmente, ma pensiamo che alla fine cederanno». Nonostante le perplessità, il clima negoziale lascia intravedere la possibilità di un compromesso.



Author: Tony
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