Coinbase, Deribit e Komainu uniscono le forze per rivoluzionare il trading istituzionale di criptovalute in custodia

Deribit, la piattaforma di derivati sulle criptovalute già acquisita in questo anno da Coinbase, ha annunciato una collaborazione con il custode di asset digitali Komainu per permettere agli investitori istituzionali di operare in modo continuativo senza spostare i fondi fuori dalla custodia regolamentata.

Integrazione tecnica e operativa

L’accordo collega Deribit a Komainu Connect, una piattaforma pensata per gestire il collaterale tra sedi di negoziazione e custodi. Grazie a questa integrazione, i clienti istituzionali possono eseguire operazioni direttamente dal proprio conto custodito presso Komainu, evitando trasferimenti on‑chain ripetuti e riducendo i tempi e i rischi associati al regolamento.

Vantaggi per gli investitori istituzionali

Mantenere gli asset all’interno di una struttura di custodia regolamentata consente di limitare l’esposizione al rischio di controparte e al rischio di settlement, due criticità storiche per i trader professionali nel mercato delle criptovalute. Questo approccio risponde alla domanda crescente di soluzioni che coniughino sicurezza, compliance e operatività avanzata.

Caratteristiche di Komainu

Komainu, sostenuta da Laser Digital e collegata a Nomura, offre portafogli segregati on‑chain strutturati per essere «bankruptcy‑remote», ossia isolati dal rischio di fallimento dell’operatore. La piattaforma supporta diversi tipi di collaterale, inclusi fondi del Tesoro tokenizzati come BUIDL e versioni di ether poste in staking come sETH, e si propone come soluzione conforme ai requisiti regolamentari per clienti istituzionali.

Implicazioni per il mercato e l’adozione istituzionale

Il settore dei derivati cripto sta compiendo passi verso una più ampia integrazione nei mercati finanziari tradizionali. Coinbase ha indicato la previsione di un’entrata consistente di istituzioni provenienti da Europa e Stati Uniti, e soluzioni come l’integrazione tra Deribit e Komainu potrebbero favorire tale processo abbassando le barriere operative e i vincoli normativi percepiti dagli investitori professionali.

Una maggiore facilità nell’accedere a strumenti derivati, pur mantenendo elevati standard di custodia e compliance, potrebbe aumentare la liquidità di mercato e consentire un uso più diffuso di strategie di copertura e gestione del rischio. Allo stesso tempo, l’adozione su larga scala richiederà monitoraggio regolamentare e procedure rigorose di governance.

Jean‑David Péquignot ha dichiarato:

“I clienti vogliono il massimo livello di sicurezza ed efficienza.”

In prospettiva, l’integrazione proposta punta a ridurre gli attriti operativi tra mercati e custodi e a creare un ambiente più attrattivo per capitali istituzionali. Gli operatori del mercato e gli enti regolatori seguiranno con attenzione l’evoluzione dell’iniziativa per valutarne gli effetti sistemici e le eventuali necessità di intervento normativo.