Cambio dell’ora, il premier spagnolo Sanchez: basta spostare le lancette due volte l’anno
- 23 Ottobre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre, alle 3 del mattino, le lancette andranno spostate indietro di un’ora per il passaggio dall’ora legale all’ora solare, come previsto dal calendario stagionale in vigore.
A pochi giorni dal cambio, il presidente del governo spagnolo ha rilanciato la proposta di eliminare definitivamente il doppio cambio semestrale e di chiedere un intervento coordinato a livello europeo.
Pedro Sánchez ha detto:
“Come sapete, questa settimana si torna a cambiare l’ora. Un’altra volta. E francamente non ha senso.”
Nel video di presentazione della sua proposta il premier ha annunciato che la Spagna intende sollecitare formalmente la Unione Europea per mettere fine al doppio cambio annuale, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione definitiva entro il 2026.
La questione è stata inserita all’ordine del giorno del prossimo incontro del Consiglio europeo, previsto per il 23 e 24 ottobre, per riaprire il confronto sulle regole che disciplinano il calendario 2022-2026 relativo al passaggio tra orario estivo e invernale.
Contesto e ragioni della proposta
La proposta di abolire il cambio dell’ora viene motivata in base a considerazioni di salute pubblica, efficienza energetica e qualità della vita: sostenitori citano effetti positivi sulla regolazione del ritmo circadiano e una riduzione dello stress legato al riadattamento degli orari di sonno.
D’altra parte, gli studi sull’effettivo risparmio energetico sono contrastanti e le amministrazioni nazionali segnalano rischi di frammentazione normativa: senza un accordo comune, gli Stati potrebbero adottare scelte divergenti tra permanenza dell’ora legale o dell’ora solare, con conseguenze su trasporti, commercio transfrontaliero e orari delle attività economiche.
Il precedente voto del Parlamento europeo
Il tema non è nuovo: nel 2019 il Parlamento europeo aveva votato a favore della fine del cambio semestrale, ma la misura non è mai entrata in vigore per l’assenza di un’intesa tra gli Stati membri.
In quella fase si erano registrate posizioni di netta contrarietà da parte di alcuni Paesi, tra cui Portogallo e Grecia, mentre anche la scelta della Italia era orientata a mantenere lo status quo. Il caso evidenzia come, oltre al voto parlamentare, servano convergenza politica e coordinamento all’interno del Consiglio per attuare cambiamenti di questa portata.
Perché è complicato cambiare la normativa europea
La riforma delle regole sull’orario richiede l’interazione di più istituzioni comunitarie: il ruolo della Commissione europea è quello di proporre iniziative legislative, il Parlamento europeo ha potere di indirizzo, ma per l’adozione definitiva è necessaria la condivisione tra gli Stati membri riuniti nel Consiglio.
Oltre agli aspetti giuridici, la decisione deve tenere conto delle implicazioni pratiche per il settore dei trasporti, per i mercati finanziari e per la gestione dei servizi pubblici, che richiedono interoperabilità e certezze sugli orari stagionali per evitare disagi transfrontalieri.
Prossime tappe e impatto pratico
Se il Consiglio europeo deciderà di riaprire formalmente il dossier, il passo successivo sarà probabilmente una proposta della Commissione europea, seguita da negoziati tra Parlamento e Consiglio per determinare il meccanismo di attuazione e la scelta tra orario permanente estivo o invernale.
Per i cittadini l’effetto immediato resta il consueto spostamento delle lancette nel prossimo fine settimana; in prospettiva, una decisione europea richiederà campagne informative e adeguamenti tecnici per garantire una transizione ordinata e ridurre le ricadute sui servizi essenziali.
La proposta spagnola rilancerà il dibattito interno all’Unione Europea e, qualora venisse trovata un’intesa, determinerà scelte politiche e pratiche che incideranno sulla vita quotidiana dei cittadini e sull’organizzazione dei mercati fino al termine del periodo transitorio concordato.